Jasper Fforde, il mondo capovolto dove tutti leggono

Harry Potter sta ormai terminando il suo corso di studi a Hogwarts: si avvicina il momento in cui i suoi fan entreranno in crisi di astinenza, anche perché pare che J. K. Rowlings si sia stancata di scrivere le avventure del maghetto. Ai futuri orfani italiani di mister Potter si propone sin d’ora una brillante alternativa: un romanzo in cui la gente entra ed esce dalle pagine dei libri, e il cattivo è un sinistro personaggio dotato di poteri sovrumani e il cui nome (Acheron Hades) non va mai pronunciato. È il primo romanzo di Jasper Fforde, Il caso Jane Eyre (Marcos y Marcos, pagg. 384, euro 16), bizzarra vicenda ambientata in un’Inghilterra alternativa del 1985 in cui si viaggia su lucenti dirigibili, l’animale domestico più diffuso è il dodo, specie estinta riportata in vita con un kit genetico fai-da-te, in Russia imperano i Romanov, il Galles è dal 1845 una repubblica socialista, e la Guerra di Crimea dura da 130 anni. Oltre ad Acheron Hades c’è un altro cattivo, ancora più temibile: la Goliath Corporation, terrificante multinazionale che ha ricostruito l’Inghilterra dopo l’occupazione nazista nella seconda guerra mondiale e che ora, lucrando sulla gratitudine nazionale, ha infiltrato e controlla ogni ramo del governo.
La protagonista del romanzo è Thursday Next, single trentenne né bella né brutta, reduce di guerra, investigatrice di uno dei rami più sfigati della Divisione operazioni speciali, la megapolizia nazionale. Su 30 reparti che vanno, in ordine di importanza, da Ops-1 (la direzione) a Ops-30 (che si occupa di liti condominiali), Thursday lavora nell’Ops-27 (Detective letterari): un lavoro che, come ammette lei stessa, «prevedeva un’unica alternativa: i fornelli». Due invenzioni sono destinate a cambiare la vita di Thursday: la prima è il micidiale fucile al plasma progettato dalla Goliath, l’arma che dovrebbe dare a un singolo soldato il potere di fuoco di un mezzo corazzato, e che rischia di rompere i delicati equilibri politici mondiali e le faticose trattative di pace fra Russia e Inghilterra. La seconda è il Pdp, il Portale della Prosa, un congegno progettato e realizzato da uno zio di Thursday, che consente di entrare e uscire a piacere da un’opera letteraria. Sia la Goliath che Acheron Hades sono estremamente interessati al Pdp: la prima per scopi che si chiariranno solo negli ultimi capitoli del romanzo, il secondo perché servendosi del Portale della Prosa riuscirà a rapire Jane Eyre dalle pagine del libro di cui è protagonista. In tutto il mondo, di colpo, le ultime 200 pagine del romanzo di Charlotte Brontë diventano bianche. L’Inghilterra precipita nel panico: perché in questo mondo alternativo le opere letterarie hanno un’importanza enorme, pari a quella di televisione, calcio e cinema nostrani messi assieme. La letteratura è parte della vita di tutti i giorni, e persino della politica, in un mondo in cui i Surrealisti e i Nuovi Marlowiani si comportano come no global, e invece che i Testimoni di Geova alle porte bussano i Baconiani, per convincere i padroni di casa che le opere di Shakespeare sono state in realtà scritte dal filosofo Bacone...
Il caso Jane Eyre è un romanzo irresistibile, scritto con un sense of humour che ricorda Wodehouse e Waugh, ma anche autori più recenti come Stephen Fry e il compianto Douglas Adams. L’abilità di Jasper Fforde nella costruzione delle trame e della suspense è legata alla sua esperienza di sceneggiatore cinematografico (sue sono, fra l’altro, le sceneggiature de La maschera di Zorro e di Entrapment). Quanto al fuoco di fila di invenzioni che Fforde è capace di mettere sulla carta, Dio solo sa da dove gli vengano così tante idee a raffica. È davvero incredibile che i suoi libri siano sfuggiti sinora alle case editrici italiane. D’altra parte anche in Inghilterra, narra la leggenda, Fforde aveva collezionato ben 76 rifiuti. Ma forse è un bene, perché così ora ci sono già altri cinque romanzi pronti per essere tradotti...