L’audiolibro non uccide i libri ma soltanto il Solito Cretino

Tutte le volte che si parla di libri e nuove tecnologie c’è sempre Il Solito Cretino che tira fuori la solita frase fatta: i nuovi media uccideranno il libro. Si sono già spesi fiumi di inchiostro e si sono sprecate analisi sul fenomeno Wikipedia (l’enciclopedia online scritta, corretta e aggiornata direttamente dagli utenti). L’interessante dibattito spazia tra i due estremi: da un lato l’entusiastica esaltazione del sapere finalmente liberato da costrizioni e censure, ovvero di chi vede in Wikipedia l’ultima frontiera della democrazia moderna. Dall’altro chi critica Wikipedia come l’apoteosi del caos e il trionfo dell’approssimazione, dove tutto è casuale e spesso inutile, dove si trovano più informazioni sulla Terra di Mezzo degli Hobbit di Tolkien che sull’Africa centrale.
Poiché ragionevolmente il filone Wikipedia è in via di prosciugamento, il dibattito si sta spostando su un altro tema caldo: gli Audiolibri. Il Solito Cretino ha già detto la sua: l’audiolibro ucciderà i libri. Per chi non lo sapesse, gli audiolibri altro non sono che romanzi o saggi letti da una voce narrante (attore o semplice lettore). Adesso è di moda parlarne perché alcuni giornali li vendono come allegati e Il Solito Cretino, come ben sapete, non si lascia mai scappare una banalità, purché sia di moda.
Eppure gli audiolibri esistono da tempo, esistono editori specializzati (in origine destinati solo ai ciechi, ora con le nuove tecnologie disponibili anche per gli altri) con cataloghi molto nutriti di cd ed mp3. Per esempio si va da Il narratore (Le città invisibili di Italo Calvino, 1h03min50sec per 14,99 euro) a Recitar leggendo (La Divina Commedia, 15 ore per 24 euro) alla Alk libri, con un catalogo dalla A di Vittorio Alfieri alla Z di Emile Zola passando per Collodi, Foscolo, Pirandello e Svevo.
Questo per dire cosa? Come la televisione non ha ucciso la radio, così le nuove tecnologie e il web in tutte le sue forme (internet, blog, diari on-line, romanzi on-line, riviste on-line, biblioteche on-line, audiolibri, eccetera) non solo non uccideranno il libro, ma se possibile, lo rivitalizzeranno.
E poi, diciamocelo, leggere è importante, ma non è tutto. E quindi siamo con il grande Guido Ceronetti, che dice di ricevere quindicimila libri l’anno e di leggerne uno. Ci dica qual è, e ce lo scarichiamo in versione mp3.
caterina.soffici@ilgiornale.it