José Tarrats Comaposada

Spagnolo di Manresa, dove era nato nel 1878, entrò come semplice religioso nella Compagnia di Gesù nel 1895. Lo mandarono a svolgere attività sempre diverse in varie case dell’ordine, a Tortosa, a Saragozza e infine a Valencia. Ma erano trent’anni che in Spagna massoni, anarchici e socialisti rivoluzionari avevano il cattolicesimo nel mirino; fin dal 1909, quando a Barcellona ci furono centocinquanta morti, ottanta chiese incendiate e quaranta scuole cattoliche distrutte. L’anno dopo vennero tolti i crocifissi dalle aule scolastiche e, via via, tutta la scuola divenne statale. Nel 1931, appena proclamata la Repubblica, a Madrid vennero presi d’assalto i conventi dei cappuccini. Naturalmente, gli odiati gesuiti furono soppressi e il nostro fratel José dovette adattarsi a vivere nel ricovero dei poveri di Valencia. Sul finire del 1932 la sinistra perse le elezioni e si scatenò nelle piazze, culmine lo sciopero nelle Asturie che comportò la distruzione del palazzo vescovile di Oviedo e l’uccisione di decine di preti. Nel 1936 la sinistra riprese il potere, sia pur di stretta misura, e il caos sanguinario dilagò. Il deputato d’opposizione José Calvo Sotelo venne rapito e trucidato nel luglio: fu la scintilla. Com’è noto, i primi mesi della guerra civile furono dedicati dai repubblicani a bonificare il fronte interno, cioè a eliminare vescovi, preti, frati, suore e laici cattolici. José Tarrats Comaposada venne prelevato dai miliziani nel ricovero in cui si trovava e portato al comando della polizia politica. Poi fu caricato su un’auto e fucilato fuori città. www.rinocammilleri.it