Iraq, cristiani nel mirino: attentati contro chiese, 4 morti

Autobombe a Mossul, l’arcivescovo siro-cattolico George Casmussa: "È urgente che le minoranze, come i cristiani, siano maggiormente protette dalle istituzioni"

Baghdad - Si avvicinanzo le feste natalizie e i cristiani iracheni tornano nel mirino dei terroristi: 4 persone sono state uccise e altre 40 sono rimaste ferite nello scoppio di due autobomba a Mossul, nel nord del Paese. Entrambe le esplosioni hanno investito la chiesa siriaca-cattolica della Vergine Maria, causando lievi danni. Un terzo attentato avrebbe colpito la chiesa siriaca-ortodossa della Purezza,ferendo un numero imprecisato di persone.

L'arcivescovo: non siamo protetti I nuovi attentati "sono un brutto segnale che giunge alla vigilia del Natale" e dimostrano che "la comunità cristiana è sempre più vulnerabile ed esposta a molti pericoli". Così l’arcivescovo siro-cattolico di Mossul, monsignor George Casmussa, ha commentato l' ondata di attacchi. "È urgente che le minoranze, come i cristiani, siano maggiormente protette dalle istituzioni", ha detto Casmussa citato dal sito Internet BaghdadHope dei cristiani d’Iraq.

Scia di violenze L’attentato che stamani ha colpito le chiese di Mossul,è solo l’ultimo della lunga serie di attacchi contro i cristiani dalla caduta del regime di Saddam Hussein. L’episodio più grave risale all’autunno 2008, quando 12 persone erano rimaste uccise sempre a Mossul in una serie di attacchi e violenze, che avevano spinto oltre mille famiglie cristiane a fuggire dalla città. Un bilancio altrettanto drammatico si era già registrato nell’agosto 2004: sei autobomba a Baghdad e Mossul avevano ucciso 10 persone e ferito una cinquantina. Il 16 ottobre di quello stesso anno, cinque attacchi erano stati messi a segno, in poco meno di due ore, contro cinque chiese nell’area di Baghdad senza provocare vittime. Di tre morti e 45 feriti era stato invece il bilancio degli attentati compiuti contro due chiese della capitale l’8 novembre 2004.

Gennaio sembra comunque essere il mese più duro per i cristiani d’Iraq: il 6 gennaio 2008, la vigilia del Natale ortodosso, chiese e istituzioni cristiane erano state colpite a Baghdad, nella settentrionale Zafaraniya e a Mossul. Nel 2006 invece una serie coordinata di attacchi, avvenuti quasi in contemporanea a Baghdad e Kirkuk, aveva ucciso tre persone e ne aveva ferite diciassette. Tra gli episodi di violenza più recenti, figura quello del 12 luglio scorso, quando quattro persone sono rimaste uccise e 32 ferite in una raffica di attentati condotti contro cinque chiese della capitale irachena.