Juventus, la festa esplode davanti a Galliani

Del Piero a Capello: «Siamo andati un po’ oltre...». Cannavaro: «So chi ha fatto quel video»

Alessandro Parini

da Torino

Il Cagliari come il Milan e il Real Madrid: stadio esaurito per la festa finale della Juventus campione d’Italia. È la faccia bella della Juventus, quella che ieri si è calata nella parte della squadra simpatica a tutti, con tanto di sfilata per le vie cittadine dopo la partita contro il Cagliari, finita 4-2 (Del Piero, doppietta di Trezeguet, Appiah, due volte Zola). È stata una giornata di festa ed entusiasmo, resa ancora più libidinosa dalla presenza di Adriano Galliani nelle vesti di presidente di Lega: quattro giorni dopo la triste finale di Champions, gli è toccato pure premiare la Juve con la Coppa di Campione d’Italia in mezzo a insulti di vario tipo e a inviti sarcastici («portaci, portaci la Coppa»; «Galliani: per vincere ci vuole almeno un Capello»). Non era mai accaduto prima, che la consegna avvenisse direttamente sul campo.
La lunga giornata bianconera è cominciata alle 13,39: Thuram che manda baci alla folla, Mutu emozionato per il suo ritorno in campo dopo la fine della squalifica per doping. Quando Del Piero ha iniziato le sue danze sul pallone, coronate poi dal gol segnato sul finire del primo tempo (14° del campionato, 122° in serie A), la festa è stata completa: «Sei la cosa più bella che c’è», cantava la «Scirea». E lui applaudiva di rimando, gioiva e saltava. Poi, passerella. Trezeguet timbrava il cartellino due volte, Mutu sostituiva Ibrahimovic, Appiah segnava un gol da cineteca e Zola partecipava alla festa. I tifosi invitavano uno a uno i giocatori a lanciare un saluto verso la curva. Quando arrivava il turno di Del Piero, la strana sensazione era che potesse essere davvero l’ultimo. Anche se Capello nel dopopartita ha dichiarato: «Certe cose non si devono dire, non è nel nostro stile. Quando ci siamo incontrati a sei occhi (chiara allusione a Moggi, ndr) Alex ha detto di non aver voluto dire quelle cose e con questo chiudo la querelle». E Del Piero sotterra l’ascia di guerra, lanciando messaggi di pace a Capello: «Fra noi due c’è un rapporto molto schietto e chiaro. Forse siamo andati un po’ oltre. Gli ho fatto i complimenti per questo scudetto. Il merito è di tutti, compreso il suo. Per questo abbiamo continuato a lottare insieme».
E in serata Fabio Cannavaro è ritornato sul video choc che l’ha coinvolto: «Col Parma avevamo deciso di fare un dvd con le immagini inedite, dalla partenza per Mosca al ritorno a casa e ora so chi ha fatto quel video. Fortunatamente non avevo nulla da nascondere, ho capito subito che era una bufala incredibile, dalle voci che venivano fuori, si fa la flebo da solo, ha il braccio pieno di buchi. Non mi è piaciuta la preparazione della trasmissione né come è stato presentato il fatto: in quel filmato non c’era niente, il farmaco a tutt’oggi non risulta nella lista doping. Ho sempre cercato di portare avanti i valori dello sport e del calcio».

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