Iran, assaltata con pietre l'ambasciata italiana

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Miliziani basiji lanciano pietre, strappano una targa e minacciano di morte Berlusconi. La tv di Stato: &quot;Erano studenti, offesa al nostro popolo&quot;. Fonti da Teheran: ambasciatore italiano convocato dopo le frasi del premier alla Knesset. <strong><a href="/interni/il_commento_e_comunisti_stanno_teheran/10-02-2010/articolo-id=420569-page=0-comments=1">Ma i comunisti italiani stanno con l'Iran</a></strong>
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Teheran - Decine di basiji, la milizia paramilitare iraniana ha tentato di assaltare l’ambasciata italiana a Teheran. Lo ha comunicato il ministro degli Esteri Franco Frattini, nel corso di un’audizione al Senato. I miliziani hanno tirato pietre contro l’ambasciata e urlato slogan come "Morte all’Italia" e "Morte a Berlusconi". La polizia iraniana ha "scongiurato l’assalto vero e proprio all’ambasciata".

La denuncia "Vi comunico - ha detto Frattini - che si è appena svolta una manifestazione ostile verso l’ambasciata italiana a Teheran. Un centinaio di basji, che si sono resi protagonisti di violazioni contro civili, hanno tentato di assaltare l’ambasciata a colpi di pietre e al grido di 'Morte all’Italia e a Berlusconi' e lo stesso stanno facendo con l’ambasciata di Francia e Olanda".

La festa della Rivoluzione Per questa ragione, "l’Italia non invierà l’ambasciatore alle manifestazioni dell’11" ha annunciato il ministro, secondo cui "c’è una consultazione europea per capire se vi sarà una sorta di osservazione diplomatica da parte delle cancelliere europee, ma credo che quello che è stato deciso dall’Italia sarà condiviso da altri Paesi, come Germania e Gran Bretagna".

Problemi con tutti Non ci sono rapporti "tesi" in particolare con l’Italia, purtroppo l’Iran "ha rapporti complessi e problematici con l’intera comunità internazionale". Così il ministro degli Esteri, lasciando Palazzo Madama, ha risposto a una domanda se il tentato assalto di oggi all’ambasciata italiana a Teheran potesse essere collegato alle recenti dichiarazioni fatte in Israele dal premier Silvio Berlusconi nei confronti dell’Iran. Il giorno dopo il regime degli ayatollah aveva accusato il premier italiano di "rendere servigi a Israele".

Teheran contro Berlusconi Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato domenica l’ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, per trasmettergli una protesta ufficiale per le parole pronunciate dal presidente del Consiglio Berlusconi nella recente visita in Israele. Lo hanno riferito fonti locali attendibili che hanno voluto mantenere l’anonimato. In particolare, hanno sottolineato le stesse fonti, il premier Berlusconi ha detto che è nostro "dovere sostenere e aiutare l’opposizione" nella Repubblica islamica.

La replica dell'Iran L’Iran reagisce con stizza alle dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Esteri. A radunarsi di fronte alla rappresentanza italiana, afferma la tv di Stato Press Tv, non erano miliziani basiji, come affermato dal capo della Farnesina, ma "studenti universitari" che chiedevano al parlamento di limitare le relazioni con i governi che "interferiscono" nelle faccende dell’Iran. Le manifestazioni, si legge ancora, si sono tenute all’esterno delle ambasciate italiana e francese e gli slogan urlati erano : "Morte a Berlusconi" e "Morte ai sostenitori del terrorismo". I manifestanti, afferma Press Tv citando la Fars, hanno lanciato uova e pomodori contro l’ambasciata francese. Press Tv lascia che sia Frattini ad affermare che la polizia "ha fermato un assalto vero e proprio", ma sottolinea che secondo diversi "osservatori" il riferimento del capo della diplomazia italiana ai basiji è "un altro deliberato tentativo messo in atto dai membri dell’Unione Europea di demonizzare e mancare apertamente di rispetto per il più importante corpo di difesa popolare iraniano, e dunque è un’offesa a tutti i cittadini iraniani". Poi, sul sito dell'emittente, un'altra accusa: "Un gruppo di facinorosi ha trovato rifugio nella sede diplomatica nel corso degli ultimi disordini verificatisi a Teheran".