È l’area preferita per chi ama la vacanza attiva

I giovani scelgono sempre di più la montagna per le loro vacanze estive. È quanto emerge dall’Osservatorio Europcar realizzato in collaborazione con Doxa, inaugurato a giugno, con lo scopo di indagare su come cambiano i gusti degli italiani in tema di vacanze nel corso degli anni.
Anche se sostanzialmente non è cambiata la percentuale di italiani che vanno in vacanza tra giugno e settembre (solo il 54%) è invece mutato l’orientamento delle scelte. Anche se il mare la fa da padrone con il 70% delle preferenze, la montagna corre, con ben 2,5 milioni di italiani che la preferiscono a sabbia e scogli. Ma il dato interessante è che il 24% di questi italiani ha un’età compresa tra i 15 e i 34 anni. Segno che quella in montagna viene sempre più percepita come una vacanza all’insegna dell’attività fisica, anche se c’è sempre il tempo per un buon libro.
«Quella dei giovani è una percentuale altissima rispetto a qualche anno fa quando la vacanza in montagna era concepita solo per persone di una certa età e fascia sociale - spiega Marco Brotto Rizzo, direttore marketing di Europcar Italia - un cambiamento che è avvertito anche dal 62% degli italiani, che ritengono che sia per persone attive (43%) e per giovani (20%). Il fatto è che la montagna oggi è cambiata perché offre attività ben diverse dalle semplici passeggiate di un tempo, attività come il rafting e percorsi in mountain bike. Non dimentichiamo, poi, che in vacanza acquista sempre più importanza l’enogastronomia che, anzi, condiziona la scelta della meta. E la montagna offre sicuramente dei percorsi enogastronomici di qualità superiore al mare e alle città d’arte». Sono circa sette su dieci gli italiani che considerano «molto» o «abbastanza importante» il fattore cibo nella scelta della meta turistica. Tra le preferite, per chi vuole la vacanza attiva in montagna, il Trentino Alto Adige, con il 40,5% delle preferenze e il pienone sia in inverno che in estate, con flussi vacanzieri triplicati rispetto alla media nazionale, pari a circa 25 milioni di presenze all'anno. A grande distanza seguono Abruzzo (10,8%), Veneto (10,5%), Piemonte (6,3%) e Lombardia (6,2%). I dati rilevati dall’Osservatorio sono molto vicini alla realtà e coincidenti con quelli rilevati dall’Istat sulle stesse tematiche, con uno scarto di circa il 2%, come sottolinea Nicola Fabbri, economista e docente di economia del Turismo all'Università Bocconi di Milano.