Irlanda, maxiprestito Ue. L'Ocse: "Ripresa incerta, pil Italia all'1%"

A Dublino la Commissione Ue, la Bce e il Fmi. Nuove stime Ocse: "Europa in difficoltà". Giudizio sull'Italia: "La ripresa si consoliderà. Disoccupazione in calo"

Dublino - L’Irlanda potrebbe ricevere un prestito dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale "molto sostanzioso" che potrebbe aggirarsi intorno a decine di miliardi di euro. Lo ha detto il governatore della Banca centrale irlandese, Patrick Honohan, parlando alla radio. Oggi approderà a Dublino la missione congiunta degli esperti della Commissione europea, Bce e Fmi per mettere a punto il pacchetto di aiuti da erogare al Paese. Successivamente il governatore della banca centrale irlandese, Patrick Honohan precisa che molto probabilmente il prestito di Ue e Fmi potrebbe essere intorno ai 10 miliardi di euro. "Stiamo parlando di un prestito sostanziale... Sì, 10 miliardi. Ma ancora non si può dire con precisione".

I dati Ocse La crescita economica nell’area Ocse si attesterà quest’anno al 2,8% per scendere al 2,3% nel 2011 e risalire al 2,8% nel 2012. È la stima dell’Ocse contenuta nell’Economic Outlook diffuso oggi. "La ripresa globale è in corso ormai da qualche tempo anche se la disoccupazione resta ancora alta in molti Paesi" sottolinea il vice segretario generale dell’organizzazione Pier Carlo Padoan. "La ripresa - aggiunge - è molto più forte nelle economie emergenti mentre resta debole e irregolare in gran parte dell’Ocse, e ha mostrato recentemente incertezze". La ripresa "continua, ma ha rallentato il passo" dice l’Ocse. La ripresa economica in corso nella maggior parte dei Paesi Ocse ancora non aggancia i Paesi europei in difficoltà, come l’Irlanda, la Grecia e la Spagna che quest’anno vedranno il prodotto interno lordo in rosso: per la Grecia il pil registrerà un -3,9%; -0,3% in Irlanda e -0,2% in Spagna. Fa eccezione il Portogallo per il quale l’organizzazione di Parigi stima nel 2010 una crescita dell’1,5%. Nel 2011 l’Irlanda e la Spagna torneranno a crescere (rispettivamente all’1,5% e allo 0,9%), mentre per Portogallo e Grecia l’Ocse prevede una performance del pil negativa: -0,2% per il Portogallo e -2,7% per la Grecia.

L'Italia La crescita italiana si attesterà nel 2010 all’1%, nel 2011 all’1,3% e nel 2012 all’1,6%. L’organizzazione di Parigi evidenzia che "l’economia italiana ha avviato una fase di moderata ripresa che dovrebbe rafforzarsi nel corso dei prossimi due anni". Per l’Ocse le proiezioni "suppongono che siano sufficienti le misure introdotte per raggiungere nel corso dei prossimi due anni l’obiettivo sul deficit. Tuttavia - avverte - una ripresa più debole rispetto a quella delle proiezioni ufficiali potrebbe mettere a rischio l’obiettivo di tenere il deficit sotto il 3% del pil". Una "sfida" dunque per l’Italia che dovrebbe ora, "per assicurare credibilità", mettere in campo "misure strutturali". Il rapporto tra il deficit e il prodotto interno lordo in Italia scenderà dal 5,2% del 2009 al 5% nel 2010; si attesterà poi al 3,9% nel 2011 e al 3,1% nel 2012. Il tasso di disoccupazione calerà nei prossimi anni mantenendosi sempre al di sotto della media dell’Eurozona. È quanto emerge dal rapporto Ocse di novembre in cui si evidenzia che sarà all’8,6% quest’anno per poi scendere all’8,5% nel 2011 e all’8,3% nel 2012.