KAPUSCINSKI La lezione di un esploratore del mondo

In ottobre il Nobel polacco morto martedì scorso incontrò alcuni liceali di Trento. Ne nacque un libro del quale anticipiamo alcuni brani

Trovare la parola giusta. La cultura contemporanea distrugge la lingua, la sua ricchezza, bellezza e diversità; una lingua sempre più povera e piatta che ci fa parlare in un modo privo di concetti e di parole . Se voi aveste avuto la possibilità di conoscere tutto il mondo, avreste capito quanti problemi, quante tragedie e quanti drammi sono causati dalla mancanza della comprensione fra le società che usano lingue diverse e non si capiscono. In diverse culture si conoscono le guerre delle lingue che confermano questa affermazione. Un obiettivo delle persone istruite, come penso tutti voi volete diventare, dovrebbe essere la lotta per la ricchezza e la purezza della lingua.
I VIAGGI
Ci sono diversi tipi di viaggi. Se andate a trovare vostra nonna all’altra parte d’Italia questo è un viaggio. Un viaggio sentimentale. Se uno viaggia in un altro paese per trovare un lavoro, anche questo è un viaggio. Se qualcuno vuole passare le vacanze per esempio alle isole Tenerife, anche questo è un viaggio. Nel mio caso, nel caso dei miei colleghi, noi non viaggiamo per trovare la nonna, non per cercare un lavoro o per essere un turista. Noi viaggiamo semplicemente per conoscere il mondo.
RICCHI E POVERI
La popolazione mondiale si divide in due categorie, poveri e ricchi. I benestanti sono il 20 per cento della popolazione, tutto il resto, l'80 per cento, sono persone prive di mezzi. Voi appartenete al 20 per cento delle persone che non hanno problemi economici. Siete stati favoriti, siete stati scelti da Dio che vi ha guardato di buon l'occhio.
LE DONNE
Le cose di cui mi occupo, i conflitti, le guerre sono le situazioni in cui le donne non partecipano quasi mai. Delle donne si parla nei romanzi, nei racconti… Pero una delle migliori cose che ho scritto parla di una donna che avevo incontrato sul fronte. Nel libro Jeszcze dzien zycia (Ancora un giorno della vita), descrivo una ragazza che avevo conosciuto in Angola. Quando sono tornato dal fronte in città con un gruppo dei giornalisti della tv portoghese, subito dopo è arrivato un soldato e ci ha annunciato che era stata appena uccisa. È stato un tragico episodio per tutto il nostro gruppo perché è stata lei che ha coperto la nostra ritirata dal fronte. Siamo stati toccati tutti profondamente. E lei è la protagonista del mio libro.
GLI EUROPEI
Per noi europei è molto difficile rinunciare alla posizione privilegiata che abbiamo avuto negli ultimi cinquecento anni. Cerchiamo in tutti i modi di non ammettere di averla persa, ma tutte le mosse sono a breve termine, perché lo sviluppo mondiale, l’evoluzione del mondo non si possono fermare, non si possono invertire. Dobbiamo cercare la comprensione, il dialogo, a prescindere dal fatto se li vogliamo o no. Non è una questione di volere, ma una questione di dovere. In questa situazione si trovano oggigiorno tutti i continenti, perché viviamo nell’epoca di mescolanza delle diverse culture e civilizzazioni mondiali. Questo problema riguarda soprattutto le culture di confine che vivono una accanto all'altra. Oggi ci sono sempre più culture che chiamiamo culturas hibridas, culture ibride. E questo è il mondo in cui dovremo vivere, non ci sarà un mondo diverso.
NAZIONALISTI
Tutti siamo in fondo dei nazionalisti, perché alla base del nazionalismo vi è la considerazione che la nostra cultura sia superiore all'altre. Ma già nel 1912, quindi 90 anni fa, Malinowski ha scritto un articolo intitolato L'unione delle culture, in cui ha presentato una tesi secondo la quale non esistono culture superiori o inferiori alle altre, come riteneva il colonialismo o afferma un qualsiasi nazionalismo, le culture sono pari, sono diverse però equivalenti . Per questo motivo penso che il ruolo della professione che svolgo stia nel far notare alle persone che esistono gli Altri e le altre culture. Le persone di conseguenza possono cambiare e diventare più tolleranti.
LA RIVOLUZIONE
La rivoluzione è una delle forme che la società assume durante un processo di sviluppo, per questo motivo le rivoluzioni accadono ancora nei paesi del Terzo mondo ma nella parte del mondo sviluppato sono sempre meno frequenti . Il mondo contemporaneo ha sviluppato un altro tipo di rivoluzione, la rivoluzione calma, una rivoluzione di compromesso. Spesso assumendo nomi come la rivoluzione arancio o la rivoluzione verde, per sottolineare il carattere non feroce. Queste rivoluzioni colorate, non causano così tante vittime. La classe governativa cede il potere sotto la condizione di non essere fisicamente toccata, con la promessa da parte di chi lo conquista di non usare la violenza contro di loro, di non uccidere, non sparare. Questo processo si potrebbe chiamare l’umanizzazione della storia.
MEDIA
La maggior parte delle cose che sapete del mondo ve le forniscono i media, soprattutto la televisione, ma dovete ricordarvi che i media danno un’immagine assolutamente falsa del mondo. Il nostro mondo, a prescindere da alcuni focolai come l’Irak, l’Iran, il Libano, l’Afghanistan, è il mondo della pace. In tutti questi conflitti armati partecipa meno dell'uno per cento dell'umanità. Meno dell’uno per cento! Quando invece guardiamo la televisione, vediamo solamente i carri armati, le sparatorie, i morti, i kamikaze... ma tutto questo non è la sola verità.
BELLEZZA
Purtroppo la cultura di massa non elabora il buon gusto, perché in maggior parte è la cultura di kitsch, della bellezza falsa e facile, luccicante che ci circonda. La bellezza, in realtà è molto difficile da creare e da saper ricevere, perché l’arte è molto aristocratica. La cultura può essere di massa, l’arte può essere solamente aristocratica. L’arte esige uno sforzo da chi la riceve. Per questo motivo la gente fa fatica a guardare l'arte o la musica contemporanea. L’uomo di sua natura è un essere pigro, se non deve, non lavora.
GIORNALISTE
Nelle situazioni estreme non c’è la differenza fra un uomo e una donna. Ovviamente la vita di una donna, una corrispondente è molto più difficile che per un uomo. Non ci sono le condizioni per dormire, per mangiare, per lavarsi. È molto pesante, pero ci sono le donne che sopportano tutto questo in modo eccellente. A loro tutto questo piace, deve piacere per poter svolgere questo mestiere (...). Ai miei tempi, dove stavo io le giornaliste non c’erano. Oggigiorno si possono incontrare sempre più spesso.
LIBRI IN VIAGGIO
Durante un viaggio, in certi posti ci si sta solo una volta. Magari una sola volta in tutta la vita. Quindi il tempo che rimane si dedica soprattutto alla raccolta dei materiali e delle informazioni. È una perdita di tempo scrivere in un momento come questo. In più, un libro ha sempre una composizione, una struttura e queste non si riescono ottenere così, al volo, ci si deve pensare e costruirle. Non c’è il tempo per farlo durante un viaggio. Si scrive dopo.
(traduzione di Magdalena Szymków)