A Kabul torna il calcio femminile: nazionale afghana contro soldatesse Nato 1 a 0

La partita, organizzata dallo sponsor Hummel, si è svolta il 29 ottobre, ma la notizia è rimasta segreta finora per motivi di sicurezza. E dimostra che molte cose stanno cambiando per il paese e i diritti delle donne.

La partita a Kabul è finita uno a zero per le calciatrici afghane. Sconfitte le soldatesse della Nato.
Quello che si è disputato il 29 ottobre è stato un incontro davvero sensazionale. Inimmaginabile ai tempi del regime talebano in Afghanistan.
La notizia è stata diffusa solo a cose fatte, perchè la segretezza è stata imposta dalle autorità e dagli organizzatori per motivi di sicurezza ben comprensibili.
Ai talebani, si sa, lo sport piace poco e quando lo praticano le donne ancor meno. Il binomio suona pericoloso solo a sentirlo. Il calcio, in particolare, i fondamentalisti musulmani lo avevano messo al bando.
Quando erano al potere a Kabul si rischiava la pena di morte a praticarlo e nello stadio della capitale la folla assisteva solo ad esecuzioni della pena capitale, anche attraverso l'odiosa lapidazione di cui si parla tanto in Occidente in queste settimane per il caso Sakineh.
Oggi le cose stanno faticosamente cambiando e il gioco del calcio è una disciplina sportiva in espansione.
Per un gruppo di giovani donne afgane è diventato il segno della speranza in un futuro migliore. In qualche modo, è anche la cartina al tornasole di un miglioramento dei diritti delle donne in questo paese.
Per questo ha un valore simbolico, più che sportivo, anche la partita di calcio organizzata dal marchio danese di abbigliamento sportivo Hummel, diventato questa estate sponsor della nazionale di calcio afghana.
L'idea di un incontro amichevole contro la squadra Nato vuole anche sottolineare il ruolo importante che le forze dell'Alleanza atlantica hanno svolto nel facilitare il cambiamento sociale e culturale che consente oggi alle donne di giocare a calcio in Afghanistan.
La squadra femminile dei soldati della Nato e quella delle ragazze afghane si sono servite del linguaggio universale del calcio per rappresentare concretamente quanto accade di positivo nello sviluppo del paese.
Era da tempo che si preparava in segreto questo evento. Hanno collaborato per organizzarlo la Federazione calcistica afgana (AFF), la Nato e soprattutto la Hummel che, nel giugno 2010, ha stipulato un contratto di sponsor con le nazionali di calcio maschile e femminile dell'Afghanistan.
Con i mesi questo rapporto si è trasformato in una più ampia collaborazione ed il team del marchio internazionale che produce snikers e abbigliamento sportivo ha raggiunto anche lo scopo di promuovere la propria immagine di azienda che sostiene lo sport in quegli ambiti in cui esso svolge il ruolo di grande animatore sociale.