Un laser sconfigge la presbiopia

La presbiopia non è più un problema. Ora grazie ad una tecnica che si chiama Lapr (Laser Presbyopia Reversal), che utilizza il laser a erbio, è possibile eliminare fino a quattro diottrie del disturbo che, colpendo il cristallino, impedisce l’autofocus, cioè la capacità dell’occhio di «accomodare» il fuoco a tutte le distanze. Una difficoltà visiva che insorge molto presto, comincia infatti verso gli otto-dieci anni e continua inesorabilmente ad aumentare con il passare del tempo.
È quindi una malattia fisiologica, che in Italia interessa ventotto milioni di persone che hanno superato i 45-50 anni di età. «La presbiopia - ha spiegato Stefano Pintucci, presentando i risultati di una sperimentazione durata sei anni - era un problema dimenticato dalla letteratura scientifica ed ora recuperato con successo».
Pintucci, che è uno specialista oculista noto in tutto il mondo per aver messo a punto la cornea artificiale (cheratoprotesi di Pintucci), ha affrontato il problema della presbiopia in un modo rivoluzionario. Ma al tempo stesso semplice.
«Immaginiamo - spiega - che l’occhio sia un uovo in cui la parte esterna, la sclera (bianco dell’occhio) cresce fino a dieci anni, mentre quella interna fino a quando si muore e con essa tutte le parti nobili dell’occhio, come il cristallino, la lente che permette l’autofocus e cioè la possibilità di vedere chiaramente a tutte le distanze».
Il cristallino continua a crescere per tutta la durata della vita di 0,02 mm l’anno, fino ad occupare tutto lo spazio fisiologico che gli permetteva di lavorare. «Non potendo rimpicciolire il cristallino - ha sottolineato Pintucci - si è pensato di dilatare il bianco dell’occhio effettuando otto ablazioni, con il laser a erbio, al fine di ampliare il guscio sclerale, che si dilata sotto la spinta elastica della sclera stessa. In questo modo si ripristina la funzione accomodativa del complesso muscolo ciliare-cristallino».
Un intervento semplice, ambulatoriale, che risparmia le parti nobili come la cornea, l’iride, il cristallino, la retina, il vitreo e la coroide. Subito dopo il paziente può tornare a casa senza bende, con un recupero visivo immediato e perfetto come se fosse tornato indietro di trent’anni, in quanto viene ripristinata l’«accomodazione» che si aveva da giovani.
Purtroppo l’intervento non è coperto dal Sistema sanitario nazionale e, a seconda della struttura, può costare dai duemila ai tremila euro ad occhio o anche di più; a questi costi si devono aggiungere spese accessorie e i controlli da effettuare regolarmente. «Perché il paziente operato - ha detto Pintucci - non deve dimenticare che la sua presbiopia è stata solamente ridotta, ma continua ad esserci e a progredire con gli anni». Alla presentazione era presente anche la dottoressa Angela Zaffaina di Vicenza che, con il professor Pintucci, ha operato il maggior numero di interventi di presbiopia.