«Io, avvocato della libera fede»

In esclusiva un intervento di Salih Mahmoud Osman, il giurista sudanese Premio Sacharov 2007, che sarà al prossimo Meeting di Rimini

L’erba del vicino è sempre più verde. E questo si sapeva. Ma scoprire che anche il latino degli americani è più verde del nostro, questa è una vera novità. The Economist ci informa: tra i laureati nelle università americane hanno più crediti gli studenti che hanno studiato le lingue classiche. Anche i manager più apprezzati sono quelli con una formazione umanistica e classica. Inoltre c’è un boom di campi estivi dove si studiano latino e greco, con rappresentazioni di commedie e certami di traduzione. Insomma, nel mondo anglosassone studiare le lingue morte è un valore aggiunto e di distinzione.
Perché? Perché l’apprendimento di latino e greco ha un alto valore formativo: insegna la logica, sviluppa la memoria, l’attenzione al dettaglio e al ragionamento critico. Tutte cose che la scuola italiana sapeva benissimo e infatti nei nostri programmi il latino si iniziava alle medie. Lo sa chi ha sputato sangue su una versione di greco, maledicendo Tucidide o chi per lui, sacramentando sugli aoristi passivi e chiedendosi a che cosa gli sarebbe servito nella vita. Professori e genitori, come tanti grilli parlanti, rispondevano che la lingua sembrava morta, eppure avrebbe aperto il loro cervello.
Nessuno aveva la possibilità di verificare, ma intanto i pomeriggi passavano a schiena china sulle versioni e sui libri di letteratura greca e latina. Poi che cosa è successo? Mentre noi inseguivamo una formazione anglosassone e inneggiavamo alle «tre i» (inglese, internet e impresa), gli anglosassoni resuscitavano le lingue che noi abbiamo seppellito in nome di un’istruzione non classista, arrivando addirittura a chiedere l’abolizione del liceo classico. Con questo distruggendo una delle poche cose pubbliche veramente valide che l’Italia avesse prodotto dal dopoguerra in poi, cioè l’istruzione. Con un susseguirsi di riforme, una più stupida e confusa dell’altra (poco importa se di destra o di sinistra). Avete voluto l’istruzione massificata? Tenetevela. Chi ha la possibilità, manda i figli a studiare in America, dove intanto hanno capito che l’unica istruzione valida è quella elitaria.
Pochi ma buoni. Con buona pace per la massa. Odi profanum vulgus, et arceo. Senza traduzione, perché questo è un articolo elitario.
caterina.soffici@ilgiornale.it