Istanbul tra passato e presente

Modernità e tradizione in una convivenza ricca di stimoli e suggestioni

Presente e passato. Tradizione e modernità. È sull’alternanza di questi momenti che si snoda l’esposizione L’altra Istanbul, inaugurata ieri al museo dell’Ara Pacis. Una mostra fotografica che presenta i lavori di Ara Güler e di altri quattro fotografi impegnati a presentare una serie di immagini della capitale turca degli ultimi cinquant’anni nelle quali la forza delle sue tradizioni si mescola con gli aspetti contemporanei così da sottolineare il suo ruolo primario nella cultura del Mediterraneo. Gli scatti più vecchi sono proprio di Güler che viene considerato il più grande fotografo turco vivente: si tratta di 30 immagini che raccontano in bianco e nero una Istanbul a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la sua quotidianità con i pescatori in piccole barche vicino al ponte Galata e i marinai sulle banchine intenti a lavorare alla stagnatura delle navi. Ma sono focalizzati anche attimi di svago, uomini che chiacchierano aspettando un caffè per strada o musicisti turchi che suonano in un locale. Una città bella e malinconica, insomma, legata alle sue tradizioni ma già in veloce sviluppo come testimoniano gli scatti del '56. La mostra, aperta fino al 16 dicembre, dà spazio anche a fotografi più giovani, che offrono la visione di una Istanbul più moderna. Predilige gli scatti in bianco e nero anche Coskun Asar, 33enne fotografo turco, che racconta con le sue foto le sterminate periferie della capitale; Asar ama ritrarre le persone, i loro volti: Rize e Mehmet che guardano la televisione attraverso la vetrina di un caffè o Ibo e Yavuz che trovano un nascondiglio per trascorrere la notte; tutte comunque testimonianze di emarginazione e povertà. Erdal Yazici, invece, nei suoi scatti sempre in bianco e nero focalizza l’attenzione sui mestieri: pescatori con le canne in mano in attesa lungo il fiume, un calzolaio al lavoro per strada, antiche occupazioni che vanno scomparendo per lasciare il posto alla modernità. Ed è proprio la Istanbul che corre verso il futuro ad essere immortalata da Ercan Arslan che racconta una metropoli ricca di luci e colori con il ponte del Bosforo illuminato, i tram rossi e la moschea di Sultanahmet imbiancata. Chiudono l'esposizione gli scatti di Kutup Dalgakiran dedicati alla comunità dei rom proprio a testimoniare come la Turchia rappresenti un crocevia di differenti culture.