L’intelligenza emotiva contro il bullismo

Insegnanti, politici e psicologi a confronto per parlare dei vantaggi dell’introduzione del teatro tra le attività didattiche

Francesca Scapinelli

Inserire il teatro tra le materie scolastiche, per sviluppare nei bambini e negli adolescenti la capacità di padroneggiare le emozioni e, quindi, di relazionarsi in modo positivo con se stessi e con gli altri. In tempi di bullismo e fenomeni di violenza sempre più frequenti tra i banchi di scuola, la proposta di legge dell’onorevole Fiorella Ceccacci Rubino (per l’introduzione dell’insegnamento «attività teatrali e intelligenza emotiva» nei programmi scolastici, presentata alla Camera lo scorso 21 settembre), incontra il favore sia degli operatori del mondo della scuola che del teatro oltre che di esperti del settore, medici e psicologi. «Il concetto di intelligenza emotiva è stato introdotto da Daniel Goleman - ha spiegato il deputato Ceccacci Rubino (Forza Italia), XII Commissione Affari sociali nel corso dell’incontro sulla proposta di legge che si è tenuto ieri a Palazzo Marini con la partecipazione di scienziati, politici e insegnanti -. Consiste in una miscela di motivazione, logica e autocontrollo che, a partire dall’ascolto dei sentimenti propri e altrui, si traduce nella capacità di adattarsi e rapportarsi con il prossimo. Qualità che vediamo mancare del tutto quando, ad esempio, alcuni studenti filmano con il cellulare il pestaggio di un ragazzo diversamente abile». «La scuola - ha aggiunto - dovrebbe avere come obiettivo primario la formazione umana, anche attraverso un’etica della responsabilità. Occorre allora un’educazione emotiva oltre che culturale e cognitiva, che comprenda cioè mente e cuore. Sta alla scuola insegnare l’intelligenza emotiva, e il teatro è un’efficace strategia per farlo». I firmatari hanno preventivato che, per attuare la legge, sarà necessaria una spesa di 50 milioni di euro annui dal 2007. Un finanziamento che, sottolineano, verrebbe ammortizzato dalla creazione di nuovi posti di lavoro e dalla riduzione dei costi sociali per la prevenzione e il recupero di comportamenti tra cui bullismo, iperattività, disturbi psicosomatici o autodistruttivi. L’insegnamento della nuova materia (per almeno due ore settimanali) nella scuola primaria sarà affidato ad attori diplomati in accademie e istituti riconosciuti dal ministero della Pubblica istruzione e, nella scuola secondaria, spetterà ai laureati in materie umanistiche. Con il ministero saranno istituiti i corsi per abilitare a questo tipo di docenza. «Non si tratta di formare attori - ha puntualizzato il regista Giorgio Albertazzi, - ma di dare la parola a bambini e giovani, rendendoli protagonisti di quel mondo, l’arte scenica, in cui entrano in gioco immaginazione, interpretazione e soggettività: per questo è un progetto straordinario, da portare avanti con forza».
«Senza l’intelligenza dell’amore e l’emozione non c’è comunicazione - ha concluso il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi -. Per citare don Lorenzo Milani, non si può educare senza amore. È con proposte come questa che si può costruire una società migliore».