L’Inter ora è ottimista Eto’o mago per la finale

Mondiale per club ad Abu Dhabi. Dai rapporti Moratti-Benitez all’infermeria, dai goleador al portiere e
ai rientri. Contro i coreani ci sarà un arbitro dal nome infausto: Moreno
(ma non è Byron)

Milano - Stanno resuscitando. In attesa di miracoli calcisticamente veri. L’Inter torna a sventolare la bandiera dell’ottimismo. È tutto un garrire di promesse e conforti. Così strano e così diversi dai discorsi di appena pochi giorni fa: quel Moratti che s’imbufalisce per una squadra senza carattere, Benitez replica, i mugugni volano. Invece, appena sbarcati ad Abu Dhabi, i giocatori hanno cominciato a squadernare volti sorridenti, promesse a volontà. Maicon e Milito subito a garantire la loro presenza. Stankovic a raccontare la miglior sensazione: «Saranno passati cento giorni da quando eravamo tutti in campo. Finalmente abbiamo fatto due allenamenti consecutivi con 22 compagni». Se tanto poco bastasse, l’Inter non si muoverebbe più da Abu Dhabi. Probabilmente avrà da soffrire ancora per rendere al positivo un conto che, per ora, volge al negativo. Partendo da questo presupposto, vediamo i pro e i contro.

MORATTI
Cosa va: ha tentato di scuotere l’ambiente intervenendo di persona, anche con i giocatori.
Cosa non va: Quell’atteggiamento oratorio da ultrà e la dichiarata ostilità a Benitez.

BENITEZ
Cosa va: la solidità psicologica e l’idea di mostrare il suo valore di tecnico.
Cosa non va: ha sbagliato qualcosa nella strategia, gli è mancata originalità per frenare il momento negativo.

INFERMERIA
Cosa va: si sta svuotando, i giocatori più importanti sono già in convalescenza. E il recupero sta provocando ottimismo. Leggere Stankovic per capire: «Quando tutti ci possiamo allenare, tutti abbiamo voglia di migliorare. Aumentano intensità, impegno e concentrazione».
Cosa non va: poco tempo per provare con tranquillità gli infortunati. Mancherà la tenuta atletica.

INCOGNITE
Cosa va: l’Inter ha già visto di tutto, non le potrà capitare di peggio rispetto a questi primi mesi. Non dovrebbe spaventarla neppure l’arbitro panamense Moreno, per la prima partita contro i coreani del Seongnam Ilhwa Chunma. Nome infausto per i ricordi mondiali italiani. Guarda caso, c’entra sempre la Corea del Sud.
Cosa non va: troppi giocatori non sono stati all’altezza di fama e stipendio in questo periodo. Sneijder è un fantasma che cerca solo alibi. La difesa di burro. Il recupero degli infortunati è una buona notizia, ma nessuno può essere al meglio della forma. La partita con i coreani può rivelarsi un tranello.

I RIENTRI
Cosa va: Maicon, Julio Cesar e Milito tenteranno di giocare mercoledì nella prima partita. Chivu dovrebbe farcela. Stankovic è incerto.
Cosa non va: difficile farli giocare per 90 minuti. Benitez dovrà usare il bilancino e fare scelte che potrebbero rivelarsi un boomerang all’interno dello spogliatoio.

IL RIENTRO
Cosa va: un successo non cancellerebbe il recente passato, ma permetterebbe all’Inter di sentirsi più soddisfatta della prima parte di stagione.
Cosa non va: un insuccesso significherebbe il divorzio certo da Benitez, che potrebbe essere licenziato anche in caso di successo. Al di là dei meriti, sarebbe l’ennesima sconfitta della gestione Moratti.

GOLEADOR
Cosa va: il recupero di Milito (ma non è chiaro quando e per quanto tempo disponibile), la presenza rassicurante di Eto’o e l’ultima, nemmeno tanto scherzosa, previsione del camerunense: «Drago(Stankovic ndr.) segni tre gol e vinciamo la coppa».
Cosa non va: Difficile credere alle buona forma di Milito e, quest’anno, anche alla sua mira.

PORTIERE
Cosa va: se Julio Cesar è pronto, garantisce un pizzico di tranquillità in più ad una difesa che soffre per l’assenza di Samuel.
Cosa non va: l’incognita del suo rendimento. Non più decisivo come in anni passati.

IL GIOCO
Cosa va: la presenza dei titolari garantisce migliori soluzioni e più occasioni da gol.
Cosa non va: difficile recuperare in pochi giorni la bontà di gioco vista nelle prime partite di campionato.

LE CHIACCHIERE
Cosa va: Moratti, se non parla. E l’ottimismo della squadra.
Cosa non va: Moratti, se parla. E quel lasciare affiorare qualche dubbio da parte dei giocatori (vedi Milito e Maicon) circa il credo nel tecnico.