Il caso Balestrero: promosso, ma andrà a Bogotà

Fa discutere la nomina del viceministro degli Esteri a nunzio apostolico

Monsignor Ettore Balestrero

Roma - Per l'udienza pubblica di mercoledì, l'ultima apparizione di Benedetto XVI da Papa prima del ritiro, il Comune di Roma sta predisponendo un servizio di sicurezza pari a quello messo in piedi per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Ma anche domani sarà una data di grande folla a San Pietro: alle 12 Ratzinger reciterà l'ultimo Angelus, mentre tutta la parte destra di via della Conciliazione nel tratto finale, prima del colonnato, si sta trasformando in un set per le televisioni del mondo. Cresce l'attesa ma continuano a imperversare i sospetti e le ombre: dal caso Mahony, il cardinale accusato di aver coperto casi di pedofilia a Los Angeles e atteso per il Conclave, al contenuto di Vatileaks, il rapporto riservato che Benedetto XVI ha commissionato a tre cardinali anziani, con le voci su una lobby gay all'interno delle gerarchie ecclesiastiche. Per questo gli ultimi atti del Papa vengono letti tutti in questa luce. È di ieri la notizia di una promozione-rimozione: l'attuale viceministro degli Esteri, monsignor Ettore Balestrero, è stato nominato arcivescovo e trasferito a Bogotà, come nunzio apostolico.
Ieri è stata l'Argentina, con diversi media, ad aggiungere nuovi nomi nella lista dei cardinali più quotati in vista del Conclave: il primo è l'arcivescovo di Buenos Aires Jorge Bergoglio, che fu il terzo nome più votato nel 2005, alla morte di Giovanni Paolo II, dopo Ratzinger e Carlo Maria Martini. L'altro è Leonardo Sandri, il cardinale noto al mondo per aver dato la notizia della morte di Wojtyla al microfono di piazza San Pietro. In attesa della decisione finale su tempi e rituali del Conclave, il Papa ieri ha emanato forse gli ultimi atti da governante della Chiesa. Balestrero è quindi assegnato alla nunziatura di Bogotà, al suo posto subentra il maltese Antoine Camilleri, classe 1965. La rimozione di Balestrero viene considerata un piccolo terremoto in Vaticano: il viceministro degli Esteri occupa in pratica il terzo gradino nella gerarchia della segreteria di Stato, dopo il segretario (Bertone), il sostituto e il ministro degli Esteri. Infine il Papa ha compiuto altre nomine: il polacco Miroslaw Adamczyk nunzio apostolico in Liberia, il congolese Leon Kalenga Badikebele alla nunziatura di El Salvador, il camerunense Brian Udaigwe è nominato arcivescovo e nunzio.
L'attesa per gli ultimi giorni di pontificato di Benedetto XVI non sta smorzando poi le polemiche su Mahony. Contro il cardinale americano i cattolici democratici aderenti al Codacons hanno presentato un esposto alla Procura di Roma, a cui si chiede di aprire le indagini sui presunti casi coperti. Ogni cardinale ha diritto all'elezione del nuovo Pontefice, ha ribadito ieri l'arcivescovo di Baltimora William Lori: «La Chiesa ha le sue regole su chi ha diritto al voto». Ma l'ombra della pedofilia continua ad avanzare anche da altre Nazioni. La radio belga Vivacitè ha lanciato un sondaggio per chiedere al pubblico se «si deve impedire al cardinale Godfried Daneels di eleggere il nuovo Papa» a causa dei collegamenti tra il porporato e lo scandalo scoppiato in Belgio. Questa mattina alle 11 e 30 Ratzinger riceverà per l'ultima volta da Papa, in udienza privata, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Commenti

Raoul Pontalti

Dom, 24/02/2013 - 00:16

Sul caso Mahony mi ero espresso in altro commento. Qui constato come la stessa Santa Sede argomenti in merito con le stesse motivazioni da me a suo tempo espresse (insulti a parte per bananas e anticlericali contenuti nel mio commento richiamato).

Roberto Casnati

Dom, 24/02/2013 - 02:39

Promoveatur ut amoveatur.

cgf

Dom, 24/02/2013 - 08:51

Premesso che fanno benissimo a tacere, però è curioso è che i vari simpatizzanti e le varie associazioni gay restino in silenzio e non 'difendano' i prelati accusati di omosessualità. di solito basta solo nominarli che subito, a frotte, arrivano per dire la loro.

Ritratto di bobirons

bobirons

Lun, 25/02/2013 - 11:00

Trovo anacronistico che una Fede abbia bisogno di strutture tali che alcuni governi nazionali non sognano neppure. La Fede la si professa con il cuore, è per definizione spirituale e trascinarla nella secolarità di apparati, strutture, gerarchie ecc, non serve altro che a snaturarne il vero contenuto. Beato il giorno in cui ci sarà una comunione di intenti fra fedeli - tutti primi inter pares (mi sembra che Cristo a questo tendesse) senza parafernalia di ministeri, gradi, eminenze più eminenti di altre. E lo dico da ateo, ma rispettoso del contenuto intrinseco di un fatto altamente, se non esclusivamente, spirituale, quale ne sia l'indirizzo.