L’addio a Lorenzo Selva, cordoglio da tutto il mondo

Si è spento lune­dì scorso all’età di 52 anni. Lascia la moglie Patrizia e i cinque figli: Annamaria, Giu­lia, Ezio, Giovanni e Alfredo. Una folla commossa gli ha dato l’ulti­mo abbraccio a Tirano. Lorenzo Selva era presidente e ad dell’azienda di famiglia, Selva Spa, vicepresidente Ucina e vice­presidente dell’European Boa­ting Industry

Ha lottato con tutte le sue forze ma ha dovuto soc­combere al male spietato. Loren­zo Selva non è più. Si è spento lune­dì scorso all’età di 52 anni. Lascia la moglie Patrizia e i cinque figli: Annamaria, la primogenita, Giu­lia, Ezio, Giovanni e Alfredo. Una folla commossa gli ha dato l’ulti­mo abbraccio a Tirano, nella chie­sta di San Martino gremita all’in­verosimile così come il sagrato. Lorenzo Selva era presidente e ad dell’azienda di famiglia, Selva Spa, vicepresidente Ucina e vice­presidente dell’European Boa­ting Industry. Fino all’apri­le scorso è stato presidente - il primo italiano - di Ico­mia, l’associazione mon­diale del settore nautico. Grandi capacità imprendi­toriali, passione, saggezza e garbata irriverenza le qua­lità che il mondo intero gli ha sempre riconosciuto. L’ultima sua apparizione in pubblico il 17 maggio scorso a Rimini per le assi­se generali, con un inter­vento che rimarrà negli an­nali di Ucina. Nella chiesa di Tirano, il com­mosso ricordo del presidente An­ton Francesco Albertoni: «Le chia­mava barchette e non certo per di­re di poco conto, ma invece desti­nate a tutti. Questo era il sogno di Lorenzo. Sognava che la nautica diventasse un fenomeno comune e diffuso anche in Italia, un sogno che l’ha accompagnato e indiriz­zato per tutta la vita, terminata a soli 52 anni.Che l’ha guidato nella pur difficile strada imprenditoria­le percorsa, per rimanere l’unico produttore europeo di motori fuo­ribordo a combattere contro i co­lossi americani e giapponesi. Che l’ha portato a diventare vice presi­dente di Ucina e dell’associazio­ne europea di categoria e poi pri­mo italiano a presiedere l’associa­zione mondiale nei 44 anni della sua storia. Ma anche quello che lo ha guidato nella vita personale, perché solo gli uomini che hanno un sogno conservano la capacità di essere da guida per gli altri. Co­raggio, determinazione, schiettez­za, sono le doti che tutti gli hanno sempre riconosciuto, le stesse con cui ha combattuto le battaglie per una nautica popolare, ma an­che la malattia, senza rinunciare a nessuno degli impegni assunti. Un esempio per tutti, che lascia un grande vuoto». È calato il sipario sulla lezione di vita che Lorenzo Selva ha sapu­to impartire nelle sua breve esi­stenza. Con l’immagine indimen­tic­abile di una straordinaria fami­glia, numerosa e unita nel grande dolore. In particolare quella della signora Patrizia che sul sagrato ha accarezzato il feretro con una ma­no sorridendo al suo Lorenzo.