"Vi spiego perché non mi piace il Papa piacione"

Per la prima volta al Salone del libro, Giuliano Ferrara contro il pensiero unico sul Bene, Bergoglio e la giustizia

Giuliano Ferrara non ama le presentazioni di libri, «tanto meno i miei». Però al Salone di Torino ci sarà, domani, giorno di apertura, guest star di un evento che, come i festival e le varie kermesse dei consumi culturali, tende a evitare. Comunque, un anno fa accadde che il direttore del Salone di Torino, Ernesto Ferrero, indirizzasse al Foglio una lettera di simpatica lode al video di Ferrara travestito da Boccassini che canta Bella figlia dell'amore, dal Rigoletto di Verdi. «La cosa - un intellettuale einaudiano che loda una parodia scostumata del direttore del Foglio - mi lusingò tanto che gli telefonai per ringraziarlo dicendogli che ero a sua disposizione per l'eternità...». Furono sufficienti pochi mesi. E Ferrero lo invitò al Salone, a scatola chiusa, per un one-man-show. «Poi da Piemme uscì il mio libro, o meglio, mio e dei due cattolici tradizionalisti Gnocchi e Palmaro, Questo Papa piace troppo, e dissi va bene, vengo a parlare del libro». E, solo dopo, arrivò la notizia della Santa Sede ospite del Salone. «Così per uno di quei casi che gli anglosassoni chiamano di serendipity, mi ritrovo senza volerlo a parlare nel posto giusto del libro giusto».

O meglio, del libro sbagliato.
«Insomma... le tesi che sosteniamo non sono eretiche. Però è vero che fra quaranta libri dedicati al Papa che escono ogni settimana, il nostro è l'unico al mondo - che può piacere o meno, sia ai tradizionalisti sia ai laici - in cui si critica Papa Francesco. Mentre tutti gioiscono per la Chiesa che finalmente ha ritrovato il suo Francesco, il Papa dei poveri, il Papa liberale, il Papa che sta trasformando il mondo... Mentre tutti lo osannano facendogli aria coi flabelli sulla sedia gestatoria, che intanto è diventata una Ford Focus, un po' da clandestino dentro al Salone dirò qualcosa di diverso».

Perché da clandestino? Ferrero dice che sarai la star.
«Mah, gli inserti culturali dell'ultimo fine settimana hanno parlato di tutti gli ospiti, tranne me. Ma lo dico per divertimento, non con risentimento. E non andrò a Torino a fare il provocatore. E poi non è vero che Papa Francesco non mi piace...».

Ti piace, ma non ti piace che ad altri piaccia troppo.
«Non mi piace che il Papa venga lodato dagli opinion leader del mondo perché a lui possono chiedere un cristianesimo senza conseguenze. Dicono: siamo tutti parte di un universo in cui c'è anche l'annuncio di Gesù, e anche noi non credenti o scristianizzati, possiamo partecipare, ma senza troppi sacrifici, senza rinunce, senza perseguire fini santi».

E tutto con la Sua benedizione.
«Appunto. Vedi: uno può criticare il Papa dal punto di vista del mondo, che negli ambienti secolari non ama i Papi... Pio XII e le ambiguità col nazismo, Wojtyla come crociato anticomunista, Ratzinger come Panzerkardinal... Chi diceva queste cose era premiato, era l'alfiere della libertà. Ma non si può criticare un Papa che si allea col mondo, che seduce il mondo, che si fa intervistare da Scalfari, il vero ateo devoto, per assolvere la sua coscienza. Un Papa al quale si dice: “Io non credo, ma soffro per questa mia condizione, però benedicimi comunque”. E si pretende da lui che dica “va bene figliolo, fa' quello che vuoi”... Ecco, quando critichi un Papa così, diventi una minoranza, che non piace né al Vaticano né ai laici. E forse, dicendo queste cose, non piacerò neppure al pubblico del Salone».

Al Salone il tema conduttore è il Bene. In una tua personale agenda morale e culturale, quali sono le cose più importanti da fare bene, oggi?
«Il primo bene pubblico stritolato dai nostri tempi è il diritto di nascere senza essere aspirati da una macchina dentro il ventre di una donna. Il secondo è tenere ferma la distinzione tra ciò che è famiglia - un'alleanza tra uomo e donna che si promettono per sempre e che in ragione di questa promessa vogliono perpetuare non la specie, ma la storia umana - e ciò che non lo è. Terzo: che uno possa morire come crede, anche in quella zona grigia in cui finisce l'intervento dei medici, ma senza che si affermi nella società l'idea della buona morte. Attenzione, non chiedo la galera per l'aborto o che sia abolito il divorzio. Ma che lo Stato non faccia dell'aborto, dell'eutanasia, del matrimonio gay una bandiera ideologica. Se lo fa sbaglia. Non accetto la religione di Stato dei modernisti di oggi».

Mai si è parlato così tanto di crisi economica e dei valori. Oggi si legge tutto all'insegna della negatività, del catastrofismo, della rabbia. Ma c'è anche del bene in giro. Tu, dove lo vedi?
«Il maggior bene è la globalizzazione economica che ha portato un miliardo di individui fuori dalla povertà. Il bene è il commercio, il mercato, le regole del Wto. Poi, certo, il bene lo fanno anche i milioni di operatori della sanità e della carità che lavorano per alleviare le pene infernali in cui si agitano gli uomini. E il bene lo fa chi fa bene il proprio lavoro».

La società tende a cancellare la linea di demarcazione tra Bene e Male, scivolando nel relativismo. Una cosa che il mio padre spirituale diceva sempre essere il peggiore dei peccati per il credente, e il peggiore dei rischi per il non credente.
«Il problema riguarda proprio il Papa: da gesuita, dice che dobbiamo usare il discernimento nelle cose, che per lui non è il relativismo (precisazione con le mani avanti). Ma lo deve dimostrare. Il discernimento dei gesuiti, oltre che un mezzo spirituale eccelso, nella storia della Compagnia è un invito alla relativizzazione dei criteri di vita e di morale. Il punto è che questo Papa ha messo il cuore al posto della ragione, mentre i suoi predecessori ci avevano abituato all'opposto. Papa Francesco dice che l'intimità del rapporto con Dio è sovrana ed è il cuore che deve farla da padrone. Io non sono d'accordo: sono per un cristianesimo della ragione, della cultura, della civiltà».

Che un Papa debba privilegiare la ragione sul cuore è difficile da spiegare. Al Salone, poi...
«In altri posti mi hanno tirato le uova, o le bombe carta. Ma lì è gente molto civile».

Parliamo ancora del Bene, applicato alla parola-chiave democrazia: cosa fa bene alla democrazia?
«L'opposizione di punti di vista diversi. Se manca, ci sono solo omologazione, pensiero unico, il religiosamente e il politicamente corretto. Ecco perché in genere non mi piacciono i festival del consumo culturale: sono un posto dove la gente ribadisce le idee già sentite dagli opinion leader sui soliti due-tre giornali».

E alla giustizia, cosa fa bene?
«La misericordia. La giustizia non esiste senza misericordia, così come la misericordia non può inficiare la giustizia. Non posso dirmi: faccio quello che voglio perché poi c'è la misericordia, il perdono... La giustizia deve resistere sotto il peso sublime della misericordia. Lo dice anche il capo del Sant'Uffizio, il cardinale Müller».

E l'Europa: è un Bene o un male?
«L'Europa più che altro ha bisogno di una benedizione. Io credo nell'Europa, ma un conto è credere in un ideale, un conto nell'Europa reale che vediamo oggi».

Come si può fare del bene alla conoscenza e alla cultura?
«Perseguendo la verità, cioè discernendo tra bene e male. A questo servono la cultura e i libri. A comprendere cosa è oggettivamente bene e cosa oggettivamente male: se uno dice che la verità non esiste, è una relativizzazione, dipende dalle interpretazioni, è un nietzscheano che pretende la benedizione del Papa. Magari finirà così. Ma non ci credo».

Commenti

Klotz1960

Mer, 07/05/2014 - 17:01

In parte concordo, ma il punto e' un altro. Fermo restando che si vede da un chilometro che il nuovo Papa si sente fin troppo un personaggio, e che si diverte molto nel suo ruolo, allo stato attuale, a parte frasi ad effetto, non ha ancora affrontato e risolto nemmeno UNO - dicasi UNO - dei vari problemi che affliggono la dottrina cattolica: dannazione eterna, sessualita', controllo delle nascite, divorzio, celibato dei preti, sacerdozio delle donne. Son problemi gravissimi che devono essere affrontati con encicliche, non certo con telefonate, dichiarazioni ad effetto o tweets, che lasciano il tempo che trovano. Allo stato attuale non e' cambiato proprio NULLA.

Ritratto di Giano

Giano

Mer, 07/05/2014 - 17:26

Dire che "La verità non esiste" non è relativismo, è idiozia, perché la frase contraddice se stessa. Lo avevano già capito più di 2.500 anni fa, col celebre paradosso del mentitore di Epimenide. Ormai l'hanno capito anche all'asilo. Ma conviene far finta di non saperlo, così ci si campa e si giustifica il pensiero debole, le deviazioni mentali ed i vizi spacciati per virtù. Il relativismo è una pura costruzione astratta fondata su è un errore concettuale di partenza; come il marxismo. In quanto al Papa, troppo buono per essere vero. Ma di buonismo si muore.

glasnost

Mer, 07/05/2014 - 17:41

Un Papa che rappresenta Cristo, deve essere come un padre severo che ti indica la strada e te la impone per educarti. Mi sembra che quasi tutti i genitori che si sono comportati come "fratelli" dei loro figli, anziché educarli, non abbiano fatto il bene di questi ragazzi che si sono poi trovati nella vita senza un riferimento autorevole.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 07/05/2014 - 17:55

Nel titolo che presiede alla riportata “spiegazione” - del tutto gratuita, ma funzionale solo all' autore – si nasconde ( male ) una ovvia capziosità: “ ...il Papa piacione”. Una etichetta come tante, come fan tanti, per sbrigarsela nel ruolo del mettersi in evidenza; nel merito, tutto da dimostrare. Banale il tentativo, mediocre l' effetto. Interessanti gli altri punti di vista esposti con lucidità. Ma quel “papa piacione” non è una scivolata dell' articolista?

silvanes

Mer, 07/05/2014 - 18:22

Un Papa che cerca solo visibilità e crea santi. I veri santi cristiani sono coloro che professano la loro fede, rischiando quotidianamente la vita, nei paesi islamici.

Accademico

Mer, 07/05/2014 - 18:33

Dei deliri di Giuliano Ferrara su Francesco, non ce ne fotte un amato cappero.

Americo

Mer, 07/05/2014 - 18:48

Trope dichiarazioni ovvie, troppe promesse di languori sentimentali, troppo poco per un papa che non vive nella porziuncola ma nel lusso sfrenato e solenne del Vaticano. Questo pap sta disstruggendo la chiesa e la sta riducendo al livello di una qualsiasi setta protestante. Dopo l'orgia di amore , umiltá, compassione e tutte le altre forme di sentimentalitá a buon mercato, questo novello De Amicis avrá ridotto la chiesa a una copia di Cuore.

MenteLibera65

Mer, 07/05/2014 - 19:22

Seguo Ferrara da sempre, e il suo modo di fare politica e di fare notizia è sempre lo stesso : Schierarsi in politica con chi lo paga meglio, e , per fare notizia, essere sempre contro l'opinione comune. Viene dato il Nobel a uno scienziato famoso ? Non è d'accordo. Viene dato il Pallone d'oro a Messi ? Lui era per Ronaldo. Viene osannato Obama ? Lui era per McCain . E' stato ateo tutta la vita? Fonda il partito contro l'aborto! E ora...da qualche anno, è diventato (sempre da ateo , divorziato, etc etc) un grande teologo , che giudica in punta di penna e di cervello niente meno che il successore di Pietro. E lo giudica come solo un vero cristiano potrebbe permettersi di fare. Perchè a un ateo , che cavolo gliene frega di Francesco ? E Se pure gliene frega , con quale metro di giudizio può giudicarlo ? Chi non crede che Francesco è stato messo li da Dio, può pensare e dire qualsiasi cosa. E anche questo giornale è pieno di sedicenti cattolici che non credono che Francesco sia messo li da Dio, dimostrando in questo modo di non essere affatto cattolici.

Charles buk

Mer, 07/05/2014 - 19:27

Il papa non è gradito a ferrara. Bah!!!

Aristofane etneo

Mer, 07/05/2014 - 19:48

Ormai siamo alla schiavitù imposta agli Italiani in nome di fasulli Amori Universali a senso unico. Se un Italiano va in un qualsiasi Paese africano con qualche virgola fuori posto nel passaporto, ti fanno il pelo e il contropelo in carceri di di 100 persone per 10 mq. Ma con la benedizione di questo Papa e dei papponi della Partitocrazia suoi complici noi dobbiamo subire e finanziare un'invasione biblica di giovani,donne, bambini che saremo costretti ad accudire a vita. E voi dei massmedia a farci disquisire del sesso degli angeli mentre i demoni ci in@hiappettano. Ripeto avrò devota simpatia per questo Papa quando accoglierà, accudirà e darà cittadinanza vaticana a proprie spese ai furbastri dell'Africa, Asia e Americhe che vengono a pretendere in Italia benefici per i quali nei loro Paesi verrebbero bastonati a sangue. E noi saremo ancora più poveri e disperati.

tangocav

Mer, 07/05/2014 - 20:25

Caro Ferrara, io ancora non credo ai miei occhi, non credo alle mie orecchie, sono così eccitato al pensiero di un Papa come Papa Francesco, che con i suoi gesti e le sue parole rappresenta quello che io credo sia il Cristianesimo. Spero che abbia la forza per ripulire il Vaticano dagli affaristi, dagli eretici che fingono di essere Cristiani, ma in realtà sono adepti del Dio denaro, dal grigio-fogna degli intrecci dello Ior, della piaga della pedofilia e lasciare e appoggiare i meravigliosi, tanti parroci che riescono a diffondere il vero significato del Vangelo e portarci la felicità nella vita. Non ho dubbi che a lei questo Papa non piaccia, lei che in realtà penso sia ateo, si erge a paladino di una Chiesa schierata politicamente (dalla sua parte) e che sappia dare solo diktat su questo o quel comportamento da adottare senza se e senza ma, ma che poi in privato non è altro che un altro ramo della "casta" di cui lei appartiene e che ha sempre governato fra lussi, agi e privilegi.

vivaitaly

Mer, 07/05/2014 - 20:31

Caro Giuliano Ferra devi capire che il papa e tutta la chiesa cattolica non segue le leggi di Dio, cosi come descritte nelle Sacre Scritture. Questi ragionano a modo loro, hanno formulate le loro idee invece di seguire quello che Cristo insegna. Quindi, non farti ingannare con le loro dottrine, infatti la Bibbia dice che "Satana si presenta come un angelo di luce." Che ci saranno falsi profeti e falsi cristi che se fosse possibile ingannerebbero anche gli eletti." Poi ce un'altro verso che dice: "Guardatevi quando tutti parlano bene di te." Quindi lascia stare il papa, la gente vuole sentire cio' che gli fa comodo, vogliono sentire solo parlare d'amore e mai della giustizia di Dio. Ecco questo e' il problema.

ulanbator10

Mer, 07/05/2014 - 21:11

Questo Papa ha sicuramente provocato l'arrivo di oltre 200.000 persone, che lui chiama migranti.In realta' sono le stesse persone che con le stesse caratteristiche vengono respinte ai confini dai seguenti Stati : Citta' Del Vaticano, Tutta l' Europa dei ricchi, gli Stati Uniti,l'Australia ed almeno un'altra cinquantina di Paesi. Sì , anche il Vaticano,nonostante le false parole del Papa, non lascia entrare neanche uno spillo, altro che migranti.Chiunque e' stato a Roma sa benissimo che in Vaticano non entri, neppure se sei italiano, salvo autorizzazione o residenza o lavoro. Predicare bene e razzolare male e' sempre stato un fiore all'occhiello degli ecclesiastici. Il Papa non fa eccezione. Si potrebbe pensare anche male, che , come diceva Andreotti,si fa peccato, però ci si azzecca,e' cioe' che la richiesta di assistere sempre piu' migranti derivi dall'incasso delle varie Onlus Cattoliche ( Charitas in prima fila )di ca. €. 35,00 per ogni migrante al giorno, cioe' €. 12.775,00 annue per persona, per dare una assistenza a costo quasi zero, visto che queste organizzazioni si avvalgono di volontari e il cibo fornito ai migranti arriva in massima parte da donazioni. La Charitas facendo un conto molto approssimativo per difetto assiste mediamente oltre 100.000 migranti, in questi tempi buoni ( per loro ) . Il che significa un incasso annuo esentasse di €. 1.280.000,00 ( Unmiliardoduecentottantamilioni/00 ) di Euro. Forse comprendiamo perché la Gerarchia cattolica ama cosi' tanto i migranti, quando , qualsiasi persona di buon senso comprende che non e' possibile accogliere chiunque

Ritratto di CIOMPI

CIOMPI

Mer, 07/05/2014 - 21:19

Meglio, molto meglio un Papa "pacione" che un pseudo giornalista pancione che racconta panzane!

paolonardi

Mer, 07/05/2014 - 21:54

Ferrara e' una persona intelligente e dice cose condivisibili praticamente in toto. Da super laico augurerei, in questo periodo di incertezze su tutto, un capo della Chiesa che cerchi di elevare il suo gregge e non di abbassarsi per venirgli incontro; il pastore gioda il gregge non giocherella con gli agnellini. Questo compito spetta ai parroci, non al Papa. Personalmente, in ordine di autorevolezza, ricordo Pio XII, Paolo VI e Benedetto XIII che parlavano alla ragione e al cuore. A Wojtyla l'aiuto che ha dato all'Occidente per abbattere i regimi comunisti, no per cancellarne la nefasta ideologia. Degli altri, in particolare di quest'ultimo, conviene tacere.

Luigi Farinelli

Mer, 07/05/2014 - 22:25

Frase per me da incorniciare (fra tante altre):

campofreddo

Mer, 07/05/2014 - 22:44

Giuliano Ferrara merita sempre di essere letto, per capire a fondo quello che può dire un Pennivendolo ex Komunista. Per il resto, leggendo i commenti rimango esterrefatto dalla cocciutaggine retrograda del popolo di destra. SVEGLIATEVI: il mondo è cambiato e il relativismo è REALTA' non una opinione da discutere.

mbotawy'

Mer, 07/05/2014 - 23:30

Inventarsi parole pseudo inglesi.come "serendipity" da' la impressione al lettore che ha a che fare con uno poco abituato a questa lingua,internazionalmente molto usata e parlata. Comunque sul tema di Papa Bergoglio,con la sua "performance stile bonairense, ha notato di aver fatto "novita' e moda" sul popolo di Piazza San Pietro,e sugli assidui spettatori di trasmissioni TV.Poi,dopo i Santi ,i Beati,i Miracoli e Miracolati, dovrebbe venire la tanto anelata riforma strutturale e morale della Chiesa.

moichiodi

Gio, 08/05/2014 - 00:16

e te pareva......fare il pierino è meglio. vero ferrara?

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 08/05/2014 - 06:42

La evidente disinvoltura di coloro che “correggono gli errori del papa”, questo si fa, questo no, lascia supporre una solida competenza in merito che li autorizza a farlo. Io, da agnostico, non saprei nemmeno dire come si fa il prete formato base. Mettiamola sul democratico: facciamo un bel referendum e facciamo decidere a maggioranza le regole che Papa Francesco dovrebbe seguire. Io, da ignorante della materia, mi astengo sin d' ora: farei danni. Non sarebbe giusto.

Ritratto di Vendetta

Vendetta

Gio, 08/05/2014 - 07:42

Caro il mio bel Ferrara senza il tuo zompare dietro a chi ha il potere e senza finanziamenti al tuo foglio che non si trova in Edicola e che per tua stessa ammissione con la pubblicita' non ti pagheresti la cancelleria non fare il contro tutto ma vai a lavorare che ti farebbe solo bene. Sei maleducato presuntuoso e cazzone e attraverso la via della cultura vorresti elevare la tua persona ma elevarti e difficilissimo dato che ti piace offendere in continuazione.

Totonno58

Gio, 08/05/2014 - 08:09

Chissenefrega di quello che pensa Ferrara sul Papa...santo

Ritratto di sergio.stagnaro

sergio.stagnaro

Gio, 08/05/2014 - 08:21

Mi stupisce che Giuliano Ferrara, come me colpito da Infarto Miocardico, ignorando la mia Petizione contro la Strage degli Innocenti - al di là dei motivi culturali, e forse economici, che spingono a scrivere un libro controcorrente - tra i motivi per cui Francesco non lo convince pienamente, prudentemente non abbia ricordato la totale indifferenza del Papa verso i bambini, giovani e adulti che muoiono per IMA "improvviso ed imprevisto", ma colpiti dalla nascita dal Reale Rischio Congenito di CAD, diagnosticato con un fonendoscopio ed eliminato con non costosa terapia quantistica. Sono silenzi che rivelano un comportamento sospetto, certamente da suicida-omicida, in certi casi. Mala Tempora currunt anche nel Giornalismo italiano e non solo nella Medicina, Serva dell'Economia.

Ritratto di Margherita Campanella

Margherita Camp...

Gio, 08/05/2014 - 08:26

Il titolo dell'intervista promette un contenuto un po' più "audace". Mi sarei aspettata da parte di Ferrara più coraggio nell'andare contro corrente, ma è già qualcosa che il mondo stia aprendo gli occhi su questo Pontefice che reca in sé molte stravaganze e incongruenze che nessuno pare voglia vedere. L'autocelebrazione di Papa Francesco avvenuta due domeniche fa in occasione della canonizzazione di due pontefici ed alla presenza di un pontefice dimesso (dimissionato?), mi ha lasciata perplessa: piace agli atei comunisti e questo è già un motivo sufficiente per non farlo piacere a me. Vedere Napolitano con la moglie atea al cospetto di papa Francesco mi ha fatto innervosire. La religione, come ha più volte ricordato Papa (Emerito) Benedetto, non va spettacolarizzata, altrimenti che religione è? Eliminare simboli carichi di significato dalla liturgia solo per compiere azioni demagogiche, non mi piace. Favorire un'apertura verso coloro che sono rimasti fuori della Chiesa per motivi e scelte non "in armonia" con la Chiesa, è una buona cosa, ma non credo che sia altrettanto giusto "scardinare" alcuni principii per allargare a tutti i costi il numero delle adesioni. La grandezza di un papa non la fa il colore delle sue scarpe o la croce di metallo al posto di quella d'oro: la fanno le opere, le parole, l'umiltà e la forza di proteggere il gregge dal relativismo che minaccia valori quali la vita e la famiglia naturale.

pilandi

Gio, 08/05/2014 - 09:04

Ma ferrara ci stà dentro al lingotto?

Accademico

Gio, 08/05/2014 - 09:25

Anche Giuliano Ferrara è rimbambito. Sono desolato!

gneo58

Gio, 08/05/2014 - 09:43

il Papa fa il suo mestiere, Ferrara altrettanto, si può essere d'accordo o no ma ognuno tira l'acqua al suo mulino...

Luigi Farinelli

Gio, 08/05/2014 - 09:49

La frase secondo me da sottolineare:

NicolaGozetti

Gio, 08/05/2014 - 09:54

L'unica cosa da salvare e' Papa Francesco!Ha riportato al centro l'uomo,aiuta anche economicamente i disagiati,cerca di mettere a posto la IOR (a rischio della vita)e qualcuno cerca il pelo nell'uovo o rimpiange i "predecessori"?Sono incredulo!

Ritratto di notna

notna

Gio, 08/05/2014 - 10:01

Qualche mese fa' ad una cena con amici di vecchia data espressi il dubbio che questo Papa possa fare male alla Chiesa; apriti cielo. L'amico che da sempre si dichiara ateo ha reagito violentemente chiedendomi come potevo dubitare che un Papa che sta riportando cosi' tanta gente verso la Chiesa, possa nuocerle. Il problema e' proprio il relativismo; il rischio di indurre le genti a pensare che ogni comportamento sia comprensibile ed accettabile nell'ambito del credo Cattolico rendendo quindi il confine tra il bene ed il male non piu' discernibile. Il perdono e' un'altra cosa! Su questi temi "Attacco finale all'Europa" e " Se Gesu' fosse Tremonti..." in internet.

Ritratto di notna

notna

Gio, 08/05/2014 - 10:16

Qualche tempo fa ad una cena con amici di lungo corso accennai al dubbio che questo Papa possa nuocere alla Chiesa, apriti cielo. L'amico piu' caro e che da sempre si professa non credente mi aggredi' chiedendomi come potevo dubitare di un Papa che sta riportando il popolo verso il credo Cattolico e la Santa Romana Chiesa. Il problema sta proprio nel relativismo: chiunque e' indotto a credere che qualunque comportamento adotti sia accettabile o compreso nell'ambito del Cattolicesimo; il confine tra il bene ed il male diventa labile e non piu' discernibile. Il perdono e' un'altra cosa! " Se Gesu' fosse Tremonti..." ed " Attacco finale all'Europa" disponibili in internet, senza fini di lucro.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 08/05/2014 - 22:47

Questo papa sta blandendo la nostra 'cupio dissolvi'. Piace alle sinistre perchè parla di un cristianesimo caritatevole e a base di cuore, minimalista e comodo. Piace al nostro fatalismo perchè ci fornisce un motivo consolatorio per subire l'invasione terzomondista e motivare sensi di colpa oscuri e senza senso. Piace agli ignoranti perchè spaccia un cristianesimo semplificato e dà loro l'impressione della saggezza. E intanto siamo sempre più divisi.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 09/05/2014 - 11:25

FRANCALANZA “piace agli ignoranti” mi pare asserzione pregiudiziale, quattro stagioni e adattabile a tutte le realtà. D'altro canto, dovremmo argomentare a contrario che coloro a cui non piace sono ipso facto “colti”. Assunto azzardato e, a molti, me compreso, non calzante, essendo io ignorante sì, ma per altri versi, magari perché catalogato tra i berluscones, come usano dire i radical chic. Un po' per arroganza un po' per moda. Potremmo, tanto per un po' di esercizio polemico, obiettare: “fragole ai porci”. Ritenuto che i porci non gradiscono in modo particolare le fragole. Ma, poi, non ne usciremmo. Da agnostico, mi sforzo di non essere assiomatico, assoluto, assertivo, e imparo a procedere anche “di pancia”, considerata una certa validità istintuale e gli sperimentati limiti della razionalità. A prescindere dalle singole e distinte considerazioni analitiche, di valenza negativa o positiva, non sarebbe del tutto peregrina, poi, l' idea di una serena valutazione complessa, variabile, trattandosi di un essere vivente e in divenire, alle prese con una funzione unica nel suo genere e operante in un contesto che non ha precedenti. E senza voto di sintesi. Né severi giudizi su coloro che gradiscono o no. Prendo serenamente atto dei diversi impatti che Francesco può raccogliere sui credenti e non credenti. Ma tanto di rispetto, da ignorante.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 09/05/2014 - 18:23

Gent. @michele lamacchia: per un verso Le dò ragione. Voglio quindi precisare che, per 'ignorante', intendo chi non conosce almeno i fondamenti del Cristianesimo in cui è nato e vive. Un mussulmano o un testimone di Geova è ben informato e non manca di far morale e sfoggio di pratica (specie i convertiti); un cristiano, in particolare un cristiano attuale, troppo spesso non è neanche come mia nonna, che (forse) era ignorante pure lei: non conosceva, magari, il pensiero di S. Tommaso d'Aquino (che, per la verità, neanche io conosco approfonditamente), però, almeno sapeva cosa sono i Quattro Novissimi e i Sette doni dello Spirito Santo. Detto questo è evidente che, per tanta gente, essere 'ignorante' è una gran comodità: esime dall'approfondire i problemi e la visione del mondo e consente scontati appelli al minimalismo buonista. Fare, poi, appello alla 'pancia' non è detto che sia un segno di minor dogmatismo e l'agnosticismo è, molto spesso, la controfigura (perbene) della strafottenza; e poi la stucchevole contrapposizione tra 'cuore' e 'cervello' è la più fenomenale delle panzane, roba da Baci Perugina: lo sapeva il buon Ratzinger che ha tentato in tutti i modi di farlo capire ad una cristianità ormai diretta alla 'cupio dissolvi'. Caro Michele, io non ritengo di essere un 'saggio' (lo dimostra il mio 'periodare' piuttosto semplice); sono sicuro che Lei non sia un 'agnostico' per convenienza e che sappia benissimo che il contrario di 'ignorante' non è 'colto' ma 'sapiente' (come, appunto uno dei doni dello Spirito Santo, del quale non sono degno di parlare). Purtroppo ci accingiamo ad affrontare un periodo oscuro non solo della Storia d'Italia, ma della Storia dell'uomo. Periodo nel quale sarà evidente che la differenza tra gli uomini è tra chi 'dà' e chi 'prende'. Ben venga un papa 'piacione': ma che sappia mettere veramente serenità fra gli uomini e non finire di avvilire e demotivare (anche se sembra un discorso banalmente 'politico') quella parte degli uomini che ha, sull'orizzonte, sempre e solo, la sconfitta!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Sab, 10/05/2014 - 12:11

FRANCALANZA, prendo atto. Siamo approdati alla spiaggia rovente della Gnosi. Eppure, sono convinto che chi riconosce condivide gli stessi valori del Cristianesimo, ancorché inconsapevole di tutto il resto - è il mio caso – si possa dire cristiano. Immagini un analfabeta che non possa leggere, informarsi, al quale non può negarsi, per ciò stesso, una identificazione cristiana; uguale è il caso di chi non ne abbia mai sentito nemmeno parlare ma che pensi ed operi da cristiano, senza saperlo. Nè si può affermare che il grande conoscitore della dottrina cristiana sia, per questo, automaticamente cristiano. Come dire che un ferratissimo giurista togato debba, ipso facto, essere un buon uomo, e che chi non conosce le leggi sia automaticamente un delinquente. Il Cristianesimo non è dottrina, ritualità, storia, teologia, teosofia, non ha regolamenti di ammissione o di espulsione, come le cento religioni sparse (v. le sure, ayat, etc.): è soprattutto fede, un territorio dalle porte spalancate, in entrata e in uscita, senza prove di idoneità per l'accesso e per il rilascio del tesserino d' iscrizione. In questi sensi ed accezione ho usato consapevolmente il termine “colto”, come dotato di cultura; la sapienza non c' entra, specie se la si rapporta al “dono dello Spirito Santo”. Se poi Lei intendeva “ignorante” come incapace di discernimento, questo è altro discorso, attiene alla maturità; altra storia. Oserei dire che la fede cristiana è tutto ciò che resta dopo aver dimenticato le regole imparate o ignorato quelle mai conosciute. E il riconoscersi agnostico non può essere altro che una presa d'atto autocritica, spesso tormentata, ma senza ulteriori distinguo. Non saprei cos' altro aggiungere, specie con Lei che mi pare molto ferrato sulla materia “cristianesimo”. In questo, confermo la mia “sconveniente” ignoranza.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 10/05/2014 - 15:00

#Michele, è vero, il cristianesimo è un territorio aperto, con poche prove di iniziazione, limitate ai sacramenti, un mondo spalancato; per tutti. Però, pur così spalancato, resta sempre il problema di entrarvi. E se poi non è così importante essere 'ufficialmente' cristiani, beh, allora bisogna che qualcuno vada a dire al buon Francesco che, pur così 'piacione', sta solo distribuendo parole nel vuoto!

Bianchetti Andreino

Sab, 10/05/2014 - 23:42

Jorge Mario Bergoglio è un uomo di "carne" prima di tutto, consapevole del suo e del nostro esilio di "carne". Il posto dove siamo diventa sempre più inospitale; molta confusione ci attanaglia quando le nostre certezze stanno per dissolversi. Rimane solo la nostra "carne" in questo spazio infinito, sentiamo tuttavia, l'ansia del controllo di un Dio che sembra ci abbia abbandonati. Papa Francesco sente troppo questa "carne" sofferente del mondo che, con estrema semplicità, cerca di farla avvicinare a quell'Altra "carne" della Croce. Da buon gesuita il Prete di Roma, ci dice tante cose "sull'Incarnatus Est.".

vivaitaly

Lun, 12/05/2014 - 15:00

Seguite gli insegnamenti di Cristo e non quello del papa. Dice bene la Bibbia quando scrive: Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza." Invece di prestare ascolto alle parole di Gesu', ascoltano le parole dell'uomo. Incredibile dove e' arrivata l'ignoranza.