Italia e Francia, che asse!

Fabrizio de Feo

La stagione estiva del jazz romano inizia a decollare. Dopo l’avvio del Fandango Jazz Festival, battezzato da tre godibilissime date di Stefano Bollani, domani sera prende il via la grande rassegna di Villa Celimontana, sotto l’egida dello storico patron Giampiero Rubei. Ma oltre alle due storiche «corazzate» della musica live, sotto le stelle della città eterna ci sono altri appuntamenti che riempiono di note le serate romane.
Uno su tutti il festival che da questa sera fino all’11 giugno si svolge alla nuova Casa del jazz di via di Porta Ardeatina, 55. Il nuovo spazio - in cui convergono attività concertistiche, culturali e didattiche - ospiterà, infatti, «Una striscia di terra feconda», arrivato ormai all’ottava edizione: un festival unico nel suo genere, con una programmazione europea, tesa a favorire gli incontri tra i jazzmen francesi e italiani. La rassegna è diretta da Paolo Damiani, musicista e direttore artistico del festival Rumori mediterranei di Roccella Ionica e Armand Meignan, direttore del festival di Le Mans. Un sodalizio «benedetto» dal sostegno di partner come il ministero degli Esteri e quello dei Beni culturali, l’assessorato alle Politiche culturali del Comune, il ministero della Cultura Francese, l’ambasciata di Francia a Roma e la Rai.
«Una striscia di terra feconda» ha sempre ospitato almeno una grande formazione. Quest’anno è la volta della big-band di Enrico Intra, tra i massimi compositori e pianisti del jazz europeo, in un progetto multimediale con installazioni video. Nel segno dell’incrocio di codici e di linguaggi si muove anche l’inedito duo tra il pianoforte di Umberto Petrin e la voce recitante dell’attore Giuseppe Cederna. Senza dimenticare l’omaggio di Tiziana Ghiglioni al pianista Luca Flores, prematuramente scomparso, con cui la cantante ligure molto ha collaborato negli anni ’80. Tra le produzioni originali da segnalare l’incontro di Alberto Mandarini con il trombettista francese Jean Luc Cappozzo. Il festival sarà aperto questa sera dalla formazione forse più prestigiosa del jazz transalpino, il trio di Louis Sclavis, Aldo Romano e Henri Texier.
Chiusura, l’11 giugno, con il trio composto da Javier Girotto, da Peppe Servillo, cantante degli Avion Travel e dal pianista argentino, Natalio Mangalavite. Biglietto: 10 euro.