Iraq, per la prima volta Natale è festa nazionale

"Il consiglio dei ministri - ha reso
noto ieri un comunicato ufficiale - ha annunciato che, il
giorno della nascita del profeta Gesù, sarà giorno festivo per
tutti gli iracheni". Il presidente Talabani: "I cristiani sono i cittadini originari
dell'Iraq e hanno contribuito in modo significativo all'edificazione
della civiltà e alla Storia del Paese"

Bagdad - Per la prima volta nella storia dell'Iraq moderno, il giorno di Natale è festa nazionale per tutti gli iracheni e non solo per i fedeli cristiani. "Il consiglio dei ministri ha annunciato che il giorno della nascita del profeta Gesù, sarà giorno festivo per tutti gli iracheni", ha recitato ieri il comunicato governativo. Secondo l'Islam, religione ufficiale in Iraq, Gesù è indicato come il penultimo profeta, prima di Muhammad, "sigillo dei Profeti".Questa decisione avviene dopo ri petuti appelli internazionali e del Papa perché fosse posta fine alla percuzione dei cristiani nel paese e la volontà annunciata dal governo di bagdad di ntervenire.

Il presidente iracheno, il sunnita Jalal Talabani ha rivolto un "augurio dal profondo del cuore a tutti gli iracheni dell'Iraq e del mondo intero. I cristiani - ha detto in un comunicato - sono i cittadini originari dell'Iraq e hanno contribuito in modo significativo all'edificazione della civiltà e alla Storia del Paese". Il premier sciita Nuri al-Maliki ha dal canto suo definito la presenza dei cristiani in Iraq, "un simbolo di convivenza in una sola Patria", augurando loro, in occasione delle festività natalizie, "una vita libera, generosa e sicura". La comunità cristiana in Iraq conta oggi poco meno di 500.000 persone, mentre prima del 2003 superava il milione di fedeli.