Religione vera o ginnastica? Anche lo yoga va in tribunale

In California un gruppo di genitori contro le lezioni (gratis) a scuola. Ora il giudice dovrà decidere se la disciplina sia troppo "spirituale"

Certo, qualcuno vede soltanto dei ragazzini che piegano le ginocchia, incrociano le gambe, si distendono sui tappetini, respirano a fondo e chiudono gli occhi. Qualcun altro, per esempio qualche insegnante alle prese con classi urlanti e ingestibili, vedrà uno stuolo di studenti silenziosi e meravigliosamente obbedienti. I genitori di alcuni alunni della contea di Encinitas, una quarantina di chilometri a nord di San Diego, invece vedono tutt'altro: una cospirazione in corso, letteralmente, nel senso che quelle lezioni di yoga, offerte ai loro figli nelle scuole al posto di quelle di educazione fisica, sarebbero un tentativo indiretto di somministrare insegnamenti di tipo religioso. Come in tutti i casi irrisolvibili, tocca a un giudice - John Meyer della corte di San Diego - prendere una decisione, su un tema che di giuridico pare avere ben poco, ma che è finito in tribunale e ora dovrà essere regolato dalla legge: se lo yoga, appunto, sia una religione. E non soltanto una alternativa alle lezioni di ginnastica.
Tutto è cominciato l'anno scorso, quando la Kp Jois Foundation ha fatto una donazione generosa - cinquecentomila dollari - alle nove scuole della contea, per finanziare un programma di «salute e benessere» per gli studenti, attraverso l'insegnamento delle tecniche yoga. Per un gruppo di genitori però quello dello yoga è soltanto tempo rubato all'educazione fisica e, soprattutto, non si tratta di una disciplina innocua: sarebbe un'ora di religione vera e propria. In tribunale, fra i testimoni portati dalle famiglie arrabbiate, è apparsa anche un'esperta di studi religiosi che, in un video trasmesso da Fox, spiega come l'Ashtanga yoga (quello insegnato ai ragazzi) sia «la forma più religiosa di yoga» e che di fatto ci sia in corso una «cospirazione»: con l'inganno gli alunni sarebbero introdotti piano piano alla pratica religiosa, camuffata da ginnastica soft.
Il programma ufficialmente prevede di insegnare ai ragazzi la respirazione profonda e le varie posizioni della disciplina; non si parla di spiritualità, nessun riferimento all'induismo, a cui l'Ashtanga yoga è legato. Però mamme e papà hanno il dubbio, e protestano: vogliamo sport per i nostri figli, non ore di religione di nascosto. Il giudice Meyer potrà decidere se lo yoga sia più una disciplina, o più una forma di spiritualità? Certo lo yoga ha le sue radici nella religione, nell'induismo, e il cammino stesso della disciplina è un percorso, più che fisico, spirituale (almeno per i seguaci più rigorosi): ma per la maggior parte dei suoi fan lo yoga è davvero meditazione, unione con la divinità o, più che altro, una forma di relax, un modo per sentirsi bene?
I numeri dicono che in dieci anni, dal 2001 al 2011, negli Stati Uniti il numero di adepti è quintuplicato: da quattro a venti milioni. Una nazione: come se un popolo intero si fosse convertito allo yoga. Difficile credere che per tutti sia il controllo del corpo e dei sensi, l'entrare in sintonia con una dimensione superiore e non, più prosaicamente, una delle tante declinazioni del «benessere», anzi una sua versione molto alla moda. Però è vero che spesso i maestri di yoga sono diventati santoni, che certi guru della disciplina hanno creato un impero (come Bikram Choudhury, che fra gli adepti ha avuto Madonna, Lady Gaga, Beckham, Clooney e Jennifer Aniston, però ora è nei guai perché è stato accusato di stupro e sequestro di persona da due allieve), che scegliere di praticare yoga, in un certo senso, non è come decidere di lanciare una palla. Ma anche quando il giudice Meyer sia riuscito a stabilire la natura dello yoga, resta la domanda: e se anche fosse più spirituale che fisica, la lezione, sarebbe così dannosa? Forse bisognerebbe meditare troppo, a quel punto.
blog.ilgiornale.it/barbieri