«Nella Croce ci sono anche i peccati del Papa»

Un'accoglienza degna di una rockstar, ancora una volta sul lungomare di Copacabana dove ieri sera si sono riuniti oltre un milione di giovani per uno dei momenti più forti della Giornata Mondiale della Gioventù in Brasile. Il ciclone Bergoglio ancora una volta ha solcato con la sua papamobile scoperta la spiaggia carioca, fermandosi più di una volta a salutare i ragazzi provenienti dai quattro angoli del mondo e accorsi lì per una Via Crucis a cielo aperto nella città simbolo del divertimento. 13 le stazioni piazzate lungo i 900 metri del grande viale Atlantico, con la 14esima posizionata sul palco dal quale Papa Francesco ha pronunciato un discorso rivolto proprio ai giovani. Parole di speranza che hanno ricordato anche l'importanza della croce e la vicinanza di Cristo a quei ragazzi che oggi inseguono falsi miti, delusi dall'incoerenza all'interno della Chiesa e dalla corruzione nella politica.
«Con la sua croce, Gesù si unisce a tanti giovani che hanno perso la fiducia nelle istituzioni politiche perché vedono egoismo e corruzione o che hanno perso la fede nella Chiesa, e persino in Dio, per l'incoerenza di cristiani e di ministri del Vangelo. Nella croce c'è anche il peccato dell'uomo, il nostro peccato» ha detto Papa Francesco. Per ogni stazione del cammino della croce, una meditazione, dedicata alle domande esistenziali e ai problemi dei giovani di oggi come la tossicodipendenza, tema che in questa GMG il Papa ha voluto toccare più di una volta. «Sempre con la croce, Gesù si unisce anche alle vittime della violenza che non possono più gridare, alle famiglie in difficoltà, che piangono la perdita dei loro figli, o che soffrono nel vederli prede di paradisi artificiali come la droga - ha detto Francesco - Gesù si unisce a tutte le persone che soffrono la fame in un mondo che ogni giorno getta via tonnellate di cibo e a chi è perseguitato per la religione o semplicemente per il colore della pelle». Un chiaro monito contro quelle piaghe che feriscono la società di oggi come il razzismo, le violenze, e le persecuzioni religiose nel mondo, problemi che il Papa è intenzionato a combattere con tutte le sue forze e con l'appoggio fondamentale dei giovani. Forse anche per questo, sempre ieri, il Papa, per non perdere mai di vista il «contatto con il gregge», ha voluto confessare (come avevano fatto in passato anche Benedetto XVI durante le GMG) nel Parco Quinta da Boa Vista cinque ragazze e ragazzi di lingua spagnola, portoghese e italiana (uno di questi di Città Sant'Angelo, Pescara): un momento emozionante per i «prescelti» (sono stati sorteggiati per lingua tra gli iscritti alla manifestazione) ma anche per Francesco che ha potuto così riprendere quella vecchia abitudine, mai persa nemmeno da Papa, di confessare i fedeli.
Momenti indimenticabili, per i giovani e per Francesco che ha voluto incontrare nel Palazzo dell'Arcivescovado e in forma riservata anche cinque giovani detenuti. Bergoglio ha ascoltato le loro storie, li ha incoraggiati a non perdere la speranza e ha voluto condividere le loro sofferenze, proprio come aveva fatto lo scorso Giovedì Santo, quando, in ginocchio sul pavimento, aveva lavato i piedi a 12 minorenni detenuti nel carcere di Casal del Marmo a Roma.