L'arte antica di due maestri giapponesi, Hokusai e Hiroshige da Salomon

Una serie di stampe antiche di due indiscussi maestri giapponesi che inneggiano alla natura e allo spirito. Tecniche raffinatissime che risalgono anche all'antica Ciona, in via del Gesu' a Milano

Con loro il mondo naturale assume dignità pari a quella dell'uomo. Se in un primo momento la natura, sebbene tratteggiata con maestria e signorilità, ma anche sensibilità, ha rappresentato il contorno a scene di vita, nelle opere dei grandi maestri giapponesi Hokusai e Hiroshige, la natura e il paesaggio diventano i veri protagonisti della scena pittorica.
Fino al 14 maggio si potranno vedere alla Galleria di Silverio Salamon (Caiati, via Gesù 17- da lunedì a sabato, ingresso libero), la mostra di Hokusai e Hiroshige (stampe giapponesi originali), una selezione delle opere più importanti e sconosciute dei due indiscussi maestri orientali.
I due protagonisti di questo genere tutto innovativo che ha segnato la storia con sublimi paesaggi, sono stati in grado di dare una svolta nella cultura in generale, non solo scenografica ma anche per il loro raffinato linguaggio. Le scene di vita nelle loro opere hanno lasciato il posto al paesaggio che come dicevamo è diventato il protagonista assoluto. Nelle stampe di questi due artisti si scoprono mari e cieli, animali e alberi, non come subalterni all'uomo ma come principi che ne regolano la qualità.
Sono visioni che hanno affascinato l'Europa nel momento in cui la sua arte e cultura e volta verso la corrente impressionista, non è azzardato quindi affermare che le stampe di Hokusai e Hiroshige hanno l'anima occidentale, per non dire colpire, segnando le basi dell'arte moderna.
Per un totale di ventiquattro stampe, famose quanto esemplari che comprendono almeno sette tra i capolavori indiscussi, più conosciuti dei due maestri e molto presenti nell'immaginario collettivo. Tutte queste opere sono racchiuse in un catalogo ricco di apparati storici, scientifici e bibliografici anche a cura di Silverio Salamon. A questi titoli si affiancano una trentina di altri eccellenti opere, non meno rappresentative e altrettanto affascinanti.
Va sottolineato che i colori, la tiratura, la conservazione che sono rigorosamente descritti per ogni singolo foglio esposto fanno di questi grandi artisti gli esponenti di un raffinato linguaggio collezionistico, nel frattempo la notorietà dei titoli si apre a un interesse sempre più vasto. Basta ammirare di Hiroshide Ando del 1857 e di Hokusai Kautsushika del 1830, che si coglie un'impressionante sensibilità tra realtà ed esistenza legata al suo trascendere, un'esistenza che va al di là della poesia con atmosfere pacate che scaturiscono da uno spirito sempre profondo.
Bellissime anche le opere di Hokusai (Edo-Tokio 1760- Akasuka 1849), del 1932 e , ma anche di Hiroshige (Edo-Tokio 1797-1858), del 1833 e del 1957.
Si parla di 36 vedute del Monte Fuj o della grande oìnda di Kanagawa e del vero cantore della natura, Ando, le radici del suo stile nanga, la scuola di pittura di derivazione cinese incentrata sulla riproduzione fedele del mondo naturale. La spiccata sensibilità di quest'ultimo, Hiroshige, ci fa vedere attori guierrieri, belle donne e uccelli oltre alla luna, la pioggia rada e le gole imbiancate.