Il vero leader? È un campione di scacchi

Lo statista vede lontano, è in grado di attuare un progetto strategico

In una celebre conferenza su «La politica come professione» il grande sociologo Max Weber ha esposto due tipi fondamentali di etica. La prima è etica dei principi o della convinzione in cui tu decidi una azione sulla pura base che sia giusta o ingiusta, senza tener conto delle possibili conseguenze. La seconda è l'etica della responsabilità che tiene invece conto delle conseguenze della tua decisione.

Noi tutti abbiamo dei principi, dei convincimenti profondi su ciò che è giusto e se qualcuno compie qualcosa di sbagliato o disonesto siamo portati istintivamente a condannarlo e punirlo. È facile agire seguendo questo impulso che vuole l'immediata giustizia, molto più difficile valutare razionalmente gli effetti delle nostre azioni. Eppure è l'unica strada che deve seguire chi ha una meta o un progetto da realizzare perché, seguendo l'etica dei principi, può arrivare a risultati opposti a quelli che si prefiggeva. La prima guerra mondiale è scoppiata perché l'Austria, dopo l'uccisione dell'arciduca Ferdinando, colma di sdegno, ha dato un ultimatum alla Serbia. Ma il risultato finale è stato catastrofico. Invece Kennedy, quando i russi hanno installato i missili a Cuba, ha bloccato i militari americani che volevano bombardarli e ha evitato una guerra atomica.

La democrazia ha opportunamente distinto il potere giudiziario dagli altri poteri perché il magistrato dovrebbe decidere in modo imparziale solo in base alla legge e indipendentemente dalle conseguenze che derivano dalla sua azione. È il politico che, come legislatore, deve fare leggi idonee e, come governo, prendere i provvedimenti più adatti per raggiungere l'obbiettivo che ha in mente. Purtroppo anche i politici spesso hanno una visione a breve termine e si interessano solo del loro vantaggio immediato. Solo i grandi leader, i grandi statisti, sono capaci di guardare lontano, di concepire un progetto generale di riforma della società che poi realizzeranno progressivamente alternando l'audacia alla prudenza, ma sempre prevedendo, come un giocatore di scacchi, le conseguenze delle loro azioni e le mosse degli avversari.

Commenti

galerius

Lun, 27/01/2014 - 21:23

Il paragone con gli scacchi ci sta, ma fino a un certo punto, Professor Alberoni...negli scacchi abbiamo il pieno controllo delle nostre azioni, una chiara visione della situazione sulla scacchiera, e quel che fa l'avversario è sotto i nostri occhi. Nella realtà purtroppo non è così quasi mai, noi possiamo fare del nostro meglio ma la vita è piena di imprevisti...imprevedibili.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Lun, 27/01/2014 - 23:17

Oggi dire che la politica è una 'professione' sembra quasi una bestemmia. Ma il grande sociologo Max Weber non si è vergognato di affermarlo, giustamente, a chiare lettere. Ma che male c'è a dire che la politica sia una professione se viene fatta con competenza e con l'intento di mettere in pratica un progetto positivo? Se poi parliamo di 'scacchisti' direi che pochi statisti come Cavour possano meritare questo appellativo (oltre a quello, altrettanto significativo, di 'tessitore'): le sue 'mosse' per realizzare progressivamente l'unità d'Italia furono quasi tutte vincenti!

Ritratto di joe pizza

joe pizza

Lun, 27/01/2014 - 23:40

Sempre interessante leggere i suoi articoli , che ci spiegano in modo semplice e chiaro principi fondamentali della vita