La Juve di Elkann: «Nedved, Giovinco e magari Aquilani»

«Il prossimo anno la Juventus punterà allo scudetto. Gli acquisti, con le risorse disponibili, saranno fatti al meglio». Parola di John Elkann, nominato ieri presidente dell’Ifil al posto di Gian Luigi Gabetti. Una nomina che ha un sapore tutto particolare, vista la giovane età (33 anni) del nipote prediletto di Gianni Agnelli e l’importanza dell’incarico che andrà a ricoprire: l’Ifil è infatti la società d’investimenti del Gruppo Agnelli, ossia quella che gestisce il patrimonio dell’intero gruppo. In pratica, la cassaforte di famiglia: è lei, in sostanza, che decide come investire un portafoglio del valore complessivo di oltre 8 miliardi di euro. Con il 60 per cento del pacchetto, l’Ifil è anche l’azionista di maggioranza della Juventus FC e Carlo Sant’Albano, amministratore delegato della «cassaforte», è anche consigliere della Juve. «Lotteremo per il primo posto - si è detto certo John Elkann -. Il nostro obiettivo sarà quello di giocare sempre in Europa». Senza fare spese folli, però. La Juve, dopo l’aumento di capitale di 101 milioni di euro di un anno fa, dovrà mantenersi con i soldi che sarà capace di ricavare. Un po’ come già era ai tempi della Triade: «Faremo il mercato con le risorse disponibili - ha confermato Elkann - impostando le operazioni in modo da mantenere i risultati nel tempo». In quest’ottica rientra la volontà del club di riportare alla base il 21enne Sebastian Giovinco, ora in prestito all’Empoli ma richiesto dal Palermo nell’affare Amauri: «Faremo di tutto perché resti da noi. Lui è un grande giocatore - ha aggiunto sorridendo Elkann - perché è alto 1 metro e 64». Battute a parte, il futuro del giovane fantasista rischia di diventare un caso vero e proprio se il Palermo non cambierà le proprie richieste anche perché nel frattempo il procuratore di Amauri, Mariano Grimaldi, ha già fatto capire che per lui la Juve è una società come tutte le altre: «Siamo onorati di parlare anche con il Milan e con il Real, oltre che con i bianconeri. Le percentuali sono del 33 per cento ciascuno». Anche se online i tifosi si sono espressi chiaramente ritenendo Amauri un giocatore non fondamentale, l’asta è appena iniziata, sebbene Sant’Albano abbia detto di sentirsi «Ottimista circa il buon esito della trattativa». Intanto, l'ottimismo dei giorni scorsi ha fruttato il prolungamento di un anno del contratto di Nedved: l’ex Pallone d'Oro andrà avanti fino a giugno 2009 (ingaggio di circa 2,5 milioni) e farà da chioccia proprio a Giovinco. Ovviamente non basterà per rendere la Juve competitiva su più fronti: già preso Mellberg, difensore svedese a parametro zero dall'Aston Villa, si cercano ancora un esterno sinistro (oltre a De Ceglie, seguiti il catanese Vargas e l'udinese Dossena) e, soprattutto, un centrocampista centrale dai piedi buoni: Xabi Alonso resta un’opzione valida, ma lo spagnolo del Liverpool ha il difetto di costare troppo (20 milioni). Appare allora più percorribile la strada che porta ad Aquilani: a Roma, oltre a un conguaglio, andrebbe Iaquinta, insoddisfatto per come è trascorso il suo primo anno a Torino.
La Juve prova insomma a ringiovanirsi e a mettersi il vestito bello per le serata di gala che cominceranno a metà agosto con i preliminari di Champions. E se deve immaginarsi ancora più forte economicamente, lo fa grazie allo stadio di proprietà che sarà pronto per la stagione 2011-2012: «Possiamo diventare come i grandi club inglesi - è la promessa di Sant'Albano -. La nascita del nuovo impianto darà stabilità». Una stabilità che farà rima con nuovi e sostanziosi introiti, al punto che dall'estero qualcuno avrebbe pensato alla possibilità di entrare in società con una quota rilevante: «L'Ifil non ha intenzione di scendere al di sotto del 60 per cento», ha concluso Sant'Albano.