L’ippica in crisi s’inventa la Tris in diretta sul Tg1

Come avevamo sollecitato da tempo, la delibera relativa alla formazione della Commissione tecnica centrale del libro genealogico trotto (Ctc) è stata assunta dal Commissario dell’Unire, Francesco Saverio Abate. Occorre precisare che la causa di questo slittamento è da addebitarsi principalmente al ritardo dei vari organismi interessati, tra cui alcuni ministeri e regioni: brilla per assenza, ancora oggi, la rappresentanza del ministero della Salute. Infatti se la Commissione è stata formata, manca proprio del membro di codesto ministero, che sarà successivamente integrato, se mai sarà indicato. Così vanno le cose, però è bene andare a vedere qualche volta dove stanno le responsabilità, senza sparare nel mucchio.
A proposito di responsabilità anche nel settore dell’ippica un giorno o l’altro occorrerà fare chiarezza e approfondire comportamenti assolutamente non accettabili. Con particolare riferimento agli «scioperi strumentali» sulle corse Tris, si è registrato un ulteriore episodio di grave irresponsabilità in una Tris di galoppo e inoltre uno sciopero generale all’ippodromo di Merano, camuffato con un bassissimo numero di partenti e conseguente annullamento a termini di regolamento. Immagino che la protesta dell’ippodromo di Merano sia relativa al ridimensionamento delle corse ad ostacoli, ma con l’escamotage del basso numero di partenti si avalla la tesi della penuria di concorrenti in questa specialità. Per le corse Tris poi, le modalità di attuazione non possono essere assolutamente condivisibili, anzi episodi del genere devono essere contrastati dall’Unire con tutti i mezzi a disposizione. Probabilmente l’Unire ha in atto un progetto di sviluppo di corse Tris straordinarie: è stata ventilata la possibilità di due corse Tris per giornata, una il cui gioco possa chiudere alle 13.30, con diretta nazionale sul Tg1, l’altra con termine delle giocate nel pomeriggio o in serata, come al solito.
Ritengo però, che l’Unire, per evitare ulteriori danni al montepremi, ed in particolare all’immagine di questa corsa, dovrebbe azzerare l’attuale regolamento per le corse Tris ordinarie, che prevede una pioggia indiscriminata e qualche volta ingiustificata, di erogazioni economiche a favore dei vari attori. Quanto sopra, dopo avere constatato che oggi una corsa Tris ordinaria, tra premio al traguardo e rimborsi ai guidatori, viene a costare circa settantamila euro per il trotto e sessantamila per il galoppo. Quasi un Gran Premio al giorno. Mi sembra un madornale errore di selezione. I gruppi II al trotto hanno un importo di settantasettemila euro. Sarebbe infantile, non vedere e non capire che alla base di questi sommovimenti si muovono interessi consolidati che ritengono di non essere in grado di fare valere le loro ragioni, perché evidentemente sono ragioni... non «ragionevoli», ma privilegi immeritati e in una situazione di questo genere di crisi violenta e acuta, non più sostenibili da parte della comunità ippica. Non volersi rendere conto delle dimensioni e della pericolosità della crisi dentro la quale si dibatte il settore e pensare di mantenere privilegi assurdi che, grazie ad una sapiente opera di penetrazione, si sono consolidati negli anni, è semplicemente folle. In questa maniera andiamo alla rovina totale del settore. Occorre salvare il salvabile e operare perché l’ippica, quella vera, non debba obbligatoriamente lasciare il campo ad attori virtuali e di costi infinitamente inferiori per cui, mi ripeto ancora una volta, la salvezza dell’ippica, o meglio di ciò che ne potrà rimanere, è soltanto nel riportare l’allevamento al centro.
Abbiamo un chiaro esempio di ciò, nella vicina Francia, oggi sicuramente il più importante paese ippico al mondo, che ha sempre ed unicamente privilegiato l’allevamento. Il declino, anche di paesi come gli Stati Uniti, è iniziato quando hanno creduto di potere ovviare alla centralità dell’allevamento con surrogati informatici o accorgimenti di altro genere.
*presidente Anact (Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore)