Kakà fermo fino al 2010: e se il Milan avesse fatto l'affare del secolo?

Il brasiliano, afflitto dalla pubalgia, costretto a fermarsi per fermarsi così come era già avvenuto nella passata stagione a Milanello. il Milan, guidato da Ronaldinho, il suo controaltare, pronto a conquistare la qualificazione a Zurigo questa sera

A Milano strabuzzano gli occhi per le magie di Ronaldinho, a Madrid si interrogano sullo stato di salute di Kakà. É tutta colpa o merito, a seconda dei punti di vista, delle notizie provenienti dai due fronti. I medici del club blanco hanno fermato il brasiliano, pagato 68 milioni di euro nel giugno scorso, e hanno deciso di fargli saltare il resto degli impegni che lo spearano dalla sosta natalizia. L'attacco di pubalgia, che gli ha fatto saltare già la sfida con l'Almeria e quella di domani sera a Marsiglia, è particolarmente violento. C'è bisogno di una terapia molto mirata e di tempo per far riposare Riccardino che aveva dovuto stringere i denti in attesa del ritorno di Cristiano Ronaldo.
Non è la prima volta che si vede costretto a fermarsi per la pubalgia. L'anno scorso capityò all'immediata vigilia della sfida con la Juve, saltata (e la squadra raccolse quattro schiaffi sul muso da Ranieri) e durò per qualche settimana. Fu in quella circostanza che nacquero i dubbi e i sospetti sul conto del fisico di Kakà: furono "soffiati" anche al presidente Silvio Berlusconi, regista dell'operazione di cessione, motivata da criteri economici, il bilancio da salvare, il debito da saldare.
Nel frattempo, Ronaldinho, da campione al tramonto, è stato rilanciato e ha trovato in questo secondo semestre del 2009 il credito che aveva smarrito. Vi ricordate l'ironia sul giuramento del tavolino a Milanello? Il premier arrivò in ritiro, prese da parte il Gaucho, gli spiegò quali erano le sue responsabilità, convocò il gruppo dei rossoneri e davanti a tutti, chiese all'interessato di svolgere un vero e proprio giuramento. «Giuro di guidarvi alla riscossa» ripetè l'interessato raccogliendo l'imbarazzato commento di qualche addetto ai lavori e di molti critici. Leonardo e il Milan ebbero la pazienza di aspettare Dinho, di modificargli ruolo fino a ritagliargli il tridente che sembra fatto su misura per esaltare le sue qualità. E da allora Ronaldinho non ha più tradito le apsettative fino a ricevere, sabato sera, nello spogliatoio di San Siro, i complimenti di Berlusconi in diretta, dopo aver illuminato il gioco e realizzato un paio di assist per Borriello prima e Seedorf poi.
A Zurigo, il Milan ha cominciato a pendere dalle imprese balistiche di Ronaldinho proprio mentre il Real dovrà fare a meno di Kakà e riuscire a domare il Marsiglia, con le proprie forze, se vorrà fare coppia con i rossoneri negli ottavi. Andare a braccetto in Champions è una specie di destino scritto per i due club: uno, lo spagnolo, può aiutare l'altro, il rossonero e non viceversa. Perchè se il Milan vincesse, sarebbe primo nel girone e non dovrebbe aspettare notizie da Marsiglia. E pensare che solo qualche mese fa, a giugno cioè, i tifosi del Milan erano in rivolta: niente più abbonament, e contestazione feroce nei confronti dell'azionista che aveva lasciato partire il gioiello di famiglia.