In Italia meglio i modelli con solo due ruote motrici

L'evoluzione dei crossover si dirama seguendo varie direttrici, sotto la spinta impressa dalla necessità di calmierare i costi d'esercizio e di mantenere i prezzi su livelli da mass-market. Ed è grazie a questi fattori che la domanda, a livello europeo, si mantiene su alte percentuali.
In Italia, stando a quanto affermano alcune case, un grosso contributo al successo dei crossover è stato dato dall'avvento delle versioni a 2 sole ruote motrici, la cui richiesta ha surclassato quella delle varianti a trazione integrale. La motivazione è semplice: costano e consumano meno di quelle a quattro ruote motrici - preferite solo da chi realmente abita in zone dove questa soluzione fa la differenza nella brutta stagione – e non impongono rinunce né sul fronte dell'immagine di chi si rivolge a questi mezzi né nei confronti della versatilità di carico.
Inoltre, in inverno con quattro gomme termiche indispensabili nella brutta stagione invernale anche a una trazione integrale consentono ugualmente d’affrontare senza patemi d’animo le strade innevate. In altri termini, per i moltissimi automobilisti che usano prevalentemente i Suv in città sono la scelta ideale.
Non è facile attribuire a un modello piuttosto che a un altro la paternità di questa epopea, sta di fatto che ogni gamma propone queste varianti e che in alcune famiglie, addirittura, esse superano di gran lunga quelle a trazione integrale, normalmente spinte anche dai motori di maggiore cilindrata e potenza presenti nelle singole famiglie.
Dopo queste proposte nel settore ne sono arrivate altre che non erano presenti, come quelle di crossover di taglia compatta. Fra queste la Toyota Urban Cruiser, la Mini Countryman e la Nissan Juke. Sono modelli lunghi poco più di quattro metri e quindi ideali anche per soddisfare la mobilità nei centri urbani, disponibili nelle versioni più potenti anche con la trazione integrale e che nelle famiglie della Countryman e della Juke propongono anche varianti con motori performanti.
La Mini e la Nissan hanno aperto anche nuovi corsi stilistici nell'ambito dei rispettivi marchi, destinati ad assecondare le esigenze di chi fa del design un punto irrinunciabile quando deve scegliere un'automobile. Infine, proprio in questo periodo si sta aprendo un altro filone che è destinato a ingrossarsi rapidamente. È quello dei crossover a propulsione ibrida, un tema di grande attualità e non di semplice risoluzione su vetture che, in generale, sono di taglia media. Tuttavia, i progressi della tecnologia, che ha portato alla ribalta componentistica di minori dimensioni rispetto al passato e l'ottimizzazione delle architetture delle vetture fanno presumere una rapida e larga estensione della propulsione ibrida. Intanto, adesso, arriva con la Peugeot 3008 Hybrid4. Utilizza il sistema che impiega anche l'analoga Citroën Ds5 e che presto sarà utilizzato anche dalla Peugeot 508 Rxh. È il primo che arriva sul mercato ed è composto da un turbodiesel e da un’unità elettrica – capace anche di spingere la vettura nella sola modalità Emissioni Zero - che mette in campo 200 cv e che genera un sistema di trazione integrale..