L’altro mezzo gigante fa scivolare pure la Moelgg: 17ª

Vittoria alla 20enne tedesca Rebensburg. Le nostre: "Dobbiamo imparare ad adattarci, siamo fenomeni solo su neve dura"

Whistler Mountain - Un'altra batosta, se possibile la peggiore subita finora sulle piste maledette di Creekside.

Gigante femminile atto due, 24 ore dopo. La pista è sempre poltiglia, viene salata perché tenga, la nebbia incombe, l'umidità è da incubo e non permette di vedere bene il terreno. Nessuna italiana chiude fra le prime quindici, e ne avevamo tre da medaglia, tre che sul podio erano già salite almeno una volta in stagione. Ma il passato è passato, si guarda al presente, alla faccia tremendamente delusa delle nostre. Karbon, Gius e Moelgg avranno oggi un'altra chance in slalom (quella che ci crede di più è la Gius, oltre a Chiara Costazza, che completerà il quartetto), mentre Federica Brignone ha chiuso qui la sua prima Olimpiade e all'improvviso anche tutto il contorno che fino a 24 ore fa la esaltava, è diventato quasi fastidioso.

Manuela Moelgg, 8ª dopo la prima manche con un ritardo di 67/100 ancora recuperabile, è partita subito male, ha sbagliato in alto e poi ancora in basso, errore fotocopia di quello di mercoledì. Con un terribile 26° parziale è finita 17ª, migliore italiana, due centesimi davanti a Federica. Chi davvero non poteva fare di più è stata la Karbon, risalita dalla 30ª alla 23ª piazza, poco dietro Nicole Gius, 20ª. «Ma la mia gara - dice Denise - era già finita mercoledì, il miglior tempo di manche è una piccola soddisfazione e mi meraviglia anche, perché non ho fatto granché». Partiva per prima Denise e la pista si è presto rovinata, creando molte sorprese nel finale. Tutte le favorite della vigilia sono finite lontane, incredule, a vincere è stata la ventenne tedesca Viktoria Rebensburg, grande talento finora inespresso, con Tina Maze seconda e la Goergl, che era andata a dormire al comando, terza. Zettel, Hoelzl, Poutiainen? Battute, alla ricerca di un perché. Che le nostre hanno già trovato: «Dobbiamo imparare ad adattarci a tutte le nevi, sul duro siamo fenomeni, sul molle soffriamo». Che novità!