L’Auxerre cambia mister dopo 44 anni

Tony Damascelli

Dopo quarantaquattro anni di panchina ha deciso di alzarsi e salutare les enfants. Guy Roux allenatore decorato dell’Auxerre si ferma, lascia il football, il campo di allenamento, conclude all’età di sessantasei anni la carriera di tecnico più «duraturo» e confermato al mondo. Un record che soltanto i nostri onorevoli deputati riescono a sfidare, un primato unico nel football. La Francia era in guerra d’Algeria quando Guy, ragazzo alsaziano di Colmar, decise di abbandonare il ruolo di modesto centrocampista per spostarsi a bordo campo. Aveva ventitré anni ma già l’abito giusto.
Altri tempi, l’Oas, la Bardot e Gabin al cinema, Edith Piaf e la sua voce d’usignolo, Jacques Anquetil a ricevere l’eredità di Louison Bobet e su tutti il generale De Gaulle a governare il Paese. Quarantaquattro anni dopo Guy Roux si ritrova con quattro coppe nazionali, l’ultima vinta sabato sera contro il Sedan, un titolo di campione di Francia, qualche buon risultato nei tornei Uefa, una città di cinquantamila abitanti resa famosa da questo abate, come lo disegnano e lo molestano i suoi rivali, dall’aspetto un po’ paesano ma assolutamente colto, grazie alle lezioni universitarie, grazie agli amori dell’ex moglie, professoressa di liceo, grazie al piacere della vita, del buon vino, lo Chablis su tutti per lui, seguito da casse preziose del bianco «minerale» e dunque piacevole compagno di tavola. Anche se i francesi gli hanno dato e ancora lo etichettano come un classico «radin», diremmo tirchio, uno che attorno alla sua casa di Appoigny, appena fuori Auxerre, possiede venticinque ettari (...)