L’auto? È dipinta con la polvere d’oro

Vernice con polveri micronizzate di oro ventiquattro carati disperse in un bagno di platino. Tappetini in cachemire Loro Piana. Cruscotto rivestito in madreperla australiana e una pioggia di cristalli Swarovski su pomello del cambio, leva del freno e pedali. Senza dimenticare la possibilità di personalizzare la versione «base» scegliendo tra quarantotto tipi differenti di pietre preziose per ulteriori decorazioni e più pellami per gli interni. È «Pepita», versione iper-lusso della Fiat 500, la più cara realizzata finora.
A farle compagnia, tra le quattro ruote «preziose», la Maserati quattroporte Sm, status symbol, all’apparenza, più discreto: ad un primo sguardo, infatti, la vernice sembra nera, ma in particolari condizioni, rivela il colore di polveri di rubino e oro rosso. All’interno, inserti in struzzo, laccatura scura per console e tavolini, dettagli in oro. Sono i motori i veri protagonisti della terza edizione di «Scrigno Tesori d’Italia», salone capitolino del lusso curato da Luigi Michielon e Carlo d’Amelio, che si concluderà questa sera allo Spazio Etoile.
Tra oltre settanta espositori rigorosamente griffati e specializzati in prodotti di fascia alta, se non addirittura altissima, la bellezza si declina in tutte le sue sfumature, con contrasti di colore, giochi di luce, trasparenze e creazioni dalle forme inusitate, che tradiscono rimandi classici opportunamente ammodernati. Un viaggio all’insegna della creatività, da capi ed accessori moda a profumi, da gioielli a orologi, da oggetti di design fino a creazioni personalizzate, eseguite su richiesta, tra le quali la realizzazione di strumenti musicali «accordati» sulle esigenze di ognuno. D’altronde, obiettivo dell’esposizione è proprio offrire una panoramica sulle eccellenze del made in Italy, spaziando tra aziende, settori e, ovviamente, richieste. Per un pubblico dai gusti unici. Ampio il settore dedicato all’oreficeria. Una coppia di serpenti pendenti ripropone il tema della pericolosità - e della seduzione - della bellezza negli orecchini firmati Diego Percossi Papi: solo una delle creazioni del gioielliere delle dive, apprezzato e «indossato» da nomi noti del mondo dello spettacolo, da Sophia Loren a Jacqueline Bisset. Sono pensati per una donna Venere, i più classici lavori firmati Pandora nelle linee di Per Enevoldsen, che gioca sul contrasto di colori, abbinando perle nere a brillanti e rubini.
È Arcobaleno il nome scelto da Ansuini per una della sue collane, un vero e proprio «arco» che veste e illumina il decolleté. Nella moda primeggiano le firme artigianali, dalle scarpe su misura di Vivian Saskia ai cappelli Memar. Oltre, ovviamente, ai sandali-gioiello, per serate principesche, griffati Caovilla. Non mancano proposte per la casa come gli arredi-scultura dell’ebanista Giuseppe Rivadossi e le creazioni in cristallo e vetro dell’incisore Italo Varisco. E ancora, viaggi, editoria, cristalli, ricami, marmi e ceramiche. Mostra nella mostra, due progetti di arte ambientale di Carlo Maria Maggia. Per non dimenticare la bellezza della natura.