L’impiego delle biotecnologie rappresenta il futuro dell’ortopedia

I l ginocchio è un'articolazione complessa ed importante. Possono insorgere patologie degenerative o traumatiche che attualmente si possono curare meglio ed anche con tecniche rigenerative del tessuto cartilagineo. A Napoli, durante il Congresso organizzato recentemente, sono stati mostrati video di interventi chirurgici innovativi e gli esperti si sono confrontati sui risultati di casi clinici relativi alla applicazione delle biotecnologie in ortopedia. «Si è fatto il punto sul work in progress delle applicazioni delle biotecnologie per la cura del ginocchio », spiega il professor Donato Rosa, dell'università Federico II di Napoli. «Le biotecnologie applicate all'ortopedia - sottolinea - sono probabilmente il futuro dell'ortopedia. La lesione cartilaginea è la più frequente, ma ad oggi la diagnosi non è sempre facile. C'è l'artroscopia che aiuta; vi sono le possibilità non chirurgiche di cura, che però non sono risolutive, e gli interventi antalgici e ricostruttivi. Di sicuro le biotecnologie, i nuovi materiali e le tecniche chirurgiche in evoluzione sono a supporto dell'ortopedia con risultati interessanti. Gli scaffold, impalcature biodegradabili con l'applicazione di condrociti eo staminali possono dare buoni risultati. É importante però proseguire nella ricerca». A causa di piccoli squilibri muscolari ed articolari, con il passare del tempo e con l'utilizzo ripetuto, il ginocchio va lentamente incontro ad alterazioni più o meno gravi. I fattori di rischio sono obesità, età, sport soprattutto di contatto ad alto rischio traumatico, traumi di vecchia data, fattori dietetici (carenza di vitamina D), debolezze e squilibri muscolari. Si è parlato anche di chirurgia protesica attraverso la presentazione dei più innovativi modelli di protesi totale, monocompartimentale e di rivestimento, fino al loro possibile impianto per via artroscopica. Ultimamente poi si possono eseguire metodiche mininvasive artroscopiche. «Come terapia fisica - spiega Rosa - una valida opzione terapeutica è la stimolazione biofisica della cartilagine articolare, che si basa sull'utilizzo di specifici campi magnetici pulsanti. Il razionale di questa terapia è rappresentato dal fatto che tali campi magnetici , con una frequenza definita stimolano i recettori dell'adenosina A2A , responsabili del blocco del processo infiammatorio e del dolore».
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