Italia: Paese di santi, navigatori e animali domestici

Quattro, due zampe, pelo, piuma o carapace. Gli animali domestici sono una vera passione per più della metà degli italiani. Gli ultimi dati (relativi al 2011) dell’Anmvi, Associazione nazionale medici veterinari italiani, confermano una tendenza mai messa in discussione da statistiche anche meno recenti. Primo posto senza discussioni, per i cosiddetti animali da affezione, i cani fanno compagnia al 21,5% delle famiglie: sono quasi sei milioni quelli regolarmente censiti, con una presenza più massiccia in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Il 19,9% delle famiglie italiane ospita invece un gatto, con più di 7 milioni di esemplari; in testa sono Sardegna, Veneto, Friuli e Toscana. Negli ultimi anni, parliamo sempre di animali d’affezione, nuove specie si stanno facendo strada come i conigli, con circa due milioni d’esemplari. In generale, primo posto assoluto per pesci che sfiorano i 30 milioni, poi gli uccelli che raggiungono circa 13 milioni fino al milione di tartarughe d’acqua dolce, 500mila roditori, 50mila iguane, 10mila serpenti e circa 500mila altri animali esotici.
Un’altra ricerca, questa volta di Cosmodata, ci dice che gli animali domestici si trovano più di frequente nelle famiglie numerose e tra i single, e la loro presenza è superiore nelle famiglie con un reddito più modesto. Da sottolineare che i gatti sono particolarmente apprezzati dalle donne, soprattutto nella fascia 30-60 anni, e dai piccoli nuclei familiari, con i single «gattari» per eccellenza. Interessante è anche analizzare come si comportano gli italiani con l’alimentazione dei proprio amici a quattro zampe. Nel caso dei cani, le tradizioni e le premure resistono: è infatti ancora solida la percentuale di proprietari che preparano in casa il cibo con più del 30% o che destina loro gli avanzi, circa il 18%, mentre gli alimenti pronti, che si tratti di umido o secco, superano di poco la metà dei casi. Diverso, il tema dell’alimentazione felina, che conferma una relazione gatto-padrone all’insegna della comodità: più del 36% delle famiglie ricorre infatti a scatolette o croccantini, mentre il fatto in casa e gli avanzi non superano il 31%.
Purtroppo molti animali, dopo essere accolti in casa vengono abbandonati, soprattutto in corrispondenza dell’inizio estate. Secondo i dati emersi dalle statistiche di questi ultimi anni, l’Aidaa, Associazione italiana in difesa di animali e ambiente, ha potuto concludere che in Italia ogni anno sono circa 700mila gli animali abbandonati e altrettanti quelli «a rischio». Non solo cani e gatti, ma anche pesci, conigli, animali esotici e persino cavalli. Questo periodo è particolarmente delicato perché siamo alla vigilia dell’esodo estivo. Con l’arrivo vacanze si ripresenta puntuale una prassi crudele che non solo condanna a morte migliaia di cani e gatti, ma è all’origine di numerosi incidenti. Molti sono gli appelli delle associazioni animaliste. Altrettanti spot e annunci pubblicitari cercano di sensibilizzare i proprietari a non lasciare per strada un compagno fedele arrecandogli anche un grande dolore. Eppure l’abbandono di animali è punito dal nostro Codice penale, con l’arresto fino a un anno e severe ammende. Inoltre, chi abbandona un animale che provoca incidenti stradali mortali, può rendersi responsabile di omicidio colposo. Ma oltre al deterrente penale, c’è anche quello legato al cambiamento dell’offerta turistica con sempre più strutture ricettive, nelle principali destinazioni, pronte ad accogliere in vacanza i nostri amici, consentendo anche l’accesso alle spiagge. La speranza è che questa incivile abitudine possa segnare il passo e i numeri, nel 2011 rispetto al 2010 (-20% di abbandoni), inducono a un cauto ottimismo.