L’Ottocento da Canova al «Quarto Stato»

Se lo si considera da un punto di vista semplicemente artistico, l’Ottocento non è stato un momento molto fortunato. A cavallo tra il Settecento in cui l’Illuminismo l’aveva fatta da padrone e il Novecento, dove le avanguardie hanno segnato momenti storici precisi, l’arte dell’Ottocento è rimasta per molto tempo quasi avvolta in una bolla. Pochi studiosi si sono interessati di ciò che era avvenuto, pochi approfondimenti, ancor meno divulgazioni scientifiche quindi. L’occasione di questa mostra delle Scuderie del Quirinale ridà non solo lustro a un momento storico comunque importante, ma assegna anche gli strumenti per poter capire cosa è successo in quel lasso di tempo. Una buona selezione di opere d’arte che aiutano lo spettatore a farsi largo tra i vari movimenti storici che si sono avvicendati, e tra le figure di spicco che ne sono state protagoniste. Quarto Stato di Pellizza da Volpedo vale da solo la visita alla mostra, sebbene l’ubicazione non sia delle migliori. Cronologicamente è il quadro che chiude la mostra, anche se si trova nella scalinata d’ingresso, così come invece, ad aprire la mostra, sempre da un punto di vista storico, si possono ammirare due sculture di Canova. Singolare è invece il trittico presente nella prima sala, dal titolo Scene di scheletri viventi, per i soggetti, degli scheletri appunto, normalmente ospitati all’interno di una chiesa di Bergamo. I capolavori presenti sono oltre cento, suddivisi nei due piani dello spazio museale. Se al primo piano troviamo Il bacio di Hayez, e con lui i maggiori rappresentanti della Scuola Romantica di Milano, è però nel secondo piano che la mostra si arricchisce di altri capolavori, di artisti conosciuti anche dal grande pubblico. Quei maestri del Divisionismo, che spesse volte vengono accostati agli Impressionisti, per stile e tecnica, ma anche per i soggetti. Opere di Giovanni Segantini, di Morbelli, di Previati, che sembrano essere in linea con i cambiamenti che stanno avvenendo in Italia, ottimi precursori di quello che sarà poi il movimento artistico italiano più famoso, il Futurismo.