Irak, bambini pagati dai politici per strappare i manifesti degli avversari

La denuncia dell'ente iracheno per il controllo elettorale: «Abbiamo le prove, i fondi delle Nazioni unite percepiti dai partiti vengono usati per comprare i voti e non per finanziare una corretta campagna elettorale per la quale invece vengono utilizzati spesso bimbi sottopagati»

Le commissioni di controllo elettorale irachene hanno accusato alcuni gruppi e partiti politici di ricorrere ai bambini per la campagna elettorale, ingaggiandoli dietro compenso per strappare i manifesti elettorali degli avversari politici. Il quotidiano arabo «al-Quds al-Arabi» riporta la denuncia di Hasnin al-Sharqi, direttore di «Shams», uno degli enti iracheni per il controllo elettorale. «Nella città di al-Najf e nelle zone limitrofe sono stati strappati numerosi manifesti elettorali e possiamo documentare che alcuni candidati e alcuni responsabili della campagna elettorale hanno pagato bambini per strappare i manifesti degli avversari politici e per affiggere i propri in luoghi spesso vietati dalla legge». Muhnid al-Kanani, direttore dell'ente «Ain» per il controllo elettorale, in una conferenza stampa tenutasi a Baghdad ha detto che le Nazioni Unite hanno distribuito in modo non imparziale i fondi per il controllo elettorale, finanziando alcuni partiti a dispetto di altri e che i fondi percepiti dai partiti vengono usati per comprare i voti e non per finanziare una corretta campagna elettorale per la quale invece vengono utilizzati spesso bambini sottopagati.