L’ippica caduta nel caos è a rischio sopravvivenza

La mia personale impressione, purtroppo, è di assoluta confusione che oggi regna nel settore ippico, a cominciare dalle mosse del ministro delle Politiche agricole De Castro. Quest’ultimo ha indicato il conte Melzi d’Eril quale commissario dell’Unire - così da comunicati ufficiali e non dalle solite chiacchiere di corridoio - l’iter per la procedura di nomina pare incagliarsi dando inevitabilmente spazio alla solita rumba dei “boatos”: tizio sarà il sub commissario, caio il nuovo direttore generale e così via in una ridda di notizie senza capo ne coda.
Le “benemerite” Società di corse hanno un contratto con i loro dipendenti da rinnovare e assistono assenti o impotenti allo scempio che si sta facendo della corsa Tris. Da parte dell’Unire, causa l’indeterminatezza della situazione non vi sono iniziative di alcun genere. La più ovvia per fare un esempio: ove vi siano episodi di sciopero limitati a colpire la sola corsa Tris, come minimo la sospensione in toto della giornata. Ve lo immaginate il direttore generale nella situazione attuale, che prende una decisione del genere? Come minimo verrebbe lapidato. Tra le altre cose: gli scioperi non sono regolamentati da una legge? Il nostro in fondo è un settore pubblico, non una impresa privata.
A parole tutti vogliamo il bene dell’ippica ma, guai a toccare le parti sensibili e gli interessi che stanno dietro a queste logiche perverse, tanto più in una situazione di confusione come l’attuale.
Giornali, anche di un certo peso, che pubblicano una serie di notizie riguardanti l’Unire delle quali con tutta la buona volontà non si riesce a capire nulla o quasi nulla, notizie vere, veritiere, mescolate a illazioni e successive conclusioni altrettanto arbitrarie.
Il solito Maurizio Mattii, animatore di uno spregiudicato sito internet, non si capisce più a cosa stia mirando: alla notizia della scelta del ministro, un peana a favore di Melzi, che ora pare leggermente offuscato, quanto meno non più brillante come all’inizio. Perché? Le illazioni sulle conclusioni della commissione di indagine insediata dal ministro De Castro appaiono estremamente contraddittorie, a seconda degli interessi di chi le sbandiera. Ma perché il ministro non rende pubblico il lavoro di questa taumaturgica commissione?
A chi giova questo logoramento, con stillicidio di notizie? Perché il ministro ha formato una commissione se il lavoro della stessa doveva essere riservato, o quanto meno buono a seconda degli usi che i più spregiudicati ne stanno facendo? Non mi pare una bella mossa da parte di un ministro della Repubblica. Ma cosa sta succedendo all’ippica? Dove è andato a finire il buon senso? Possibile che i più avvertiti non si rendano conto che stiamo sfasciando quel poco di credibilità che era rimasta al settore e che così facendo facciamo del male a noi stessi. Tanto più visto che il ministero dell’Economia non pare ami molto l’ippica, anche a ragione aggiungerei io.
Come si fa a programmare eventi di gioco su corse che vengono cancellate sistematicamente, con il chiaro obbiettivo di fare il maggiore danno possibile a tutto l’insieme. Cosa ritiene l’inventore o i suggeritori di una tale strategia che indebolendo di credibilità ed economicamente il contraente sia poi più facile raggiungere un accordo vantaggioso per i propri rappresentati?
Mi rifiuto di credere che ci possa essere una o più persone che possono pensarla in questa maniera, forse la risposta sta nel capire quali veri obbiettivi perseguono questi personaggi che stanno dietro a queste strategie scellerate. Ma, se fosse esatto quanto hanno scritto sui conti catastrofici dell’Unire, ci rendiamo conto che in questa maniera non avremo alcun futuro per l’ippica, se non la ghettizzazione in un ruolo marginale d’ippica da terzo mondo.
Ricordate che solo pochi anni fa, non un secolo, una manciata di anni, al tempo della prima “gloriosa” riforma dell’Unire operata dall’allora governo di centrosinistra, avevamo il montepremi fra i più alti del mondo.
*ex presidente dell’Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore)