In Italia sono 30 milioni gli apparecchi obsoleti

Nel nostro Paese il 22% dei consumi energetici riguarda l’ambito residenziale. Di questi, almeno la metà è attribuibile agli elettrodomestici. Ecco perché le iniziative rivolte al risparmio energetico, sempre più di attualità alla luce delle direttive europee, non possono ignorare questo comparto.
Risale alla fine degli anni Novanta l’introduzione dell’etichettatura energetica, che attesta il consumo di ogni apparecchio. Secondo gli esperti, i prodotti più recenti, con etichette A+ e A++, garantiscono un risparmio del 70% rispetto ai modelli di 10 anni fa. La vita di un elettrodomestico, però, raggiunge i 15 anni: quindi nelle case si trovano oltre 30 milioni di pezzi obsoleti, privi di etichetta. Che andrebbero sostituiti. Un incentivo in tal senso arriva dalla Finanziaria, che prevede detrazioni fiscali del 20%, fino a un massimo di 200 euro, per chi sostituisce il frigorifero con un modello di classe A+ o A++.
Un segnale che viene valutato positivamente dai produttori i quali, però, lamentano l’esclusione dal provvedimento degli altri elettrodomestici.