Karl Leisner

Nacque nel 1915 a Rees sul Reno, figlio del cancelliere del tribunale. I suoi erano cattolici e il giovane Karl si iscrisse alla Jugendkreuzbund, associazione cattolica di liceali che rinunciavano a bere e a fumare. Fu nel frequentare gli esercizi spirituali ignaziani che decise di farsi sacerdote. Nel 1933 salì al potere Hitler e cominciarono le aggressioni ai gruppi giovanili cristiani. Il Leisner scelse proprio quell'anno per iscriversi ad uno di essi. L'anno dopo, universitario a Münster, fu scelto dall'arcivescovo, il b. August von Galen, come dirigente della Jungschar, lega giovanile del Reno. Nel 1936 andò in visita al Papa e la Gestapo cominciò a tenerlo d'occhio. Trasferitosi a Friburgo, fu costretto al servizio obbligatorio nelle miniere, dove si buscò la tubercolosi. Nel 1937 furono sciolte le associazioni cattoliche e l'anno seguente il Leisner fu arrestato. Era appena divenuto diacono e fu portato nel carcere di Mannheim, poi nel lager di Sachsenhausen, sezione preti. Nel 1940 tutti i sacerdoti vennero portati a Dachau, e il Leisner ne dovette seguire le sorti. Nel 1944 in quel lager finì il vescovo di Clermont-Ferrand, Gabriel Piquet, e il Leisner, sempre più malato, ne approfittò per farsi ordinare segretamente. Fu liberato dagli Alleati nel 1945 e portato nel sanatorio di Planegg, presso Monaco. Riuscì a dire la sua prima ed unica messa, poi, data la gravità del suo caso, ricevette gli ultimi sacramenti. La diagnosi era: tubercolosi polmonare all'ultimo stadio. Fece in tempo a riabbracciare genitori e sorelle prima di morire, a trent'anni, qualche mese dopo.
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