Adesso che se n'è andato i prelati si ribellano al Papa

Sono rimasti in silenzio per rispetto, ma la scelta di Ratzinger non l'hanno condivisa per niente. E si stanno organizzando perché non succeda mai più

Roma - Ora che Benedetto XVI è volato a Castelgandolfo, prendono corpo dubbi e interrogativi sulla sua rinuncia. Sono rimasti sopiti per 20 giorni per una forma di rispetto per il vecchio Papa rinunciatario, così da non appesantirgli ulteriormente il distacco dalla sede di Pietro. Domande che sono presenti in molti fedeli, ma anche tra i cardinali. Giovedì mattina l'hanno salutato per l'ultima volta nella Sala Clementina: i porporati erano 144 su 208. Ne mancavano tre su dieci. Alcuni erano lontani o malati, impossibile per loro venire fino a Roma. Altri, dopo il pensionamento, hanno scelto la riservatezza. Ma qualcun altro potrebbe aver manifestato con l'assenza una forma di «dissenso» dalla grave decisione del pontefice.
Che nel grande popolo di Dio - e forse anche tra i principi della Chiesa - serpeggi qualche dubbio è confermato indirettamente da quanto ha scritto il direttore dell'«Osservatore Romano», Giovanni Maria Vian: la rinuncia del Papa è «un atto grave e nuovo che alcuni non capiscono». Il primo a manifestare perplessità (seguite da una precipitosa marcia indietro) era stato il cardinale Stanislao Dziwisz, l'ex segretario di Wojtyla, ora arcivescovo di Cracovia, che nelle ore successive all'annuncio della rinuncia aveva detto: «Giovanni Paolo II riteneva che dalla croce non si scende». Cioè il papa non deve dimettersi.
Adesso le argomentazioni sono un po' più articolate. In un'intervista tv il cardinale australiano George Pell, soprannominato «Big George» per la stazza fisica (è un ex giocatore di football), ha sottolineato un rischio insito nella rinuncia al pontificato: «Ci potrebbero essere persone che essendo in disaccordo con un futuro Papa potrebbero montare una campagna contro di lui per indurlo alle dimissioni». È un'eventualità che non sfugge alla stessa segreteria di Stato vaticana, che nei giorni scorsi aveva pubblicato un documento molto duro con i mezzi di comunicazione, diffidando i giornalisti dall'influenzare i cardinali elettori.

Circola voce che un gruppo di porporati voglia chiedere al futuro Papa di fare proprie solennemente le parole di Benedetto XVI nell'ultima udienza generale di mercoledì, quando ha accennato al fatto che si diventa Papa «sempre e per sempre». Essi vorrebbero un'assunzione di responsabilità formale, per evitare che la Chiesa possa essere equiparata nella mentalità comune a un'organizzazione retta a tempo da una grande personalità che passa la mano quando considera chiuso (o impossibile da compiere) il proprio mandato.

Sarebbe un modo per garantire la libertà della Chiesa da condizionamenti e pressioni e preservare la sacralità della figura del vescovo di Roma, il vicario di Cristo in terra. Ma la mossa nasconde anche il rischio di ridurre la portata della decisione di Benedetto XVI, facendone un «caso personale» legato alle particolarissime condizioni di Joseph Ratzinger e non un gesto libero e consapevole che affida la Chiesa a chi la guida davvero, cioè Dio stesso.

Commenti

laura-clara man...

Sab, 02/03/2013 - 09:06

Sono, siamo nella mia famiglia , cattolici praticanti e perciò obbedienti; dunque obbediamo, ma non comprendiamo e siamo molto addolorati e preoccupati. "Semel abbas, semper abbas"; il Papa è eletto per ispirazione dello Spirito Santo, è Papa per sempre e , fino all'ultimo respiro- comunque sia - coperto dall'ala protettiva dello Spirito Santo.Certo Benedetto XVI non è uno sprovveduto nè un irresponsabile; certo, ci diciamo, ha le sue ragioni; ma questo gesto, inusitato più che insolito, ci auguriamo fortemente che sia e resti un unicum e che non debba ripetersi, così come salvo rarissimi ed eccezionalissimi casi,è sempre avvenuto. il Papa appena eletto ha la facoltà di non accettare la carica; ma una volta che abbia accettato è Papa fino all'ultimo suo respiro. E...attenzione! i più enstusiati sostenitori ed elogiatori delle dimissioni di Benedetto XVI sono quelli che lo hanno osteggiato e ostracizzato per tutta la durata del Suo pontificato.

todevin

Sab, 02/03/2013 - 09:38

è stata una furbata di Ratzinger quella di dimettersi, se avesse continuato fino alla conclusione naturale sarebbe stato ricordato nella storia come un papa mediocre anche perchè succedeva ad un papa di grande carisma come Giovanni Paolo II e ne sentiva il peso. lasciando prima del tempo è stata una "pubblicità" grandissima.

Ritratto di Gius1

Gius1

Sab, 02/03/2013 - 09:39

Se prima si diceva " morto un papa se ne fa´ un´altro " adesso questo proverbio cambia." se un papa si dimette se ne fa´un´altro

Holmert

Sab, 02/03/2013 - 09:55

Ricordo che Benedetto XVI,dalla dottrina ferrea ed inossidabile cercò con tutte le sue forze di rincondurre alla chiesa romana i dissidenti di François Lefèbvre,stilando tra l'altro,il "motu proprio" che permetteva di celebrare la messa in latino secondo il rito di papa Pio V. Ci furono sacerdoti accondiscendenti,ma furono bloccati dai vescovi e cardinali.Una specie di aperta disubbidienza al papa Ratzinger. Tanti sono gli episodi di contrapposizione alle innovazioni tentate da questo papa,il quale sentendosi solo ,abbandonato dalle energie vitali,necessarie a reggere l'urto del dissenso,ha deciso di dimettersi ed affidare la guida della Chiesa(C maiuscolo)ad un pontefice nuovo eletto ed in piena forma fisica,che gli permetta di muoversi ed agire dentro e fuori le mura del Vaticano,come si conviene oggi ad un papa pellegrino. Indecenti gli ultimi anni di Papa Giovanni Paolo II,afflitto da male destruente il fisico e la mente ed alla mercè del collegio cardinalizio. Dove c'è gerarchia c'è lotta per il potere e per sopravanzare chi lo detiene.E' umano e lo vediamo ovunque. Io sono con papa Ratzinger,ha fatto una scelta nel nome di Cristo e della Chiesa,ha scelto in piena lucidità mentale ed in piena dottrina,che sopravanza di molto quella di tutti i cardinali messi insieme. La Chiesa attuale ha bisogno di un rinnovamento radicale e vanno allontanate le pecorelle nere e smarrite dall'ovile,senza necessità di andarle a riprendere in quanto possedute da Satana. Sin dagli anni 60,Paolo VI parlava di fumus satanico che era entrato nelle stanze vaticane. Forse quel fumo appena velato di allora è diventato tale da impedire la visione offuscando la vista? Un esempio,tra tanti altri: Don Gallo che canta in chiesa "bella ciao",sventolando un drappo rosso...

Ritratto di nontelomandoadiretelodico

nontelomandoadi...

Sab, 02/03/2013 - 10:13

QUO VADIS ?.....vado a Roma a farmi crocifiggere!.

Ritratto di Gorilla Gor

Gorilla Gor

Sab, 02/03/2013 - 10:14

Concordo con il commento di Holmert. E Don gallo è solo un povero cappone vicino alla pentola.

ben39

Sab, 02/03/2013 - 10:37

@ laura.lei ha ragione da vendere e i suoi argomenti sono veri. Unica spiegazione a tutto questa rivoluzione sono le profezie, le quali sono concordi sul fatto che l umanita si trova vicinissimo al tempo della grande tribolazione. Non ci resta altro che la preghiera.

pajoe

Sab, 02/03/2013 - 10:56

Qui' siamo sulla Terra dove vive tutta l'umanità e Il Papa è un Essere Umano,cosi'come Cardinali, Vescovi e Preti,proprio coloro che ancora oggi stigmatizzano le dimissioni del Pontefice,Uomo avanti con gli anni, rigoroso con se stesso e con le leggi della Chiesa Cattolica, ma indebolito fisicamente dagli acciacchi dell'età, che lo condizzionano a non avere più quel vigore necessario a governarla a causa dei continui scandali di ogni specie. Mi auguro che i Prelati, con la Misiricordia del Signore, scelgano un Papa che sia conforme ai tempi in cui viviamo altrimenti il Cattolicesimo perderà sempre più fedeli seguendo il trend degli ultimi 70 anni.

macchiapam

Sab, 02/03/2013 - 11:01

Sul piano della fede dovrebbe ricordarsi che secondo la dottrina l’elezione di un soggetto alla carica di pontefice, così come tutta la sua attività successiva, è governata dallo Spirito Santo: cosicchè un credente - e, primi fra tutti, i cardinali, vescovi e preti - dovrebbe concludere che anche le dimissioni di papa Benedetto sono state ispirate o, comunque, preordinate dallo Spirito, in una prospettiva che soltanto lo Spirito conosce e che noi conosceremo soltanto in esito alla sua completa attuazione. Fuori di luogo paiono dunque le critiche alla decisione di papa Benedetto, soprattutto se provenienti da sacerdoti, cardinali o semplici preti che siano: perché non può che trattarsi, secondo la fede, di una decisione sicuramente sospinta dallo Spirito, dopo mesi di preghiera e meditazione da parte del soggetto. Bene così, dunque; e altrettanto ispirate dallo Spirito saranno le decisioni dei suoi collaboratori riuniti in conclave, qualunque esse siano. Non si possono valutare le decisioni della Chiesa - sempre che, beninteso, si sia credenti – con gli stessi metri correntemente applicati al comportamento dei laici. Se poi, da non credenti, si vogliono applicare alla vicenda gli stessi criteri con cui, zac.zac, si giudicano i comportamenti dei laici, allora si va per la strada sbagliata. Sarà il solito bla-bla, da dimenticare subito.

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Sab, 02/03/2013 - 11:19

Polemiche pretestuose... La rinuncia del Papa è prevista dal diritto canonico, e se il diritto canonico la prevede significa che si può fare... E' ridicolo dire che dalla croce non si scende, Gesù non è che non volesse scendere, è che non ne ha avuto la possibilità.

brandoren

Sab, 02/03/2013 - 11:43

Alcuni prelati , sembra sembra, vorrebbero un atto solenne mai dimissioni dal timone di pietro e fedeltà alla croce; mi pare che una richiesta del genere abbia una valenza dubbia, pleonastica dal momento che si è sacerdos in aeternum sin dal momento in cui durante la consacrazione viene recitato il tu es. Sacerdote per sempre che non riguarda il regno di questo mondo quanto piuttosrto la sfera sopra-anaturale che non ha semplicemente le stesse caratteristiche di quella naturale. Cosa allora dovrebbe giurare ? su quello che è stato detto alla consacrazione? Cui prodest? Semmai, ma qui io non ho competenza giuridica , penso che la costituzione apolstolica , dove si espriime sulla liceità delle dimissioni, possa essere , in qualche maniera modificata ad usum. Mi auguro che quanto successo vicino alla tomba di pietro sia stato soltanto un errore di impropria teologia del servizio e mai un " EVENTO " come da tanti, troppi, ritenuto tale.

stevenson46

Sab, 02/03/2013 - 11:44

Vorrei ricordare che il Papa viene scelto da un'assemblea di cardinali. Credo che lo Spirito Santo c'entri poco. Nella storia della Chiesa Cattolica ci sono stati numerosi Papi guerrieri, sodomiti, simoniaci, libertini. Per esempio Papa Borgia che ebbe numerose amanti da cui ebbe figli e figlie tra cui la famosa Lucrezia (da cui ebbe un figlio). Anche Papa Borgia è stato scelto dallo Spirito Santo?

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 02/03/2013 - 11:50

#Holmert# Egregio Signore, parole sante le sue. Infatti il gesto di Benedetto XVI, ha inchiodato il potere della Curia, che da troppo tempo gestiva in modo indecente il potere temporale che ha quasi distrutto la credibilità della Chiesa e della dottrina per la quale il Suo fondatore si é immolato. Quando Benedetto XVI, scendendo dal trono di Pietro, si é tolto il manto della regalità terrena, presentandosi solo come Padre, ha ricordato a tutti i principi della Chiesa, quale fosse la loro vera missione. Missione che lui vedeva sparire dietro le cortine del fumo di satana, dentro le quale i trenta denari erani distribuiti a troppi Giuda. E la dimostrazione della loro doppiezza sta in un’unica frase: “Non si scende dalla croce”, senza pensare che tutti noi, fin dalla nascita, abbiamo la nostra croce che, volenti o nolenti, dobbiamo trascinare; sulla quale, volenti o nolenti, veniamo crocifissi per poi trascinarla, volenti o nolenti, di nuovo fino al passaggio ad un’altra vita. La vita é una prova e come tutte le prove, niente é facile. L’unico conforto ci é dato proprio da quel Vangelo alle cui fonti Benedetto XVI voleva riportare il suo gregge a dissetarsi. Per quel Vangelo un Dio si é fatto Uomo, mettendo al centro del suo messaggio l’Uomo. Quel Vangelo che ci dice che un Dio ci é Padre, Fratello, Amico. Tutto quello che dovrebbe essere un Uomo verso l’altro Uomo e che renderebbe leggero il peso della croce. Ma Dio proprio perché Dio, non é manipolabile e ancor meno, il Suo Vicario può essere manipolato. La regalità del Papa stà tutta lì. Prima la Parola di Dio, il resto é un sovrappiù. Cari saluti. Rosella

brandoren

Sab, 02/03/2013 - 11:54

Non penso sia stata una furbata da parte di papa Benedetto l' atto delle dimissioni. Siamo troppo spesso propensi a sviluppare dietrologie che potrebbero essere deboli nella loro valenza ed ipercritiche senza motivazioni ben supportate. Ratzinger avrà ben sentito su di sè il turbine del ciclone Wojtyla e la sua prorompente personalità dal momento che ha convissuto entro le mura paoline per più di 20 anni con il papa guerriero. Ha abbandonato inventandosi l' unica cosa che poteva dire " debolezza". La primigenia causa non è dato sapere. Certamente mai come ora mi vemgono in mente le parole del nodaro fiorentino allorchè dice " bisogna stare dietro alla verità affettuale e non alla immaginazione di essa"

Ritratto di stock47

stock47

Sab, 02/03/2013 - 12:12

Il vero disastro lo fece Wojtyla con il Concilio Vaticano II in cui si sancì la cooperazione e "comprensione" delle altre fedi, trattando tutti quanti come fratelli. In pratica la Chiesa abdicò alla sua missione di diffusione del credo cristiano per cercare l'amicizia e la comprensione tra fedi diverse, cosa contraria a ciò che Cristo aveva lasciato con la sua stessa morte in croce. Difatti tra i prelati più sensibili a questo ci fu maretta, come il cardinale francese Lefevre che addirittura si ribellò giustamente a questa assurdità, contraria alla stessa fede cristiana. La conseguenza di questa linea del Vaticano fu che nella Chiesa finirono per entrare anche le esigenze sociali come se fossero facenti parte della fede, creando molti prelati in linea con la visione della sinistra. Così Wojtyla che era stato la bandiera dell’anti comunismo finì per diventare il massimo diffusore della sua ideologia, senza contare che la Chiesa andò letteralmente alla deriva con la perdita e l’allontanamento graduale di molti fedeli che si vedevano ammansire progetti politici e sociali piuttosto che il proprio credo. Grazie a tale linea di pensiero si stesero tappeti davanti alle altre fedi, cosicché l’islam ne ha potuto tranquillamente approfittare venendoci perfino ad invadere mentre, immagino, che i Papi del passato sicuramente si rigiravano nelle loro tombe per questa assurdità e, se potessero ritornare in vita oggi, in pieno accordo scomunicherebbero sicuramente sia Wojtyla che Ratzinger. Quest’ultimo ha dovuto fare sicuramente fronte al fermento creato nella Chiesa da tutto ciò, cioè a due opposte linee e schieramenti di pensiero e, per non decidere di creare una frattura inevitabile nella Chiesa, ha preferito lasciare, mettendo tutto nelle mani del Conclave e della linea che deciderà di seguire il prossimo Papa. Nel fare questo ha violato ulteriormente lo stesso credo cristiano, perché, come giustamente aveva detto lo stesso Wojtyla, dalla croce non si scende. Non l’ha fatto Cristo fondatore del cristianesimo e non l’ha fatto San Pietro, primo Papa a cui Cristo dette le chiavi del Cielo e della Terra, che per rispettare tale legato non rifuggibile e rimproverato da Cristo con la risposta alla famosa fase che Pietro gli rivolse: “Quo vadis Domine?”, perché fuggiva dal pericolo che lo minacciava, se ne ritornò a Roma a farsi crocefiggere, cioè dando tutto sé stesso fino alla morte al credo e al legato che Cristo gli aveva dato. E’ questo il vero problema della Chiesa attuale, l’essere scesi in politica con la ricerca del “comodato” o accordo tra fedi diverse e linee di pensiero diverse. Una frattura del credo che porterà la Chiesa al disastro, come già tutti quanti possono tranquillamente vedere.

blackbird

Sab, 02/03/2013 - 12:15

Difficile guardare nella coscienza degli uomini, anche se sono Papi. C'è da chiedersi però se la Chiesa dev'essere guidata dal Papa, in grado di tenerne le redini, o dalla curia romana, quando il Papa non è più in grado di sostenerne la direzione. Credo che Benedetto XVI abbia scelto la prima soluzione. Non è questione di peso e di Croce da cui scendere, non penso che questo Papa si sia mai tirato indietro di fronte ad accuse pesanti e pretestuose, ma una cosa è rappresentare la Chesa davanti al mondo, un'altra è governarla e guidarla. Se la salute non consente di reggere il governo e la guida, penso che sia meglio lasciare ad una persona con le energie necessarie. Lo Spirito Santo saprà ispirare i cardinali (come ha ispirato il Papa nella sua decisione) a scegliere la persona giusta per fare ciò che è necessario. Ha voluto lasciare Benedetto XVI ancora tra i viventi, evidentemente avrà avuto i Suoi buoni motivi.

medusa

Sab, 02/03/2013 - 14:42

@ Gius 1 Gentile lettore/lettrice, Lei sembra essere un semi-analfabeta. Il verbo fare coniugato alla terza persona non si scrive con l'accento.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 02/03/2013 - 15:04

#medusa# Ci sono modi più cristiani, che comprendono gentilezza ed educazione. di correggere errori dai quali nessuno é esente.

MMARTILA

Sab, 02/03/2013 - 15:07

Serpenti velenosi, cerco di vivere in Cristo, ma con questo gotha non voglio avere nulla a che fare.

Ritratto di stock47

stock47

Sab, 02/03/2013 - 15:17

Dante su Clemente V scrisse nella sua Divina Commedia, Inferno, XIX,: "...come a quei fu molle / suo re, così fia lui..." mentre su Clestino V scrisse:"« Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto. »" Divina Commedia: Inf. III,. Ambedue le definizioni di Dante si adattano a Benedetto XVI

Ritratto di stock47

stock47

Sab, 02/03/2013 - 15:26

Il "credo" si definisce in questo modo perchè NON ci sono possibilità di cambi o di accordi con altri credo o, peggio, con pensieri ideologici che escono fuori dai binari della fede e mettono, prima della fede, il rapporto terreno dell'uomo. L'adattamento e l'aggiornamento sono cose che vanno bene per un computer o per le esigenze terrene dell'uomo ma non per un CREDO. La Chiesa attuale ha tradito tutto questo e ne pagherà le conseguenze, con il suo crollo finale o divisione in molteplici spezzettamenti non più riunibili, è solo questione di tempo.

Boccato

Sab, 02/03/2013 - 15:36

PER HOLMERT E LAURA-CLARA ; HOLMERT ; CONDIVIDO IPSIS LITERIS CON QUELL CHE TU HA SCRITTO .LA CHIESA IN BRASILE DOVE ABITO GIÀ NEGLI ANNI 70 É DIVENTATA PURTROPO UNO COVILE DI COMUNISTI. IL PROPRIO "PARTIDO DOS TRABALHADORES", DA TUTTO MARXISTA OGGI AL POTERE E CHE APOGGIA LO ABORTO, LO "MATRIMONIO"GAY, ETC É PROPRIO NATO DENTRO DELLA CHIESA CATOLICA BRASILIANA NEGLI ANNI 70 !OGNI ANNO, LA "CAMPANHA DA FRATERNIDADE"IN BRASILE NON PASSA DUN MOTTO D'INSPIRAZIONE ,VERA CAMPAGNA D'EDUCAZIONE E PROPAGANDISTICA POLITICA TRAVESTITA DI MISSIONE SACRA-RELIGIOSA...PER TUTTO QUESTO CHE LE SETTE EVANGELICI SONO CRESCIUTI ENORMEMENTE A CAUSA DELLO ABANDONO DEI FEDELE CHE NON SOPORTANO PIU MESSE CHE SEMBRANO DELLE COMIZIE E PROCIZIONE CHE SEMBRANO PIU PASSEATE CHE MANIFESTAZIONE RELIGIOSE !QUESTA É OGGI PURTROPO LA SITUZAZIONE DALLA CHIESA CATOLICA IN BRASILE E TUTTA SUDAMERICA ASSOLUTAMENTE INQUINATA DAI COMUNISTI E IN SPECIALE IN BRASILE, TUTTO COLPA DELLA CNBB -"CONFERENCIA NACIONAL DOS BISPOS DOS BRASIL" CHE POCHO O NULLA SI OCUPANO DELLA FEDE MA ABASTANZA DI POLTICA, REFORMA AGRARIA, ETC,ETC,ETC. ADESSO PER LAURA-CALRA...ANCHE LEI É ESPRESSO CON LE SUE PAROLE TUTTO QUELLO CHE IO SENTO PERSONALMENTE DENTRO DI ME .ME SENTO SCONFORTEVOLE CON QUESTA RINUNCIA .IL POSTO DI PAPA NON É UNO INCARICO PER EXEMPIO ALLA DIRETORIA IN FIAT DOVE SI PUO RIVOLGERSI UN GIORNO AL PRESDIENTE E DIRE "MI DIMETO !"...ESSENDO PAPA , NON SI PUO ANDARE IN VITTA A DIO E DIRE "MI DIMETO !", IO PENSO COSI . VI SALUTO QUA DA BRASILE .

eloi

Sab, 02/03/2013 - 16:51

Nessuno posta sul sospetto che in Vaticano a comandare sia la banca Vaticana ed i suoi intrighi, e di fronte a ciò Benedetto sedicesimo si sia sentito impotente.

mariolino50

Sab, 02/03/2013 - 17:04

stock47 Mi sa che ha sbagliato, il concilio fù indetto da papa Giovanni 23, ma fù fatto quando era ormai morto, le decisioni furono prese dai vescovi sotto Paolo 6, per caso è seguace dell'eretico Lefebvre, se era nato qualche annetto prima faceva la fine di Giordano Bruno, se lei è credente deve per forza dar retta al Papa, definito infallibile nelle questioni di fede, è lui che decide cosa è vero e cosa no, ha sempre l'ultima parola, altrimenti ci sono tante combriccole di protestanti che pensano ognuna come vuole. Se è previsto dal diritto canonico non cè niente di strano, vuol dire che ci avevano già pensato ed è una cosa regolare, sono i fedeli che si devono adeguare.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 02/03/2013 - 17:05

#Holmert# Egregio Signore, ho letto meglio il suo post che come detto condivido, ma mi consenta di dissentire quando dice che gli ultimi anni di G.P. II sono stati indecenti. Indecenti sono stati quelli che hanno approfittato della sua crudele malattia e sono certa che l’unica persona che l’abbia veramente protetto con tutte le sue forze, sia stato l’allora cardinale Ratzinger. Buona serata. Rosella

Amelia Tersigni

Sab, 02/03/2013 - 17:21

Mi sono sempre chiesta: se un Papa (come essere mortale) venisse colpito da una qualsiasi malattia che gli toglie il ben dell'intelletto, come ci si dovrebbe comportare ???. Forse il Papa Benedetto XVI ha voluto rispondere a questa domanda. Siamo noi fedeli che la stiamo facendo tanto...difficile.

Ilgenerale

Sab, 02/03/2013 - 17:24

Io sono d'accordo con l'arcivescovo di Cracovia. Un utente ha scritto che se Gesù ne avesse avuto la possibilità sarebbe sceso dalla Croce anche Lui. Beh a questo utente consiglierei di ripassare un po' di catechismo. Il figlio di Dio poteva scendere dalla Croce in qualunque momento, non lo ha fatto per noi, per insegnarci l'amore e il sacrificio incondizionato verso il prossimo, anche a costo della nostra vita. Questo papa invece ci ha insegnato che il sacrificio si fa solo se non si è troppo stanchi! Profonda tristezza! Se il papa si dimette perche' stanco, i malati a chi dimetteranno le proprie malattie, i poveri a chi dimetteranno la propria povertà ?! Dio perdonaci, siamo solo uomini!

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 02/03/2013 - 17:36

#eloi# Egregio Signore, i sospetti abbondano. Ci vuole usare la cortesia di qualche chiarimento? La matassa é talmente ingarbugliata, che non si riesce a trovare il bandolo. Sono certa delle colpe del potere temporale della Chiesa, come sono certa che per coprirle abbiano fatto pressioni su Benedetto XVI che ovviamente li ha inchiodati alle loro responsabilità con le dimissioni. Un gesto consapevole, dato che le dimissioni di un Papa comportano l’azzeramento tutte le cariche della Curia, spianando così la strada del rinnovamento della Chiesa, al nuovo Papa che uscirà dal Conclave. E’ l’ultima occasione e questo Benedetto XVI l’aveva ben chiaro. Cordiali saluti. Rosella

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 02/03/2013 - 18:05

Si riconferma il detto, quando il gatto manca i sorci ballano.In questo caso lasciamo i sorci e scriviamo RATTI.

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 02/03/2013 - 18:13

xstock47.Puo essere che si confonde con papa Giovanni XXIII, dal concilio usci tutta la melma che oggi e prossimamnete fara danni sia a noi cattolici che all 'umanita tutta.Cominciando con l abbraccio al comunismo.

Tergestinus.

Sab, 02/03/2013 - 18:32

Vedo molto pressappochismo. E' certamente vero che gli elettori del papa godono dell'assistenza dello Spirito Santo, ma questo non significa che essi diventino una sorta di macchinetta manovrata dallo Spirito stesso. Dio non toglie mai all'uomo il libero arbitrio. Ogni cardinale in conclave gode dell'assistenza dello Spirito Santo, ma è perfettamente libero di seguire questa ispirazione o di rifiutarla. Perciò è scorretto dire che il papa è eletto dallo Spirito Santo, ciò negherebbe il libero arbitrio (eresia determinista), il papa è eletto dai cardinali. Lo stesso san Tommaso prevedeva infatti anche la possibilità di un papa eretico.

Baloo

Sab, 02/03/2013 - 18:41

Io rispetto la volontà e le motivazioni espresse e non espresse dal pontefice riguardo alle sue dimissioni. Verosimilmente ha capito che le sue energie non sono sufficenti per un'azione energica di rinnovamento della chiesa.Ma il nuovo Papa troverà in Lui un sicuro punto di riferimento e di confronto per l'assunzione di decisioni a ragion veduta.Benedetto XVI diverrà non certamente un papa ombra ma il miglior consigliere del nuovo monarca elettivo della chiesa di Cristo.Mi facessero papa,andrei a consultare Benedetto il più spesso possibile!

Baloo

Sab, 02/03/2013 - 18:41

Io rispetto la volontà e le motivazioni espresse e non espresse dal pontefice riguardo alle sue dimissioni. Verosimilmente ha capito che le sue energie non sono sufficenti per un'azione energica di rinnovamento della chiesa.Ma il nuovo Papa troverà in Lui un sicuro punto di riferimento e di confronto per l'assunzione di decisioni a ragion veduta.Benedetto XVI diverrà non certamente un papa ombra ma il miglior consigliere del nuovo monarca elettivo della chiesa di Cristo.Mi facessero papa,andrei a consultare Benedetto il più spesso possibile!

PaK8.8

Sab, 02/03/2013 - 19:09

Stock47, ma che stai a scrivere? Il Concilio Vaticano II lo fece Giovanni XXIII, VENT'ANNI PRIMA dell'elezione di Papa Woytila. Va bene pontificare e citare Dante, ma evita simili bestialità per favore.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 02/03/2013 - 20:07

#Holmert# Egregio Signore, ho letto meglio il suo post e mi consenta di dissentire quando dice che gli ultimi anni di G.P. II sono stati indecenti. Indecenti sono stati quelli che hanno approfittato della sua crudele malattia e sono certa che l’unica persona che l’abbia veramente protetto con tutte le sue forze, sia stato l’allora cardinale Ratzinger. Buona serata. Rosella

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 02/03/2013 - 20:10

#eloi# Egregio Signore, i sospetti abbondano. Ci vuole usare la cortesia di qualche chiarimento? La matassa é talmente ingarbugliata, che non si riesce a trovare il bandolo. Sono certa delle colpe del potere temporale della Chiesa, come sono certa che per coprirle abbiano fatto pressioni su Benedetto XVI che ovviamente li ha inchiodati alle loro responsabilità con le dimissioni. Un gesto consapevole, dato che le dimissioni di un Papa comportano l’azzeramento di tutte le cariche della Curia, spianando così la strada verso il rinnovamento della Chiesa, al nuovo Papa che uscirà dal Conclave. E’ l’ultima occasione e questo, Benedetto XVI l’aveva ben chiaro. Cordiali saluti. Rosella

ortensia

Sab, 02/03/2013 - 20:31

Sembrano tutti grossi pappagalli rossi e neri. Con quelle panze e con quelle facce cosa vogliono farci credere?

blues188

Sab, 02/03/2013 - 20:37

Rosella Meneghini, mi scusi se esco dal seminato dell'articolo, ma le sue risoste rivelano una profondità di fede non comune. Lei conosce Maria Valtorta? Spero che mi pubblichino questo post..

brandoren

Sab, 02/03/2013 - 20:37

@@ medusa dalla di Lei facondia mi convinco che Ella deve aver studiato a Eton.

brandoren

Sab, 02/03/2013 - 20:58

E' rimasta sola la figlia di Sion, come una capanna in una vigna, come una tenda in un campo di cetrioli, come una città assediata. libro di Isaia . Bibbia CEI , 2008

PaK8.8

Sab, 02/03/2013 - 20:58

Ammazza siamo tutti papi ormai, vissto che tutti saremmo stati meglio di Benedetto. Era meglio quand'eravamo tutti allenatori. Ma andate a farvi f8ttere.

Ritratto di stock47

stock47

Sab, 02/03/2013 - 23:42

Mariolino 50, ha ragione lei sul Concilio Vaticano II, mi scuso con tutti per la superficialità del ricordo storico, tuttavia il ragionamento che ho fatto rimane valido. Giovanni XXIII quando indisse il Concilio non intendeva che esso uscisse fuori dalla tradizione cito: “« [...] occorre che questa dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un assenso fedele, sia approfondita ed esposta secondo quanto è richiesto dai nostri tempi. ALTRO È INFATTI IL DEPOSITO DELLA FEDE, cioè le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, ALTRO È IL MODO CON IL QUALE ESSE SONO ANNUNZIATE, SEMPRE PERÒ NELLO STESSO SENSO E NELLA STESSA ACCEZIONE. »” Fu Paolo VI ad interpretare in altro modo il Concilio che, con la morte di Roncalli, non aveva finito i suoi lavori. Tuttavia allora non ci furono grandi stravolgimenti immediati o visibili, anche perché la Chiesa era rimasta profondamente tradizionalista, specialmente qui in Italia mentre altrove stava mutando, senza che i fedeli italiani se ne rendessero conto. La svolta definitiva anche per l’Italia giunse, come ho scritto, con Paolo Giovanni II, venendo dalla Polonia, così come ha fatto Benedetto XVI che è tedesco. Tratto da Wikipedia: “Giovanni XXIII aveva indicato come scopo del Concilio quello di «approfondire ed esporre» la «dottrina certa e immutabile» della Chiesa, mentre alcuni dei pronunciamenti del Concilio stesso sembravano contraddire alcuni elementi della dottrina tradizionale (soprattutto in merito all'ecumenismo e alla libertà di coscienza). Per questo, il Concilio fu considerato da alcuni una vera e propria rivoluzione della dottrina della Chiesa: sia da parte dei "progressisti" (che valutavano positivamente l'apertura al mondo del concilio) sia da parte di alcuni ambienti tradizionalisti (che al contrario erano fortemente critici verso questi pronunciamenti di apertura).” Il resto del discorso con relative conseguenze, l’ho già scritto nel mio primo post, non cambia.

Franco Ruggieri

Dom, 03/03/2013 - 07:20

'sti rosso-vestiti non vedono l'ora di riavere un papa come Giovanni Paolo II, che regnava ma non governava, per fare i porci comodi loro. E' per questo che vogliono imporre il divieto di dimissioni: così, dovranno aspettare solo qualche anno, in modo che divenga vecchio, malato e debole, per ricominciare con le loro porcherie.

Ritratto di mauro santinelli

mauro santinelli

Dom, 03/03/2013 - 08:23

Io nn mi ritengo cattolico, e nn ho nemmeno la presunzione di esserlo (vengo da una educazione cattolica: arcivescovile), ma dal di fuori mi sembra, e dico mi sembra, ke il PAPA abbia, a differenza nostra, un quadro della kiesa ampio, direi unico, con le informazioni ke ha. Dato per assodato questo credo ke la sua scelta sia dovuta all' impotenza sia politica ke fisica, da parte sua di poter ripulire la struttura ecclesiastica. Per il fatto poi ke si sia dimesso nn si può discutere poteva farlo e lo ha fatto.

Holmert

Dom, 03/03/2013 - 08:31

C'è qualche forumista che insiste nel dire che il papa è un uomo e come tale soggetto alle sue debolezze,alle malattie,alla vecchiaia. Essere ispirati dallo Spirito Santo non vuol dire essere comunque e sempre infallibili,altrimenti i papa del medioevo cosa erano,ispirati da chi? Concordo con coloro che dicono che l'uomo ha il dono del libero arbitrio,e come tale libero di scegliere. Lo Spirito Santo ispiratore,l'uomo carne e spirito,decide. Benedetto XVI ha deciso,dopo lunga riflessione e si è dimesso. Ha ribadito che lo ha fatto per il bene della Chiesa(C maiuscola)e non sospettandolo di essere bugiardo,dobbiamo credergli in piena coscienza. Ci sono a volte motivi che non possono essere rilevati,come i tanti segreti di stato.Ribadisco che la storia,in un futuro non tanto remoto,ci consegnerà la verità. Ora il papa non è più colui che veniva portato sulla sedia gestatoria,si faceva un giretto di piazza san Pietro,e rientrava nelle sue stanze vaticane.Ora il papa è diventato pellegrino e deve girare il mondo per fare sentire da vicino la sua parola. Ratzinger,ha tra l'altro aperto una possibilità al papa nella sua vecchiaia a volte decrepita,di "abdicare" e lasciare il soglio ad uno con maggior vigore fisico. E' vero papa Giovanni Paolo II,tenne duro sino alla morte.Tante volte pensò di lasciare ma poi restò. Fu un bene o un male per la chiesa? Questo lo devono decidere i "saggi" e "sapienti teologi". Noi non possiamo giudicare. Dal punto di vista umano,io,ed è un'idea personale,ribadisco che fu uno spettacolo indecente.Il Parkinson è malattia che nella fase finale porta alla demenza senile ed all'immobilità. Attualmente la chiesa,tra relativismo e laicismo che avanza a passi da gigante,non ha bisogno di un papato ridotto in quelle condizioni. A volte scendere dalla croce per "seminare" è lecito. Gesù Cristo fu un'altra storia,storia sacra.

Holmert

Dom, 03/03/2013 - 09:01

Molti continuano a ripetere con stanca cantilena ,che papa Ratzinger ha fatto un gesto simile a Celestino V,che Dante posiziona nell'inferno(Ignavi,canto III) come "colui che fece per viltà il gran rifiuto".A parte il fatto che sono stati scritti ettolitri di inchiostro,per cercare di individuare il "colui".Chi dice Pietro Celestino,chi dice,Ponzio Pilato (Pascoli),chi addirittura Esau'. Comunque l'ipotesi più accreditata sembra Celestino V. Dante era guelfo,anche se Foscolo lo definisce Ghibellin fuggiasco,Celestino fu prelevato dal suo eremo sul monte Morrone,sopra Sulmona,da Carlo II lo zoppo e da suo figlio Carlo Martello e portato a dorso d'asino a L'Aquila,dove fu incoronato pontefice. Carlo D'angiò impose ai 12 cardinali la sua nomina,perchè aveva bisogno dell'avallo pontificio per le sue cose terrene. Celestino V,(leggasi Silone "Avventura di un povero cristiano") dopo soli V mesi,se ne andò ,costretto dalle angherie di famiglie potenti che allora esprimevano il papa.Colonna,Caetani,Orsini,Pallavicini,Boncompagni etc. E si sa come andò a finire. Certo Dante lo posiziona all'inferno,anche per risentimento contro Bonifacio VIII,succeduto a Celestino,di cui Dante fu acerrimo nemico. Come nemici furono Filippo il Bello e Clemente V,che dopo la morte di Celestino ,si affrettarono a beatificarlo. ..Quella fu un'altra storia,caro Stock. A pensare che il Caetani Bonifacio VIII,esperto in diritto canonico,affermò che le dimissioni di Celestino erano legittime. Da ciò la sua damnatio memoriae. Morale:la storia la fanno gli uomini ,i quali ne risponderanno nel bene e nel male al Pafreterno.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Dom, 03/03/2013 - 17:17

#blues188# Caro Signore, ho tutti i libri di Maria Valtorta. Ora é un pò di tempo che non li leggo, ma quando a suo tempo li ho letti, li ho letti per ben tre volte. Anche se sono incredibili sono certa che la scrittrice abbia veramente vissuto quanto scritto. Impossibile che da un essere umano possa uscire tanta fantasia e profondità di pensiero. La cosa che mi ha colpito di più é stato il discorso di Gesù nel Tempio, il Giovedi Santo. La figura femminile che più mi é rimasta impressa é quella di Sintica, mentre la figura maschile é quella di Giovanni di Endor. Se come penso, questi libri li avrà letti, sa a chi mi riferisco. Un fraterno abbraccio in Cristo. Rosella

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Dom, 03/03/2013 - 22:16

#blues188# Caro Signore, ho tutti i libri di Maria Valtorta. Ora é un pò di tempo che non li leggo, ma quando a suo tempo li ho letti, li ho letti per ben tre volte. Anche se sono incredibili sono certa che la scrittrice abbia veramente vissuto quanto scritto. Impossibile che da un essere umano possa uscire tanta fantasia e profondità di pensiero. La cosa che mi ha colpito di più é stato il discorso di Gesù nel Tempio, il Giovedi Santo. La figura femminile che più mi é rimasta impressa é quella di Sintica, mentre la figura maschile é quella di Giovanni di Endor. Se come penso, questi libri li avrà letti, sa a chi mi riferisco. Un fraterno abbraccio in Cristo. Rosella