L’Italia che trotta batte la Francia 3-0

Ernesto Cazzaniga*

La vita in generale non è certamente facile, non lo è assolutamente nel settore dell’ippica. Però occorre metterci un poco di buona volontà da parte di noi tutti, non solo nel criticare aprioristicamente, ma nel dialogare, suggerire soluzioni e quanto altro sia utile in questo momento. Non è attizzando il fuoco e creando ad arte, il più delle volte, casi inesistenti che si aiuta il settore. A meno che non si perseguano obbiettivi completamente diversi da quelli che si dice di perseguire. Andiamo avanti. Avevamo notato l’improvvisa scomparsa delle notizie relative agli eventi ippici, veicolate attraverso il servizio di Televideo. Ritenendo assolutamente negativa questa scelta, ci siamo permessi di intervenire e, dopo un abbastanza facile e immediato chiarimento, con piacere abbiamo notato la ripresa del servizio. Sarebbe stato facile, anche in questo caso, montare una polemica che avrebbe probabilmente allontanato la soluzione del problema, noi abbiamo scelto ancora una volta la strada del dialogo e ne siamo contenti.
Altro esempio di collaborazione: in sede di redazione dei provvedimenti relativi al trattamento economico delle qualifiche a favore dei proprietari di trotto, abbiamo notato una sensibile diminuzione delle somme a disposizione, ci è sembrata una cosa non buona, siamo intervenuti e, probabilmente, con noi anche la rappresentanza dell’Unione proprietari trotto, nella sua forma istituzionale più corretta, cioè attraverso il presidente, è stata individuata una strada per risolvere il problema. Anche se con non poche difficoltà, legate al momento di grave crisi economica.
Riteniamo che questo provvedimento possa portare un aiuto al prossimo mercato delle aste di puledri a settembre. Ora avremmo altre istanze da porre, alle quali ci aspettiamo una risposta collaborativa da parte dell’Unire. Noi allevatori in particolare, siamo in attesa della definitiva formazione e insediamento della Commissione Tecnica Centrale de Libro Genealogico (C.T.C.). Che, ci auguriamo, avvenga quanto prima, al fine di porre all’attenzione e valutazione della stessa il problema che andrà a sorgere non più tardi del mese di ottobre di quest’anno quando sarà obbligatorio per gli allevatori il deposito del cosidetto CIF (Certificato Intervento Fecondativo). Il CIF è emesso dal veterinario fecondatore, e con questo documento sino a ieri si poteva registrare il prodotto, ora con la nuova norma in vigore occorre aggiungere al CIF, una dichiarazione di saldo della monta da parte dello stalloniere e questo ci pare corretto in linea di principio ma, nella sostanza, la norma è perentoria e ultimativa e creerà senz’altro attriti e problemi in fase di registrazione dei prodotti. Occorre assolutamente rivedere la norma e renderla meno perentoria in modo che possa dare all’allevatore la possibilità di esprimere le proprie ragioni in sede di eventuale controversia, senza sentirtsi «ricattato» da una norma cosi drastica che, oltretutto, entra in un rapporto privatistico. Inoltre chiederemmo in relazione alla programmazione degli ippodromi l’applicazione dei seguenti criteri, volti ad una vera classificazione degli stessi, non solo a parole.
Per i principali tre ipodromi Italiani con pista da un chilometro (Milano, Roma e Napoli) abolizione assoluta di effettuazione di corse di categoria G, di matinée, preserali o cosiddette corse differenziate che potranno ovviamente trovare opportuna collocazione in altri impianti.
Altri provvedimenti utili potrebbero essere questi:
1) prevedere per i cavalli che al quarto anno di età non hanno vinto cinquemila euro l’esclusione definitiva dalle corse, se del caso autorizzare la sola partecipazione a corse differenziate.
2) Nei confronti della miriade di licenze da guidatore, prevedere per coloro i quali non vincono almeno un paio di corse all’anno il ritiro dell’autorizzazione a guidare, lasciando la possibilità agli stessi di allenare. Oppure nei casi disperati dispensare qualche licenza di pesca, che non farebbe male al settore.
3) Un ulteriore intervento che contribuirebbe sicuramente a rafforzare l’immagine internazionale dell’ippica, viste le non facili condizioni economiche del settore, dovrebbe essere quella del raddoppio (sì, raddoppio), delle corse di Gruppo 1, ma soltanto di quelle che si disputano in pista grande.
4) Migliorare in profondità il prodotto Tris, con un attento controllo della qualità e della serietà dei partecipanti, rivedendo l’assurdo e costosissimo sistema messo in atto, con il quale attraverso il gioco dei rimborsi trasporti e altro si è di fatto messo in atto un meccanismo perverso che va assolutamente a scapito della qualità e del livello del prodotto.
5) Per concludere poi, inviterei l’Unire a mettere definitivamente mano ad una rivisitazione del palinsesto televisivo, della sua regia e di tutto quanto possa rendere appetibile e gradito agli utenti il prodotto televisivo. Io penso che se si potesse oggi fare un paragone tra la qualità di quanto trasmesso dalla nostra televisione ippica ed i vecchi programmi della televisione degli ex Paesi dell’Est, con sorpresa ci renderemmo conto che erano senz’altro migliori quelli dell’Est.
* presidente Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore)