L'Australia dice "no" ai tablet di Samsung

Continua la battaglia legale tra Apple e Samsung. Dopo lo stop ai coreani in Germania e il tentativo di bloccare la vendita del nuovo iPhone in Italia e Francia, per un problema legato al plagio della tecnologia wireless, ora è l'Australia a dire no ai tablet asiatici. E il contenzioso non si è ancora esaurito...

Continua senza esclusione di colpi la battaglia che vede opposta Samsung e Apple sul delicato mercato dei tablet. Il contenzioso, cominciato qualche tempo fa è piuttosto chiaro. Il Samsung Galaxy, prodotto della casa coreana è troppo simile - per non dire praticamente identico - in certe sue caratteristiche all'iPad di Cupertino.

Un motivo sufficiente per scatenare una battaglia legale che si arricchisce ogni giorno di nuovi episodi. Se Samsung aveva provato a fermare la distribuzione del nuovo iPhone in Italia e Francia, adducendo il pretesto che i californiani avrebbero violato alcuni brevetti legati alla tecnologia wireless sviluppata da Samsung, lo stop a Galaxy era venuta da una sentenza del tribunale tedesco di Dusseldorf, che lo scorso agosto aveva bloccato la vendita dei tablet asiatici perché praticamente identici a iPad.

Ora la vittoria di Apple nei tribunali australiani, e il conseguente stop al lancio in Australia del Galaxy da dieci pollici, giustificato dalla corte ancora una volta con un plagio da parte degli asiatici, apre la strada a - queste le speranze di Apple - sentenze simili negli altri Paesi oggetti del contenzioso, ovvero Olanda, Stati Uniti e Corea del Sud.

Dal canto suo, la Samsung si è detta "delusa da questa sentenza" e non ha perso tempo, annunciando che "continuerà il procedimento legale contro Apple al fine di garantire che i prodotti restino a disposizione dei consumatori". Il blocco delle vendite di Galaxy in Australia potrebbe tra l'altro creare dei problemi non indifferenti alla Samsung, annullando di fatto le vendite del tablet pensate per il periodo natalizio.