La Juve tiene il passo di Inter e Roma

da Torino

«Per un attimo ci abbiamo sperato», dice a fine partita il presidente della Juventus Cobolli Gigli. E pochi metri più in là esprime lo stesso concetto John Elkann: «Peccato per il risultato di Milano». Insomma: la Juve alla rimonta scudetto sull’Inter ci crede davvero. Solo che i nerazzurri non rallentano mai, allora tanto vale accogliere con soddisfazione lo stop del Milan e il mezzo passo falso dell’Udinese in ottica qualificazione alla Champions League. La Juve aveva nel frattempo fatto quel che doveva, ovvero battere il Siena (2-0, reti di Salihamidzic e Trezeguet) e guadagnarsi le vacanze fino al 3 gennaio. Non è stata comunque partita facile, né si possono tacere un paio di episodi che hanno fatto girare il match in favore dei padroni di casa, comunque meritevoli del successo. Il Siena infatti aveva anche segnato un gol quando ancora si era sullo zero a zero: Damato aveva però fischiato prima che Maccarone battesse Buffon per un fallo in mischia di Portanova. Tempo cinque minuti e la Juve passava: liscio dello stesso Portanova, palla a Nedved e tiro cross sul quale Trezeguet, in posizione di probabile fuorigioco, si avventava senza tuttavia toccare il pallone. Quest’ultimo arrivava poi, dopo un rimpallo, sui piedi di Salihamidzic che lo scaraventava in rete: «Dal campo non ho potuto vedere bene quel che è successo - ha ammesso il tecnico toscano Beretta - anche se dalle immagini televisive pare chiara la posizione irregolare del francese. Più che altro, però, mi pare che il nostro gol sia stato annullato ingiustamente».
Da quel momento in avanti la partita è stata in discesa per la Juventus, che aveva comunque già colpito una traversa con lo scatenato Salihamidzic, ben imbeccato da un angolo di Del Piero e sempre più uomo ovunque, a centrocampo come in difesa. Fino a quel momento si era vista una Juventus discreta, proposta da Ranieri con un centrocampo a tre solido e davanti al quale veniva chiesto a Tiago di accendere la luce per la coppia Del Piero-Trezeguet: il portoghese trotterellava come suo solito, ma dimostrava quanto meno di volerci provare più di altre volte. Il Siena non rinunciava a giocare, anzi, ma veniva penalizzato da un Locatelli impalpabile e da due attaccanti che non vedevano mai la porta. Con queste premesse, una volta passata in vantaggio, la Juve non avrebbe dovuto più soffrire e in effetti così è stato. Quando Trezeguet si dava la sveglia da solo protestando contro l’arbitro e beccandosi un’ammonizione, sembrava quasi il segnale: Tiago lo coglieva con un assist al bacio, il francese ringraziava e timbrava il cartellino per la tredicesima volta in diciassette presenze. C’era ancora spazio per un palo del solito Portanova, ma i tre punti erano stati messi in cantiere così come la terza vittoria consecutiva. Un filotto del genere la Juve di quest’anno non l’aveva ancora messo insieme e anche questo è un bel segnale per il popolo bianconero, che si coccola una squadra capace di avere la seconda miglior difesa e il secondo miglior attacco del campionato: «Siamo tutti soddisfatti - ha confermato alla fine l’amministratore delegato Blanc -. Di questa prima parte di campionato mi porto dentro soprattutto i pareggi con Roma e Inter: quei risultati hanno fatto capire a tutti che la Juve di quest’anno intende giocarsela alla pari con chiunque. Tra un anno esatto mi auguro di essere qui e di poter commentare un bel sorteggio degli ottavi di finale di Champions League».