Jean Allemand

Nacque nel 1772 a Marsiglia. I suoi avevano un negozietto di alimentari al porto. Jean frequentava la parrocchia e quando scoppiò la Rivoluzione, si mise al servizio dei preti refrattari. Li nascondeva, portava loro il cibo, li avvisava dei pericoli, portava la comunione ai malati. Il tutto, correndo gravi rischi. Per giunta, studiava clandestinamente da sacerdote. Venne ordinato di nascosto nel 1798 e, sempre in modo guardingo, l'anno seguente riuscì a fondare l'Opera della Gioventù di Marsiglia, erede di quella che aveva frequentato lui prima della tempesta rivoluzionaria. Dopo il Concordato napoleonico, l'Opera arrivò a contare centinaia di giovani, dai quali uscirono non pochi sacerdoti. In essa si apprendeva soprattutto la dottrina cristiana e si riceveva direzione spirituale. Dopo lo sconquasso della Rivoluzione, la vita religiosa in Francia era un cumulo di macerie. Malgrado il Concordato, molte diocesi erano senza vescovo e i soli monaci rimasti erano i cistercensi. Poiché il popolo francese era ormai senza pastori, l'Opera dell'Allemand si giovò soprattutto della collaborazione dei laici. Il celebre trattato di dom Jean-Baptiste Chautard, L'anima di ogni apostolato, fu direttamente ispirato dalla dottrina spirituale dell'abbé Jean-Joseph Allemand. Parecchie figure di primo piano nella chiesa francese uscirono dall'Opera di Marsiglia, che nel 1820 si installò in rue Saint-Savournin, dove ancora oggi si trova. Il fondatore, non assistito da particolari doti naturali, aveva tuttavia la capacità di attrarre i giovani e di spingerli alla santità. Morì nel 1836.