Islam alla conquista dell’Occidente

Gianni Baget Bozzo

L'Islam politico è la principale contraddizione della storia del nostro tempo e non è destinato a essere risolto in breve tempo. Certamente non tutto l'Islam politico è terrorista, anzi le forme terroriste possono considerarsi una minoranza attiva simbolica che serve però a intrattenere la tensione di massa del mondo islamico. L'obbiettivo è di costituire di fronte alla globalizzazione occidentale una globalizzazione islamica, forte della propria identità spirituale e della qualità ideale delle proprie motivazione.
L'Occidente è visto come distrutto dal consumismo, dall'individualismo e dal materialismo, dalla sua incapacità di motivare sia il senso della vita individuale che il significato della vita collettiva. Non sa dare giustificazione alla vita delle persone e alla vita dell'Occidente come comunità perché ha perso la dimensione dell'Eterno e quindi vive soltanto della frammentarietà del tempo, che rende impossibile di percepire in modo unitario sia l'unità della persona, sia il significato della comunità. L'Occidente si è scristianizzato e con ciò ha perso quel rapporto con la Rivelazione che il Cristianesimo in qualche modo gli conferiva.
Vi è certamente il tentativo di dare una direzione unica alla comunità islamica, di ricostituire il califfato abolito da Kemal Atatürk nel 1924. Sia Osama Bin Laden che Amoud Nejab perseguono in forme diverse l'idea di dare una direzione esemplare alla comunità islamica, di costituirla di fronte all'Occidente come comunità visibile.
In questo clima spirituale il conflitto nasce in forme diverse. L'intervento occidentale in Irak ha dato luogo sia alla presenza di Al Qaida sia alla mobilitazione terrorista dei sunniti.
Ma ora anche in Palestina Hamas accende la lotta e riapre la guerra con Israele, per impedire il referendum sull'accordo israeliano palestinese promosso da Mahmud Abbas. Per la prima volta soldati israeliani sono stati presi prigionieri e due uccisi in un attacco diretto. Il negoziato israeliano palestinese viene così respinto indietro dal nuovo confronto di Hamas con Israele che riporta gli israeliani all'interno della striscia di Gaza. Ovunque l'Islam in Africa è in stato di mobilitazione specie nelle zone miste con i cristiani come la Nigeria. In Afghanistan riprende l'offensiva talebana ed ora l'ex colonia italiana, la Somalia, trova in un regime talebano la sua stabilità istituzionale. È un conflitto informale che investe il mondo. E anche l'emigrazione dei Paesi islamici verso i Paesi europei, specie verso l'Italia, fa parte di un disegno di costruire una comunità islamica anche in Occidente e fare dell'Europa una terra islamica, in cui in qualche modo gli occidentali debbono essere sottomessi alla sacralità coranica.
La storia delle vignette danesi ha introdotto il principio che nessuna fonte giornalistica europea pubblicherà più vignette offensive per l'Islam. Siamo entrati già in uno stato di dimmitudine.
Si può criticare il Cristianesimo in modo radicale come il Codice da Vinci ma non pubblicare un disegno offensivo per i sentimenti islamici. Ed anzi accadrà che gli islamici difendano la dignità di Gesù Cristo come profeta, Verbo di Dio, nato da Maria Vergine e censurino nei loro Paesi il Codice da Vinci.
Ora l'Italia ha un governo in cui le componenti della sinistra radicale rifiutano ogni azione contro il terrorismo organizzato e l'invasione talebana. Non a caso il governo adotta una politica dell'immigrazione che vuol dire porta aperta all'invasione islamica dal sud. Non si può pensare che sia la Chiesa a dover reagire contro questa situazione. Se lo Stato italiano si sente parte dell'Occidente e si assume gli impegni internazionali che esso ha sottoscritto, non può continuare ad avere nel governo un pacifismo a senso unico che ritiene violenza la difesa dell'Occidente e resistenza all'invasione occidentale tutte le forma dell'islamismo politico. L'idea occidentale di rivoluzione diviene associata all'idea islamica di disintegrazione dell'Occidente per far nascere anche sulle terre europee la comunità islamica mondiale.
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