L'auto come opportunità di lavoro

Crisci (Unrae): «Serviranno nuove professionalità». L'importanza della formazione

Piero Evangelisti

La lunga crisi dalla quale il nostro Paese sta uscendo ha colpito duramente il mercato dell'auto, crollato ai minimi storici, e le reti di vendita dalle quali sono scomparse centinaia di aziende e, di conseguenza, decine di migliaia di posti. Di pari passo sono cresciuti nuovi metodi di vendita e si sono affacciate sulla scena nuove forme di possesso dell'auto.

«L'automotive mai come ora e in futuro - spiega Michele Crisci, presidente di Unrae, l'associazione che raggruppa le Case estere in Italia - si sta delineando da grande protagonista delle economie in generale. Le evoluzioni tecnologiche dentro e fuori l'auto saranno al centro di grandi cambiamenti infrastrutturali tutti capaci di creare nuove opportunità di lavoro nelle aziende esistenti e in quelle che saranno create ad hoc. Il futuro dell'auto sarà elettrico, connesso e autonomo: ciò porterà con sé grandi manovre a livello produttivo per la realizzazione di batterie (dalle materie prime alla ricerca, dalla produzione alla commercializzazione e distribuzione). Ancora e ugualmente per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo di sistemi di connettività e automazione della guida. Per realizzare tutto ciò le grandi società guarderanno con interesse ad alleanze dentro e fuori il settore, ma apriranno anche nuove realtà aziendali». Ma le reti come si adegueranno? «A livello distributivo per queste nuove auto ci sarà bisogno di accrescere le conoscenze dei venditori e dei tecnici, ma anche di sviluppare nuove competenze tecniche e di marketing da parte di tutta la catena distributiva che si rivolgerà a clienti evoluti, digitalizzati e che useranno i trasporti e l'auto, in particolare, con approcci e stili di possesso diversi. Da qui lo sviluppo di aziende distributive capaci di prestare servizi di utilizzo innovativi. Aziende che oggi non esistono e che saranno create ad hoc o saranno una diretta evoluzione, in tal senso, di quelle presenti sul mercato oggi». Sembra un vero cambiamento epocale. «Tutto ciò avrà un impatto infrastrutturale per rendere fruibili queste nuove tecnologie, a livello stradale, per esempio, con opere pubbliche dentro e fuori le città capaci di accogliere la guida automatizzata e il processo di elettrificazione e, dietro a ciò, tutto quanto sarà legato alla produzione e commercializzazione di queste opere». Crisci è sicuro che per i giovani ci sia ancora un interessante futuro nel mondo dell'auto (Unrae consegna anche borse di studio dedicate), un'opinione condivisa da Massimo Ghenzer (Areté-Methodos): «La formazione sarà sempre più decisiva e più specifica, ma un giovane, preparato, può guardare con fiducia all'automotive».