Islam, figlia in minigonna Il padre la fa uccidere

Ha assoldato tre connazionali per
far uccidere la figlia di 21 anni, "rea" di vestirsi in
modo succinto, violando la tradizione islamica. Autore del
gesto, a San Pietroburgo, un commerciante di origine azera
di 46 anni<br />

San Pietroburgo - Un'esecuzione efferata che lascia senza parole. Un barbaro delitto che non lascia spazio ad alcuna attenuante. Un padre di famiglia assolda tre connazionali per far uccidere la figlia di 21 anni, "colpevole" di vestirsi in modo succinto, violando la tradizione islamica. Autore del gesto, a San Pietroburgo, un commerciante di origine azera di 46 anni. La giovane aveva deciso di indossare una minigonna per andare all’università: un’onta che il padre, dietro suggerimento di alcuni connazionali, ha voluto lavare col sangue.

La tragica esecuzione Ha assoldato tre connazionali per far uccidere la figlia di 21 anni. A detta del padre la giovane sarebbe stata colpevole di vestirsi in modo succinto, violando la tradizione islamica. Autore del gesto, nella nordica San Pietroburgo, un commerciante di origine azera, Gafar Kirimov, 46 anni, che si era stancato di sentire i rimproveri dei suoi connazionali. Se durante l’inverno i contrasti con la figlia erano stati attenuati dal più coprente abbigliamento invernale, il genitore è tornato a vedere rosso quando, con l’arrivo della primavera, la giovane ha deciso di sfoggiare una minigonna all’università di medicina, dove studiava.

Il mandante e i tre killer Così il padre ha accettato i suggerimenti di alcuni connazionali, che gli avevano consigliato di lavare col sangue quella che a loro sembrava una insuperabile vergogna e, come riferisce il tabloid Komsomolskaia Pravda, ha assoldato tre azeri per 100 mila rubli (2.200 euro). Quest’ultimi hanno rapito la ragazza a bordo di una Zhiguli e, una volta usciti dalla città, l’hanno uccisa con due colpi di pistola alla testa, gettando il suo corpo in un bosco. Nel denunciare la scomparsa della figlia, però, il genitore si è tradito dandola per già morta, attirandosi così i sospetti della polizia. Al primo interrogatorio è crollato e ha confessato. Due dei sicari sono già stati arrestati, mentre il terzo è latitante.