Iran, 2 milioni in piazza per Moussavi Spari sui manifestanti: sette le vittime

L'ayatollah Khamenei invita Moussavi alla calma: "Il consiglio dei Guardiani riesamini i risultati elettorali". Manifestazione vietata, ma due milioni scendono in piazza. Con loro l'ex presidente Khatami. La milizia del presidente apre il fuoco. L'Onu: "Sia rispettata la volontà popolare". La Casa Bianca preoccupata. Oggi nuova manifestazione e contro-presidio di Ahmadinejad

Teheran - Sette le vittime negli scontri di ieri. Anche la tv iraniana in lingua inglese Press Tv ha diffuso la notizia dell'uccisione di sette civili nella manifestazione di ieri, senza precisare se i morti siano sostenitori dell'opposizione o meno. E oggi Mohammad Ali Abtahi, ex stretto collaboratore del presidente riformista Mohammad Khatami, è finito in manette. Lo rende noto il suo staff. Sayyed Mohammad Ali Abtahi, presidente dell'Istituto per il Dialogo Interreligioso, è uno dei maggiori collaboratori dell'ex presidente Khatami, di cui è stato vice nel governo. Si tratta di uno dei più convinti riformisti e tra le figure più invise ai conservatori. Alle presidenziali ha sostenuto la candidatura di Mehdi Karoubi. Fonti dell'opposizione affermano che anche un altro leader riformista, Saeed Hajjarian, è stato arrestato stamani. Hajjarian è un alleato di Mir Hossein Mousavi. Un funzionario delle forze dell'ordine ha dichiarato all'agenzia Fars che alcuni "anti-rivoluzionari" sono stati arrestati e trovati in possesso di materiale esplosivo e armi, senza fornire ulteriori dettagli.

Spari tra la folla Ieri, quando due milioni di persone si sono trovate a manifestare in piazza Azadi chiedendo nuove elezioni, la milizia filo-governativa ha aperto il fuoco contro i manifestanti uccidendo almeno sette persona. In piazza insieme ai sostenitori di Moussavi anche Kauroubi e l'ex presidente Khatami: tutte le forze riformiste del Paese.

Oggi nuova manifestazione Si terrà oggi a Teheran una nuova manifestazione per contestare il risultato delle elezioni presidenziali. Il candidato riformatore Moussavi ha fatto appello a suoi sostenitori perché la manifestazione sia "calma e pacifica". La dimostrazione è prevista alle 14.30 ora italiana nel centro della capitale, in piazza Vali Asr.

 

Nuove elezioni L’ex presidente riformatore iraniano Mohammad Khatami proseguirà la sua opposizione alla rielezione del presidente Ahmadinejad fino all’organizzazione di un nuovo scrutinio. Lo ha detto il fratello, Mohammad Reza Khatami. Il candidato sconfitto alle presidenziali iraniane Moussavi si è detto "pronto a partecipare a un nuovo scrutinio" nel corso di una manifestazione vietata a Teheran. "Siamo pronti a partecipare a nuove elezioni presidenziali" ha detto Moussavi, rivolgendosi ad una folla di manifestanti con l’aiuto di un portavoce. "Il voto del popolo è più importante della persona di Moussavi o di chiunque altro" ha aggiunto. Con i manifestanti anche l’altro candidato sconfitto, Mahdi Karroubi. I due sono a bordo di una macchina che avanza al passo dei manifestanti e che è protetta da agenti di sicurezza in abiti civili.

Cinque vittime Cinque persone sarebbero morte negli scontri di questi giorni a Teheran: lo riferisce l’agenzia PeaceReporter, che cita fonti anonime locali. Le vittime - si legge in un comunicato dell’agenzia di informazione vicina a Emergency - "sono due ragazze, Fatemeh Barati e Mobina Ehterami, e tre ragazzi, Kasra Sharafi, Kambiz Shoaei e Mohsen Imani". Al Arabiya, due giorni fa, aveva annunciato la morte di tre persone negli scontri con la polizia, ma la notizia non è stata confermata dalle autorità. In questi giorni, fonti dell’opposizione a Teheran hanno riferito di non essere a conoscenza di vittime. 

L'appello di Khamenei Intanto la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha invitato l’ex candidato moderato alle presidenziali Mir Hossein Moussavi ad "agire con calma e seguendo le vie legali". Mussavi aveva presentato ieri al consiglio dei Guardiani una richiesta ufficiale di annullamento dei risultati del voto, denunciando gravi brogli.

L'Onu: "Rispettare la volontà del popolo" Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha detto che la volontà del popolo iraniano deve essere pienamente rispettata. Ban ha aggiunto che le Nazioni Unite stanno seguendo da vicino la situazione del dopo-elezioni. Mentre la Casa Bianca continua ad avere preoccupazioni sulla situazione post-elettorale. "Ovviamente continuiamo ad avere preoccupazioni per quel che vediamo" ha detto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs a bordo dell’Air Force One che sta portando il presidente Barack Obama a Chicago.

L'Ue: indagare sui brogli "Le autorità iraniane devono prendere in considerazione e indagare sulle denunce di brogli elettorali". Lo chiedono i ministri degli Esteri della Ue nelle conclusioni sul punto raggiunte al loro vertice in corso a Lussemburgo. 

Gli arresti Sabato e domenica i sostenitori di Moussavi, che contesta la rielezione nelle elezioni del 12 giugno del presidente Mahmud Ahmadinejad, hanno cercato di manifestare la loro protesta, ma sono stati attaccati dai reparti anti-sommossa dei Pasdaran e da uomini in borghese, non si sa se appartenenti alla polizia o alle milizie dei volontari islamici Basiji. Ieri il capo della polizia, generale Radan, ha detto che almeno 170 persone sono state arrestate.

No a giornali e internet Kalameh Sabz, il giornale di Moussavi, è stato messo al bando. Lo riferisce oggi il quotidiano riformista Sarmayeh. La polizia ha fatto irruzione ieri nella sede del giornale, ha effettuato una perquisizione e ha sigillato l’edificio. Da ieri è vietato anche l’accesso a Youtube, dove venivano mostrate immagini degli scontri a Teheran riprese con i cellulari. Sarmayeh riferisce che anche un giornale nella città di Qazvin, Velayat, è stato chiuso dalle autorità per avere pubblicato una vignetta sul presidente Ahmadinejad. Intanto provvedimenti di censura sono stati presi nei confronti di altri giornali. Etemad Melli, quotidiano dell’ex candidato riformista Mehdi Karrubi, è apparso ieri nelle edicole con gran parte della prima pagina bianca. In questo spazio sarebbe dovuto comparire un comunicato di Moussavi, di cui all’ultimo momento è stata impedita la pubblicazione.