Joseph Thornborn, un Dan Brown cattolico?

<em>L'ultima rivelazione</em> è un thriller ambientato in Vaticano. Il romanzo parte dall'annuncio di una scoperta sconvolgente: a Pella, in Giordania, sono stati recuperati antichissimi
papiri dei Vangeli gnostici

Washington, One Lafayette Square. Eugene Harvey, alto papavero della NY Archeological Foundation, apre un'affollata conferenza stampa. Lancia una scoperta archeologica da urlo.

A Pella, Giordania, tra i ruderi di quella che fu l'ultima dimora di Maria, madre di Gesù, gli specialisti hanno recuperato gli antichissimi papiri dei Vangeli gnostici. La prova oggettiva che il testo sacro della Chiesa, i Vangeli, è stato per venti secoli la scaltra copertura di uomini assetati di potere, che pur di far valere il loro malvagio privilegio (incarnato, storicamente, nella figura del Pontefice di Roma), avevano liquidato con l'accusa di eresia quei testi, sostituendo ai cristianesimi autentici, un solo, prevaricante, cristianesimo: il loro. Innalzando sugli altari e velando d'incenso le menzogne dei quattro Evangelisti «autorizzati», la Chiesa romana aveva sepolto l'unica verità: che il Nazareno non era divino, ma l'umanissimo missionario di una fede religiosa a più facce, che portava a maturazione le dottrine antiche dello zoroastrismo, dell'ermetismo, delle filosofie ellenistiche e chi più ne ha, più ne metta.

Ai colpi di maglio di Harvey collabora Mr. Rolf, della Church Interfaithful Unification Enterprise, che dimostra, prove al radiocarbonio alla mano, che quelle carte non sono tardivi rifacimenti, come i polemisti cristiani sostengono a torto, ma documenti coevi all'alba del cristianesimo adamantino. Rolf dovrebbe essere il paladino dell'unificazione religiosa, l'uomo del confronto e dell'integrazione tra le fedi, come si evince dal titolo della sua organizzazione.

Ma, calma: prendiamo carta e penna, trascriviamo le lettere del suo nome, le iniziali dell'organizzazione di riferimento, e che cosa scopriamo? LUCIFERO! Il Maestro delle Tenebre. Un tipo che, sottobanco, nelle sue spoglie umane, definisce la Chiesa, la «vedova» (imminente sarebbe la morte del fasullo Cristo) e il pontefice attualmente sul soglio, Gregorio XVII, «il messicano vestito di bianco», un usurpatore da eliminare. Se si aggiunge che a gettare benzina sul fuoco del sensazionalismo anticlericale ci si mette anche Murphy Darrow (che ha i capelli biondastri, folti e lunghi, sembra il professorino giovanilista di un college americano, assomiglia a Dan Brown e festeggia l'arcimilionesima copia del suo romanzaccio sul Sangreal di Cristo, passando attraverso i Templari, Da Vinci e Maria di Magdala), allora è chiaro che siamo nel gorgo fiammeggiante di un fantathriller religioso, una replica muscolosa, bene orchestrata, movimentata, ritmo adrenalinico, al più chiacchierato Codice di questi nostri poco limpidi tempi.

Il romanzo è L’ultima rivelazione, di Joseph Thornborn (Piemme, pagg. 426, euro 18,50).

Suggestivo l’attacco, la bellezza di un volto di donna che gli anni sembrano non aver intaccato. È il viso della «Madre», che a Efeso consegna al pellegrino, venuto a venerarla con i confratelli da Gerusalemme, le sue estreme volontà e il permesso di tracciare con lo stilo sulla pergamena il suo ritratto.

Ecco le idee-germe del romanzo. Il disegno diventerà nella tradizione un'icona (la «Madonna del fazzoletto», il puro volto della Vergine che si appoggia a un panno, fasce e sudario di Cristo, con negli occhi la storia completa della sua passione, e l’annuncio del terzo giorno, il trionfo sulla morte); le parole definitive si faranno testamento, preannuncio di un'apocalisse, ma anche uno squillo di speranza e redenzione, perché «quando vedrete questi segni» recita il santo oracolo, in stile segreto di Fatima «non scoraggiatevi. L'ora delle tenebre è vicina, ma io sarò vicina a voi».

Certo, il resto della profezia non è incoraggiante. «L'uomo delle tenebre sarà innalzato»: presagio da brivido di qualche Signore del Terrore. «Il mare vi si rivolterà contro e si alzerà. Molte nazioni saranno sommerse»: tsunami e terremoti? Inquietante l'accenno a un'«arma» (batteriologica, gas nervino) che non danneggerà erbe e raccolti, ma solo esseri umani. Ci saranno anche dei calunniatori del Figlio. Parleranno male di lui, per confondere i suoi fedeli. Inventeranno una sua discendenza di sangue reale... Che non è certo la principessa Josephine d'Hauteville, discendente dei Plantageneti, ultima perla della stirpe provenzale graalica, come pretende il saccente Darrow, presentando alla sua farneticante conferenza stampa un'aristocratica ventenne, rampolla della blasfema linea genetica Gesù-Maria Maddalena, la presunta sposa.

Ma quale sposa. Qui c’è uno svarione storico e filologico madornale.
Thornborn su questo punto è più che abile. Persuasivi colpi di piccone, in piena narrazione, alla teoria delle nozze di Gesù. Padre Fustenberg, domenicano con l'esegesi biblica sulla punta delle dita, fa osservare a Kate, la papirologa che nella ridda dei colpi di scena salva il testamento mariano, che se Maria (Myriam, un nome comunissimo ai tempi evangelici) è chiamata Maddalena, cioè di Mydgala, un borgo del mare di Galilea, e non la Maria di qualcuno (padre, fratello o consorte) come nell’uso di quei cronachisti impregnati di maschilismo, era perché di mariti non ne aveva neanche l'ombra. La tenaglia del male si stringe sulla Chiesa. Calunnie di pedofilia ai ministri del culto. Le sante carte fatte strame da sedicenti apologeti del giusto. I penetrali del Vaticano nidi di spie e di cimici. Ma grazie a quel volto di donna pietosa, portae inferi non praevalebunt, il fumo di Satana non ce la farà, per adesso.