Israele, Berlusconi oggi parlerà alla Knesset

Il premier: "Il problema della sicurezza in
Israele è fondamentale. Ahmadinejad ricorda personaggi nefasti del passato". Poi rilancia il dialogo per la pace con la Palestina. Stoccata ai giornalisti: "Siete bravissimi a inventare storielle"

Gerusalemme - Dura presa di posizione di Berlusconi sull'Iran: Ahmadinejad è come Hitler. L'Italia accoglie la richiesta di Netanyahu impegnandosi a rafforzale il fronte internazionale contro il regime di teheran. Oggi l'atteso discorso del premier italiano alla Knesset, il parlamento israeliano.

Il problema sicurezza "Il problema della sicurezza in Israele è fondamentale. Ora ancor di più perchè c’è uno Stato che prepara l’atomica, uno Stato che ha una guida che ricorda personaggi nefasti del passato". Prima della firma degli accordi del vertice tra Italia e Israele, il presidente del Consiglio è tornato a criticare duramente la politica iraniana, volta a minare la sicurezza e l'esistenza dello Stato di Israele. "Bisogna evitare che l’Iran sviluppi l’arma nucleare", ha puntualizzato il premier israeliano Benyamin Netanyahu spiegando che, in Medioriente c'è "la voglia ed anche il modo per arrivare alla pace".

Forti sanzioni all'Iran Prima della firma degli accordi tra Italia e Israele Berlusconi ha ribadito quanto sostenuto già ieri puntando l’indice contro il "progetto denunciato dall’Iran di avvalersi di una possibilità atomica nucleare, che potrebbe sfociare in un’arma nucleare. E' una cosa che tutti gli Stati del mondo devono considerare con grande attenzione". Parole dure nei confronti di Ahmadinejad che ricorda "personaggi nefasti del passato". Da qui la necessità di "opporsi all’indifferenza" nei confronti del pericolo che sta portando l’Iran con la possibilità di dotarsi di una arma atomica. "Spero - ha aggiunto il presidente del Consiglio - che la comunità internazionale sappia mettere in campo delle sanzioni forti per dissuadere un governo che ha dentro di se una forte opposizione che credo sia nostro dovere sostenere". "Auspico che non si debba arrivare ad uno scontro armato che nessuno vuole", ha concluso il Cavaliere.

Progetto Eni bloccato "Netanyahu avrà il piacere di ricevere l’amministratore delegato dell'Eni per parlare di questa situazione", ha detto il presidente del Consiglio puntualizzando che "l’Italia dal 2007 ha tolto ogni supporto del governo alle esportazioni di nostre aziende in iran, dal 2007 abbiamo cominciato a ridurre la nostra presenza che si riduce praticamente all’azienda Eni". Berlusconi ha, poi, chiarito che l’azienda italiana "ha un contratto che deve rispettare, salvo pagare pesanti indennità, ma ha già disdetto la possibilità che gli viene riconosciuta contrattualmente, di sviluppare la terza fase, un’attività in un importante giacimento petrolifero".

L'accordo con la Palestina Il premier Berlusconi ha, poi, ribadito la volontà da parte dell’Italia di sostenere il processo di pace in Medio Oriente. "C’è - ha spiegato il presidente del Consiglio - la necessità di un accordo con la Palestina. Da tempo abbiamo preparato un piano Marshall e proposto Erice come sede dei negoziati". Roma, ha quindi affermato il premier, "garantisce il proprio apporto" per arrivare alla pace in Medio Oriente. "Tutto quello che sono in grado di fare per le vostre buone ragioni ed esigenze di sicurezza - ha, poi, spiegato il presidente Berlusconi - lo metterò in campo nella Ue e negli altri organismi perchè siamo assolutamente convinti delle buone ragioni di Israele".

La vicinanza a Israele Nella complicata situazione mediorientale, l’Italia è "sempre stata vicina a Israele" e "continueremo a farlo". Parlando dei rapporti internazionali e del ruolo svolto dall’Italia, Berlusconi ha ribadito: "La nostra posizione credo sia assolutamente chiara. Siamo sempre stati vicini a Israele e al popolo di Israele in molte occasioni. Continueremo a farlo per la vostra buona causa". Il primo obiettivo sarà quello di provare a "fermare l’arrivo di armi attraverso il Libano". Nei prossimi giorni Berlusconi incontrerà "Hariri, ero amico di suo padre, spero di instaurare buoni rapporti anche con lui, e anche in questa situazione cercherò di portare le vostre preoccupazioni e portare fuori qualche impegno per fermare l’arrivo di queste armi, razzi e missili pericolosissimi, perché non vogliamo una seconda Gaza con partenza dei razzi dal Libano".

Bilaterale ogni anno Berlusconi ha, infine, ringraziato Netanyahu per l’accoglienza e per le "parole di simpatia" rivolte all’Italia. Nella conferenza stampa congiunta a Gerusalemme il presidente del Consiglio ha annunciato che questo "importante vertice bilaterale continua nel tempo" perché si è deciso di ripetere l’appuntamento "ogni anno". Berlusconi crede che "i rapporti e gli approfondimenti tra i nostri ministri e le firme degli accordi daranno grande impulso ai rapporti tra i nostri due paesi, tra i nostri due popoli e le nostre due economie".

La stoccata alla stampa Durante la conferenza stampa, il premier ha risposto ad una domanda che invece era rivolta al suo omologo, Benjamin Netanyahu. Un giornalista israeliano, infatti, aveva chiesto conto al suo presidente del Consiglio di un eventuale coinvolgimento di sua moglie nella scelta di un ambasciatore all’Onu. A rispondere, è stato invece Berlusconi che, come al solito, ha puntato il dito contro la stampa. "Sono storielle - ha detto il premier italiano - che siete bravissimi a inventare, quando non avvelenate i pozzi vi divertite a inventare storielle".