«L’alternativa bio: stesso gusto ma più salute»

Croissant di kamut, succo di mela e mirtillo, cappuccino al latte di soya e minicake al farro. La colazione bio è servita. E come se non bastasse, oltre ad essere sana, è pure buona. Perché è ora di sfatare il mito che i prodotti biologici siano senza sapore e adatti solo a chi è risultato intollerante ad alimenti e sostanze presenti nei cibi tradizionali.
«Il bio non è una dieta, ma una filosofia dell'alimentazione - spiega Dino Poggio, Amministratore delegato e direttore generale di Ki Group, l'azienda pioniere del biologico che è oggi uno dei principali operatori nel settore della distribuzione dei prodotti biologici e naturali nei canali specializzati-. I prodotti biologici, infatti, registrano caratteristiche nutrizionali molto interessanti ed il prezzo talvolta più elevato rispetto ai cibi delle filiere tradizionali è giustificato dai maggiori costi di produzione e da economie di scala inferiori». Le produzioni di alimenti biologici, infatti, per legge devono essere certificate da organismi terzi. «I prodotti biologici, inoltre, utilizzano spesso ingradienti alternativi: si pensi ai cereali come il farro, il Kamut, il grano saraceno, la quinoa - continua Poggio -. O anche al diffuso utilizzo nei prodotti di dolcificanti alternativi: il normale zucchero può essere sostituito da succo d'agave, succo concentrato di mela, malti, sciroppi, fruttosio. Tutti zuccheri a catena lunga che vengono assorbiti più lentamente dall'organismo». La fetta di pane tostato con la marmellata, dolce come sempre, diventa, grazie alla coltivazione biologica, un alimento che non solo soddisfa il palato, ma non appesantisce. Il latte di soya è un valido sostituto del latte vaccino ed è anche più digeribile, e lo yofu, alternativa allo yogurt a base di soia biologica con fermenti vivi è privo di lattosio e senza glutine. Ma l'elenco potrebbe essere lunghissimo. Perchè non dobbiamo farci ingannare dalla sezione bio dei supermercati che presenta solo una piccola selezione di alimenti rispetto a quello dei negozi alimentari biologici specializzati. «Ki Group, che è parte del gruppo Bioera,- spiega Poggio - distribuisce 2mila e 500 prodotti in oltre 4mila punti vendita sparsi su tutto il territorio italiano. Si va dai negozi specializzati di alimentari biologici, alle erboristerie e persino alle farmacie. Si tratta di un metodo di agricoltura che rispetta l'intero ecosistema, sfrutta la naturale fertilità del suolo con interventi limitati, non utilizza prodotti chimici di sintesi e organismi geneticamente modificati». Un modo nuovo e alternativo, insomma, per concepire l'alimentazione rispettando la natura e rispettando il nostro corpo. A partire dalle prime luci dell'alba.